I tacchi alti: seri rischi per chi li usa troppo

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QUALI SONO I RISCHI?

Ogni cambiamento della posizione naturale del piede o della sua struttura scheletrica ha effetto non soltanto sul carico che grava sul piede stesso  ma provoca “effetti a distanza” che attraverso gli arti inferiori si propagano nella regione del bacino e della colonna vertebrale.
Così, quando indossiamo scarpe con i tacchi alti, provochiamo un sovraccarico innaturale sul metatarso, cambiamo la posizione del bacino inclinandolo in avanti causando un’iperlordosi che può portare a dolori nella zona lombare e scompensi in altre zone della colonna.

La domanda è dunque: quali danni può effettivamente provocare l’utilizzo prolungato e smisurato di tacchi troppo alti? E in che modo?
Per rispondere a queste domande occorre fare una breve parentesi sulla struttura e sulla funzionalità della complessa ed importante articolazione del piede.
Il piede è considerato il più importante organo di controllo del sistema antigravitario (ossia il sistema tonico-posturale che permette al corpo di mantenere l’equilibrio nelle varie posizioni assunte nello spazio); in termini più semplici rappresenta la base d’appoggio del corpo.

Il piede funge sia da effettore del movimento (in seguito ad un ordine proveniente dal Sistema Nervoso Centrale), sia da ‘recettore’ di tutti i più svariati stimoli provenienti dall’ambiente in cui esso si muove (il suolo, ad esempio), permettendo la ricerca continua dell’equilibrio grazie alla posizione corretta del baricentro (localizzato a livello della terza vertebra lombare).

Nella stazione eretta corretta la linea gravitaria cade internamente alla caviglia.
Nella stazione eretta statica su scarpa con tacco alto invece si verifica un forte squilibrio del carico corporeo sul piede, in particolar modo sull’avampiede, per l’avanzamento della posizione del baricentro.  L’avampiede quindi, è costretto a sopportare un carico nettamente superiore rispetto a quello che tollera quando si è scalzi o si indossano scarpe con un modesto rialzo (3-4-cm), sia nella stazione eretta statica, sia nella deambulazione.

La patologia più frequentemente associata all’utilizzo di tacchi troppo alti è l’alluce valgo, che si presenta come una deformazione dell’alluce che ‘devia’ esternamente, rivolgendo la falange verso le altre dita. Questa patologia scheletrica (spesso molto difficile  da risolvere se non chirurgicamente)  è accompagnata da altre lesioni, come lussazione delle relative ossa annesse laterale e della prima testa metatarsale (ricoperta da callosità per il continuo sfregamento con la calzatura).
Il tutto si aggrava, poi, se si tratta di tacco ‘a spillo’, ossia la condizione più dannosa e difficile in cui si possa porre il piede dato che, a causa della riduzione dell’ampiezza del tacco, il piede si ritrova costretto ad operare diversi e difficili ‘aggiustamenti’  per evitare di perdere un già precario equilibrio.

La patologie che colpiscono spesso donne che fanno un uso frequente dei tacchi sono:

– Alluce valgo, molto diffuso tra le donne anziane
– Le dita a martello
– La deformità di Haglund, un osteocrondosi caratterizzata dalla crescita abnorme di tessuto osseo nel tallone, causata dall’eccessivo sfregamento
Metatarsalgia, infiammazione cronica delle ossa dell’avampiede
Iperstensione delle ginocchia, una lesione a carico del legamento crociato posteriore che crea instabilità
Iperlordosi lombare, una deformazione della colonna vertebrale che si manifesta attraverso un’accentuazione della curva lordotica, ovvero della parte inferiore della spina dorsale
Sindrome di Morton, aumento di volume di un nervo sensitivo interdigitale con crescita di tessuto cicatriziale.

Quindi se si ama portare i tacchi alti e allo stesso tempo si ha interesse per la salute dei muscoli e delle articolazioni delle gambe, è bene cercare di alternarli alle scarpe piatte (privilegiando queste ultime) e se proprio non si sa resistere, bisognerebbe cercare di toglierli quanto più possibile.

 

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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4 Commenti su questo post

  1. Si ma ti alzano il retro!

  2. Rosy Petra says:

    Ma che novita’

  3. Tacchi alti: accessorio perfetto da donna oggetto!

  4. Chissenefrega, l’importante è apparire, poi a casa se la prendono col marito

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