Le lesioni muscolo-scheletriche, in combinazione con danni estesi a tessuti, ossa e vasi sanguigni, di solito richiedono un lungo recupero. Le conseguenze associate sono per lo più dolore, limitazioni del movimento, riduzione della funzionalità e occasionalmente edema prolungato, che può ritardare o interferire con il processo di guarigione. Le terapie linfatica e compressiva sono diventate sempre più comuni, con l’intenzione di ridurre l’edema e il dolore, promuovendo così il processo di recupero e di prevenzione di recidive.

 

Cosa dicono le ricerche più recenti

Dopo un intervento chirurgico, in caso di comparsa di edema o in caso di una sua persistenza oltre il tempo di recupero stabilito, è consigliato affiancare alla classica terapia fisica, la terapia complessa decongestiva (o decongestionante) e il linfodrenaggio manuale. Numerosi recenti studi, pubblicati sulle più grandi riviste scientifiche, hanno dimostrato l’estrema importanza di approcciare le condizioni post-operatorie con questi tipi di terapie. Nelle lesioni acute (come ad esempio fratture della caviglia o del radio distale), i trattamenti linfatici e il bendaggio compressivo devono essere considerati parte integrante del protocollo terapeutico.

 

Cos’è il Linfodrenaggio manuale?

Il linfodrenaggio è una tecnica di massaggio manuale con finalità terapeuticheche agisce su problematiche di cute e sottocutesenza interessare la fascia muscolare.

Il suo approccio olistico lo pone tra estetica e medicina, in quanto agisce sul percorso del flusso dei vasi linfatici con benefici come una maggiore circolazione capillare, associato ad un’importante azione drenante e antiedemigena, poiché elimina i liquidi stagnanti, favorendo la circolazione linfatica.

Esistono differenti modalità, derivanti da scuole di pensiero e perfezionamenti eseguiti e raffinati nel corso degli anni da alcuni terapisti; uno dei più diffusi e praticati è certamente il metodo Vodder.

Lo scopo di questo tipo di linfodrenaggio è quello di velocizzare la cicatrizzazione, eliminare edemi ed ecchimosi, favorire l’elasticizzazione del tessuto atrofizzato; per questo è particolarmente indicato nel postoperatorio, sia generale che di chirurgia estetica.

La particolare esecuzione dei movimenti manuali del linfodrenaggi, infatti, permette il riassorbimento degli edemi postoperatori in tempi molto più rapidi delle altre terapie.

 

Efficacia e campi di applicazione

L’efficacia di questo approccio è certamente dipendente dall’esecuzione manuale dell’ operatore. I tratti comunque che contraddistinguono la tecnica del linfodrenaggio sono i movimenti  lenti, ritmici, ripetitivi con una pressione graduale e progressiva lieve sul derma, in modo che possa agire sulla stimolazione del sistema linfatico.

Questi specifici movimenti attivano infatti il passaggio linfatico tra una stazione linfonodale e la successiva, rispettando rigorosamente il deflusso.

Nel trattamento riabilitativo post intervento chirurgico il massaggio, in particolare le tecniche di linfodrenaggio manuale, sono utili a ripristinare la circolazione linfatica favorendo l’eliminazione dei ristagni, edemi, ematomi e migliorando gli esiti cicatriziali.

Ma non solo…

Il massaggio linfodrenante e decongestionante è consigliato nei casi in cui siano presenti edemi a causa di insufficienza linfatica, insufficienza venosa, Cellulite edematosa ma anche edemi da trauma, così come nei casi di patologie reumatologiche ed infiammazione cronica delle vie respiratorie.

 

Ci possono essere controidicazioni al trattamento?

Le controindicazioni al trattamento di linfodrenaggio possono essere assolute o relative.

Non si deve assolutamente eseguire tale terapia in caso di presenza certa di neoplasie di natura maligna, trombosi venosa profonda (TVP), allergie, infezioni generali o locali in presenza di febbre.

