Il Cadmio causa la Sindrome da Affaticamento Cronico / Encefalomielite Mialgica (CFS/ME)

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Tutti noi abbiamo dei periodi di stanchezza, solitamente transitoria, dovuti a cause conosciute come per esempio lo stress o il superlavoro, questa stanchezza tuttavia migliora con il riposo e non dà troppa preoccupazione.

Se invece la stanchezza diventa cronica può essere ricondotta alla sindrome da affaticamento cronico (Chronic Fatigue Syndrome) che è un disturbo che per la medicina ufficiale ha origini oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale. I sintomi per definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per anni.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la Sindrome da Fatica Cronica/Encefalomielite Mialgica (CFS/ME) è una malattia neurologica caratterizzata da infiammazione diffusa e da una neuropatologia multi-sistemica. Eziologia e patogenesi sono sconosciute, e diversi agenti sono stati proposti come agenti causali o come fattori di perpetuazione della sindrome. L’esposizione a metalli pesanti, con particolare riferimento al mercurio e l’oro negli amalgami dentali, è stato considerato tra i fattori scatenanti della ME/CFS.

Questa sindrome neurologica invalidante colpisce milioni di persone nel mondo e si calcola che in Italia i malati siano nell’ordine delle centinaia  di migliaia anche se purtroppo in molti di loro la malattia non è correttamente  diagnosticata. Infatti la diagnosi risulta incerta, lunga e complessa e spesso i malati  sono costretti a subire esami diagnostici per mesi e mesi prima di arrivare alla diagnosi. Come per molte malattie neurodegenerative, le cause non sono note e la terapia, spesso soltanto palliativa, ha scarsi risultati.

Il gruppo di ricerca della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze guidato dai Prof. Gulisano e Ruggiero, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico sulla prestigiosa rivista Medical Hypotheses dove si stabilisce per la prima volta una relazione tra esposizione al Cadmio e Sindrome da Fatica Cronica (definita anche Encefalomielite Mialgica).

Il cadmio è un minerale in traccia tossico che non ha nessuna funzione biologica nel corpo umano.

L’avvelenamento da cadmio è un processo estremamente impercettibile, che può andare avanti per tutta la vita. Il cadmio si deposita nei reni, causando problemi renali, e si stabilisce poi nelle arterie, aumentando la pressione arteriosa e causando l’arteriosclerosi. La presenza nell’ambiente del cadmio è dovuta principalmente all’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, alle aziende che fabbricano batterie Ni-Cd e semiconduttori, al fumo delle sigarette, agli inceneritori di materiali plastici e gommosi, ai carburanti aerei, all’emissione marmitte catalitiche.Un pacchetto di sigarette contiene approssimativamente 20mg. di cadmio, circa 1mg per sigaretta. Un stimato 30% di quello che entra nei polmoni viene assorbito, il restante 70% si diffonde nell’ambiente e viene inalato da altri o inquina l’atmosfera.

L’esposizione al cadmio può essere associata a ridotto flusso sanguigno cerebrale in pazienti ME / CFS causando effetti dirompenti sulla angiogenesi.

Il Cadmio induce la morte neuronale in neuroni corticali attraverso un meccanismo combinato di apoptosi e necrosi e potrebbe quindi essere responsabile della diminuzione del livello di attenzione e memoria in persone esposte come si è dimostrato osservando la diminuzione della capacità di formazione e di apprendimento nei ratti, che sono i sintomi tipici della ME / CFS. Infatti pazienti ME / CFS mostrano una diminuzione del volume della materia grigia a sua volta associata riduzione oggettiva dell’attività fisica.

I ricercatori fiorentini, dopo aver dimostrato i danni indotti dal Cadmio sui neuroni umani, hanno messo a punto una tecnica ecografica semplice e priva di rischi che permette di studiare la corteccia cerebrale senza l’uso di radiazioni, in modo da evidenziare fenomeni di infiammazione o di danno cerebrale nei pazienti affetti da Sindrome da Fatica Cronica e nei soggetti esposti al Cadmio. In questa maniera, sarà possibile diagnosticare precocemente i danni neurotossici conseguenti all’esposizione al Cadmio (ad esempio nei fumatori o nelle persone che vivono in prossimità di aree inquinate, di impianti industriali o inceneritori) ed individuare i sintomi della Sindrome da Fatica Cronica in modo da intervenire il prima possibile. Sarà anche possibile monitorare la malattia e la risposta alle diverse terapie in via di sperimentazione nel mondo, con l’auspicio di poter osservare una reversione del danno cerebrale.

COME DISINTOSSICARSI DAL CADMIO

  • Zeolite ClinoptiloliteNumerosi studi mostrano come la zeolite è l’unica sostanza inorganica caratterizzata da un’alta capacità di scambio totale (0.64 – 0.98 mol/Kg), in grado di cedere i cationi liberi ( Na+, K+, Ca2+, Mg2+) e legare al loro posto i metalli pesanti, ioni ammonio, radioisotopi o altri cationi (Cd2+, NH4 +, Fe2+, Pb2+, Cu2+, Cs+, Sr2+). Questo è l’ordine di preferenza dei metalli attirati in un test eseguito: Pb2+>Cd2+> Cs+> Cu2+> Co2+> Cr3+> Zn2+> Ni2+>Hg2+.
  • MSM (MetilSulfonilMetano): Lo zolfo organico è inoltre in grado di legare i metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, e facilitarne l’espulsione dall’organismo. Questo processo prende il nome di chelazione.
  • Integratori di Zinco e Selenio: Quando si presenti una carenza di zinco nell’alimentazione, il corpo può reagire accumulando il cadmio al suo posto. Se l’assunzione giornaliera di zinco è elevata, lo zinco sarà immagazzinato e il cadmio verrà invece espulso.
  • Alghe: Gli alginati (contenuti nelle alghe) si combinano col cadmio e lo eliminano dal corpo, un procedimento che può prevenire l’avvelenamento.

Fonti

Salute Med

Firenze University Press

US National Library of MedicineNational Institutes of Health

Medical Hypotheses

Osservatorio Malattie Rare

La Leva

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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