oli essenziali errori uso

Gli oli essenziali sono molto sensibili al calore, alla luce, all’ossigeno e all’umidità e sono caratterizzati da una notevole rapidità di evaporazione, quindi devono stare in bottiglie di vetro scuro non plastica (possono intaccarla) con tappo a tenuta stagna. Devono essere conservati a temperatura ambiente a 16 °C circa.

Un buon olio essenziale si mantiene abbastanza inalterato per anni, anche se in genere la maggior parte tende a perdere efficacia e aroma col tempo, a differenza del patchouli che migliora con l’età; gli agrumi resistono fino a due anni, quelli estratti da erbe e fiori dai due ai quattro anni, quelli estratti dal legno non deperiscono quasi mai.

Quando si acquista un olio essenziale dobbiamo essere sicuri che sia

  • Estratto per distillazione / corrente di vapore (se non è menzionato nell’etichetta significa che è estratto con solventi e quindi è da evitare)
  • Contenuto in una boccetta di vetro scuro
  • Non deve essere scaduto
  • Avere una provenienza sicura (evitare quelli dalla Cina)

Oli essenziali ad uso ambientale

Gli oli essenziali per uso ambientale sono in genere di bassa qualità (di solito sono estratti tramite solventi) e hanno una boccetta trasparente. Invece gli oli essenziali ad uso terapeutico sono estratti per distillazione/corrente di vapore e hanno una boccetta scura, perché la luce non deve passare altrimenti può alterare le proprietà dell’olio. Non bisogna mai e poi mai usare sul corpo o per uso interno gli oli essenziali per uso ambientale. L’uso di questi oli è per profumare l’ambiente e quindi si possono mettere in alcuni diffusori con la candelina in modo che rilasciano il loro aroma.

Il mio consiglio personale è di non usare mai gli oli essenziali ad uso ambientale perché anche quando rilasciano il loro aroma nell’aria ci respiriamo i solventi tossici usati per estrarre gli oli. L’ideale è quindi usare un ottimo olio essenziale assieme ad un vaporizzatore ad infrarossi in modo che possiamo avere una vera e propria sessione di aromaterapia gratuita con grandi benefici!

Oli essenziali fotosensibili

La fotosensibilizzazione è la reazione della pelle causata da alcuni oli essenziali applicati sulla pelle a cui segue l’esposizione ai raggi ultraviolette del sole o delle lampade abbronzanti. Le reazioni possono essere gravi e a volte anche permanenti e possono presentarsi come scottature gravi, vesciche, cambiamenti nel colore della pelle e gonfiori fino anche a due giorni dopo l’esposizione ai raggi ultravioletti.

Gli oli essenziali fotosensibili ovvero che possono produrre queste reazioni soprattutto durante la stagione estiva sono in generale tutti gli agrumi e in particolare:

  • Arancio
  • Bergamotto
  • Limone
  • Mandarino
  • Pompelmo
  • Zenzero

Va fatto notare che questi oli vanno evitati se si lasciano sulla pelle e poi ci si espone al sole, per tutti gli altri uso vanno benissimo. Infatti il problema della fotosensibilizzazione ad esempio non si presenta se aggiungi delle gocce nel tuo sapone liquido, nel bagnoschiuma o nello shampoo dato l’olio essenziale verrà lavato via dall’acqua.

In realtà, se vogliamo essere pignoli, gli oli fototossici (fotosensibili) possono essere usati anche d’estate sulla pelle se inseriti sotto una certa percentuale definita dall’IFRA (International Fragrance Association) che tra le altre cose si occupa dell’analisi delle componenti delle profumazioni e di definirne l’uso o meno. Ecco le percentuali d’uso massime al di sotto delle quali non dovrebbe esserci alcuna reazione sulla pelle (per alcuni oli essenziali non c’è una percentuale ancora definita):

  • Angelica radice 0.8%
  • Arancio amaro 1,25%
  • Bergamotto 0.4%
  • Calendula 0.01%
  • Cumino 0.4%
  • Lime 0.7%
  • Limone 2%
  • Petitgrain 0.165%
  • Pompelmo 0,4%
  • Ruta 0.15%
  • Verbena Assoluta 0,2

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Oli essenziali per uso interno

Prima di ingerire qualsiasi olio essenziale è bene comprendere che si tratta di sostanze ricche di principi attivi, cioè molecole biologicamente attive nel nostro organismo. Tali molecole, infatti, possono influenzare -nel ben e nel male- i processi biochimici che avvengono nel nostro corpo. Per quanto detto, gli oli essenziali dovrebbero essere trattati come veri e propri farmaci. Quindi se assumi dei farmaci devi sapere che l’olio essenziale assunto internamente potrebbe interferire con il farmaco. Inoltre va detto che bisogna innanzitutto usare oli essenziali di ottima qualità, totalmente naturali e meglio ancora se certificati per uso alimentare. E’ bene non usare gli oli essenziali in cui è sconsigliato in etichetta l’uso interno.

Gli oli essenziali vanno assunti in dosi di circa 2 – 3 gocce. Gli oli essenziali non vanno mai assunti puri ma sempre diluiti in acqua, in olio di oliva o in un succo altrimenti potrebbero causare forti irritazioni alle mucose della cavità orale.

Oli essenziali per uso esterno

Gli Oli Essenziali utilizzati sul corpo vanno sempre sciolti insieme a una sostanza alcalina, oppure utilizzando dell’olio naturale che rilascia piano piano la vibrazione dell’olio essenziale. Gli oli essenziali puri non devono normalmente essere applicati direttamente sulla pelle, ma diluiti in una base oleosa vegetale di alta qualità (olio di mandorla, avocado, ecc); è possibile aggiungere fino a 20 gocce di uno o più oli essenziali (non più di tre) in una bottiglietta da 50 ml di base oleosa. Normalmente 4 cucchiaini di miscela sono sufficienti a massaggiare tutto il corpo. Gli oli incorporati in una base oleosa perdono la loro attività entro tre mesi perchè aumenta enormemente la possibilità di ossidazione, quindi vanno fatte piccole quantità e usate entro tre mesi. Conservare le miscele pronte in recipienti a tenuta stagna, di vetro scuro, al fresco e al buio. Apparentemente l’unico olio essenziale che va utilizzato puro sulla pelle è quello di Lavanda.

Oli essenziali in gravidanza

E’ bene evitare gli oli essenziali in gravidanza e durante o subito dopo le mestruazioni in quanto alcuni oli hanno un forte effetto ormonale e emmenagogo, stimolano, cioè, il ciclo: basilico, salvia sclarea, camomilla, cipresso, finocchio, issopo, ginepro, lavanda, maggiorana, mirra, menta piperita, rosa e rosmarino. In linea di principio durante la gravidanza è preferibile utilizzare i soli estratti di fiori legno e agrumi, evitando quelli di erbe. L’olio essenziale di prezzemolo è un abortivo quindi è da evitare in gravidanza.

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