Nel secondo gruppo rientrano tutte quelle condizioni cliniche personali e soggettive che andrebbero correttamente inquadrate prima dell’esecuzione del trattamento. In taluni casi è opportuno avere accorgimenti particolari, sia nell’esecuzione dei movimenti che nei tempi di esecuzione; alcuni esempi possono essere stati post neoplastici risolti di recente, ipotensione arteriosa, condizioni di gravidanza (in particolare nei primi tre mesi) e disturbi della tiroide.

 

Quali saranno i reali benefici? Come potrò rendermi conto dell’efficacia terapeutica del massaggio?

Moltissimi pazienti sono soliti chiedere quando e come sarà possibile notare i primi risultati. L’alleanza terapeutica paziente-operatore è uno degli aspetti più importanti per un raggiungimento di risultati ottimali. Come terapisti, possiamo apprezzare il miglioramento dello stato tissutale dei pazienti, la reale diminuzione dell’edema (visivamente ma anche attraverso una vera e propria misurazione di una circonferenza) e cambiamenti a livello della colorazione e temperatura della pelle stessa dei pazienti. Ci sono una serie rilevante di parametri che possono aiutare terapisti e paziente a monitorare il percorso intrapreso. La cicatrizzazione della pelle e dei tessuti, per esempio, è molto efficace, poiché il massaggio ne riducende i tempi di cicatrizzazione, e il paziente ha dimostrazione immediata dei cambiamenti in termini di colorazione, mancata formazione di cheloidi e riduzione della dolorabilità. Il massaggio coadiuva l’eliminazione dei residui dell’anestesia, siero e medicinali utilizzati durante l’operazione. Il dolore si riduce più rapidamente rispetto ai pazienti non trattati; tale dato è confermato non solo dai dati clinici, ma anche dalle dichiarazioni riportate dai pazienti. Capita di sovente che i pazienti restino in contatto con “i compagni di camera ospedaliera” e si supportino nel percorso di recupero post-operatorio. I pazienti trattati riportano un miglioramento esponenziale della percezione del dolore rispetto ai “compagni” non trattati. Un altro parametro tangibile sono gli ematomi, i quali si risolvono più velocemente, poiché il sistema circolatorio esercita la sua funzione in maniera più efficace. La pelle e i tessuti si idratano con maggiore intensità ottenendo così un miglior aspetto, direttamente proporzionali alla diminuzione dell’infiammazione. Per ritornare all’oggetto dell’articolo, dei 9 studi sui 71 analizzati e considerati validi, è emerso che il bendaggio compressivo multistrato (con parametri di allungamento ottimale delle bande elastiche), associato al linfodrenaggio manuale, siano realmente incisivo per ridurre gli edemi.

 

Aspetti collaterali degni di nota

È importante ricordare che il paziente deve seguire un’alimentazione corretta, variata e sana (incluso non fumare o assumere bibite alcoliche o stimolanti) per collaborare la massimo con il drenaggio linfatico e ottenere così un ottimo recupero e mantenere alti livelli di idratazione. Le tecniche di massaggio manuale sono vere e proprie terapie a carattere medico-scientifico, che necessitano una preparazione specifica da parte dell’operatore. A tal proposito è fondamentale affidarsi alle mani sapienti e alle conoscenze approfondite di terapisti certificati, per evitare di incorrere in spiacevoli situazioni di disagio o peggiorative rispetto al quadro post-operatorio.

 

Riferimenti Scientifici

IfatKleinaDoritTidharbLeonidKalichmanc “Lymphatic Treatments After Orthopedic Surgery or Injury: A Systematic Review”. Journal of Bodywork and Movement Therapies. Prevention and Rehabilitation https://doi.org/10.1016/j.jbmt.2020.06.034

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Avila Gonzales et al. “Frontiers in fascia research”. DOI:https://doi.org/10.1016/j.jbmt.2018.09.077

John M. Whatley, MD; James A. Lalonde, MD; Craig C. Greene, MD; Kevin B. Riche, MD; Danielle M. Tatum, PhD. Effect of Lymphedema Treatment for Management of Acute Pilon Fractures. Orthopedics. 2017;40(4):e668-e674

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