Guarito da un tumore cerebrale, dopo aver trovato la “Cura” nel WEB

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tumore cerebrale

E’ uscito da qualche giorno il libro di Salvatore Iaconesi ed Oriana Persico dal titolo “La Cura”, Codice Edizioni. Come sottolinea Pier Mario Biava nella sua bellissima prefazione, il libro “racconta una storia o meglio, una performance, come la definiscono gli autori, straordinaria. Straordinaria di per sè, per ciò che ci insegna e rappresenta, straordinaria per il coraggio e la volontà mostrati dai due autori nel percorrere una via nuova e completamente ignota in una situazione drammatica….” La storia racconta di Salvatore Iaconesi che nel 2012 si ammala di cancro al cervello, ma decide di ribellarsi al suo destino e al ruolo di “paziente” che l’organizzazione medica vorrebbe attribuirgli.

Si dimette dall’ospedale, iniziando così una performance globale a cavallo fra malattia, tecnologie e reti digitali per riappropriarsi dell’umanità perduta e avviare una Cura diversa, ma possibile: quella che avviene coinvolgendo tutta la società.

Salvatore Iaconesi pubblica la sua cartella clinica online e chiede al mondo intero di trovare una cura: tutti nel suo messaggio sono invitati a prendere parte a una Cura con i loro consigli ed i loro suggerimenti. Tutti possono contribuire a ridefinire il senso della parola “cura”. Da ogni parte del mondo, persone differenti per estrazioni, generi, professioni e competenze hanno risposto. Centinaia di migliaia di dati e lavori scientifici sono stati scritti spediti.

Nel nuovo spazio creato dalla performance, la malattia è diventata così uno strumento per connettere anziché separare, parte di uno sforzo sociale diffuso per offrire una possibile soluzione alla grave patologia di Salvatore. Tra le varie informazioni inviate, Salvatore riceve anche quella che lo mette in contatto con Pier Mario Biava. Come dicono Oriana e Salvatore nel loro libro la sorpresa nel conoscere l’approccio di Biava al cancro è stata enorme. Per Salvatore ed Oriana infatti Biava è “un hacker delle cellule”, il quale partendo “da mondi differenti, usando linguaggi e codici diversi, tenta di fare a livello biologico quello che essi cercano di fare con la Cura a livello sociale, culturale e biopolitico: riprogrammare il cancro e toglierlo dal suo isolamento”.

“Il suo obiettivo non era bombardare le cellule, eliminarle o trattarle come cellule impazzite, ridotte ad una alterità inconciliabile… Voleva piuttosto comprenderle e consentire loro di ristabilire il dialogo interrotto con le altre cellule…. La sua era una terapia informazionale basata sul pensiero della complessità, sulla teoria dei sistemi, sul rifiuto del riduzionismo e della violenza. O, tradotta nel nostro linguaggio, una gigantesca operazione di bio-reverse engineering, in cui convivevano Basaglia, Bateson e Guattari.”, così si esprimono Oriana e Salvatore.

Già dal primo incontro fra Oriana, Salvatore e Biava, quest’ultimo precisa che “ i tumori cerebrali sono malattie difficili da trattare, ma che alcune esperienze fatte con i colleghi dell’Istituto di Oncologia Sperimentale dell’Università di Roma La Sapienza, avevano dimostrato che è possibile ridurre la dimensione di questi tumori, delimitandone i contorni, così da renderli operabili. Pertanto l’obiettivo sarebbe stato quello di operare il tumore appena si fosse presentata la possibilità.” Salvatore ed Oriana hanno condiviso questa strategia e così Salvatore ad un certo punto è stato operato e oggi è finalmente libero da malattia e conduce con Oriana una vita normale.

La Cura in definitiva ci ha insegnato alcune cose importantissime: ha dimostrato di poter essere un metodo, che usa le reti, le tecnologie e soprattutto le relazioni umane per scoprire nuove forme di solidarietà e di azione collettiva, in cui la creatività svolge il ruolo di catalizzatore coinvolgendo in maniera etica e solidale le persone, perché l’azione risponde alle logiche del desiderio piuttosto che a quelle della competizione.

In questo senso la Cura si pone alla base di un nuovo paradigma scientifico e sociale della relazione malattia-paziente-società in cui la salute dell’ecosistema dipende dal benessere e dalla salute di tutte le sue componenti, e in cui la malattia produce senso in quanto fatto sociale complesso, grazie alla connessione fra individui.

Nel cancro le cellule, incapaci di comunicare nella loro società di cellule, si riproducono in modo incontrollato. Riproducono se stesse invece di dialogare con l’organismo. Sono isolate. Così come le cellule, anche gli esseri umani privati di connessioni con la società, nell’isolamento perdono, come dice Biava, il senso: togliere il paziente dall’isolamento e riportarlo nella società significa creare le condizioni per trovare il senso perduto o come, ancora una volta scrive Biava in un altro libro, ritrovare le condizioni di benessere ed armonia: “IL SENSO RITROVATO”.

Per Saperne di più sulle terapie di riprogrammazione cellulare vi suggerisco di consultare i siti:

www.reprogramcells.com

http://www.salute.bio/riprogrammazione-cellulare/

http://la-cura.it/

Il Prof. Mario Biava ha sviluppato un prodotto frutto di queste ricerche chiamato Cell Integrity Reprogram disponibile in tutte le farmacie oppure online che, oltre sostanze ottenute da uova di pesce, contiene componenti che contribuiscono a:

  • specializzazione delle cellule: Vitamina A
  • sistema nervoso e funzione psicologica: Vitamina C
  • sistema immunitario: Vitamina A
  • protezione delle cellule dallo stress ossidativo: Vitamina C, Vitamina E, Curcuma
  • attività antiossidante: The Verde
  • funzione epatica: Curcuma

cell integrity program

Avevo già parlato delle ricerche innovative del Dott. Biava nell’articolo Medico italiano dimostra che le cellule tumorali possono essere riprogrammate

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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  1. Almeno ci sono anche i fatti positivi

  2. Ma quel prodotto funziona??

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