Il Dr. Sante Guido Zanella sull'Alluminio. Quello che dobbiamo sapere

1 Commento

 

Le informazioni seguenti sono il risultato degli studi, delle ricerche e delle pratiche del Dr. Sante Guido Zanella, Medico Chirurgo laureato a Bologna nel 1996. Si occupa attualmente di Oftalmologia (Chirurgia Refrattiva) e detossificazione. Per approfondimenti vedi http://www.santeguidozanella.it.

 

La ricerca ha dimostrato che il progressivo inquinamento ambientale ed alimentare che accompagna e caratterizza la società industrializzata mette in crisi il nostro sistema detossificante, producendo una diffusione di malattie cronico-degenerative, quali cancro, immunodeficienze, autismo, Alzheimer e la comparsa di sintomatologie difficilmente inquadrabili. I metalli tossici, mercurio, piombo, alluminio, cadmio, arsenico sono certamente i principali responsabili e purtroppo il loro ruolo non viene interpretato dalla medicina specialistica. I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti. I metalli si accumulano lentamente e progressivamente negli organi (ossa, fegato, rene, SNC, tessuto adiposo) e nei tessuti dove svolgono la loro azione dannosa. L’ eccesso di metalli nel nostro corpo blocca l’attività di numerosi complessi enzimatici a molti e diversi livelli con conseguente danno metabolico ed energetico inducendo una vasta gamma di sintomi spesso di difficile interpretazione.

Alluminio e malattie cerebrali

La neurotossicità dell’Alluminio è nota fin dal secolo scorso.

L’Alluminio è molto diffuso sulla terra rappresentando il terzo elemento (8,3%) dopo Ossigeno e Silicio ma non svolge alcuna funzione utile per il nostro organismo. L’Alluminio non si trova libero in natura ma sotto forma di composti. Il minerale in cui è maggiormente presente è la bauxite roccia rosso brunastra da cui viene estratto con un processo di lavorazione complesso e altamente inquinante.

Il boom dell’alluminio è iniziato dopo la prima guerra mondiale quando le industrie belliche cominciarono a modificare i loro cicli di produzione costruendo stoviglie e utensili di ogni tipo grazie alla duttilità e malleabilità dell’alluminio.

Per le sue caratteristiche l’alluminio viene oggi utilizzato per la produzione di stoviglie; rotoli e vaschette in alluminio per la conservazione e cottura dei cibi; contenitori di caffè, biscotti e cioccolata; lattine per bibite; pesce conservato in scatolette di alluminio. L’Alluminio è presente anche in molti vaccini (come eccipiente e conservante), farmaci (antiacidi e antidiarroici), deodoranti, dentifrici, saponi e nell’acqua potabile.

Le fonti di contaminazione sono il cibo (circa il 95%), la pianta del thè ne accumula grandi quantità dal terreno e dall’acqua, utensili, involucri (molto pericolosa la cottura dei cibi al cartoccio, dato che l’allumino riscaldato rilascia più facilmente particelle), cibi raffinati (addivitivi alimentari, latte artificiale), preparati per dolci, farmaci e vaccini.

La ricerca scientifica ha dimostrato l’estrema pericolosità della esposizione cronica all’alluminio anche a basso dosaggio e soprattutto la costante associazione tra alluminio e patologie caratterizzate da disturbi mentali quali Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, demenza, etc.

L’assunzione giornaliera non dovrebbe superare i 20 mg mentre una compressa di aspirina ne contiene 10 – 52 mg.

Negli animali da esperimento iniettando microscopiche quantità di Alluminio in prossimità dell’ippocampo si ottiene un comportamento simile a quello della demenza umana.

L’Alluminio una volta penetrato nel nostro organismo inibisce gli enzimi destinati alla detossificazione e interferisce sulla funzione dei globuli rossi.

Recentemente ho sottoposto un centinaio di Pazienti affetti da sclerosi multipla a dosaggio dei metalli tossici dopo somministrazione endovenosa di EDTA ed in tutti ho rilevato valori molto elevati (da 4 a 30 volte superiori ai limiti ritenuti normali) di Alluminio il che confermerebbe la neurotossicità di questo metallo e la sua compartecipazione nella genesi della patologia (causa ambientale). La rimozione di tale metallo ha determinato un netto miglioramento della sintomatologia in questo gruppo di Pazienti.

Ecco il video dell’intervento del Dr. Zanella al XVI Convegno medico-scientifico internazionale – Bologna 10/09/2011, dal titolo Alluminio, Sclerosi Multipla e Terapia Chelante.

 

Veleni in cucina

Molto spesso, dopo aver sottoposto nuovi Pazienti al dosaggio dei metalli tossici il quale evidenzia valori patologici, la domanda che mi sento spesso porre è la seguente: «Ma come e da dove posso aver assunto tutti questi veleni?» Tralasciando le fonti di intossicazione professionale e accidentale, un ruolo importante nella contaminazione da metalli tossici riveste la quotidiana alimentazione.

Infatti fin dal nostro risveglio siamo bombardati dai metalli iniziando con l’ingestione di un buon caffè contenuto in sacchetti di alluminio e contaminato dal rilascio del metallo dalla maggior parte delle caffettiere casalinghe costruite in alluminio. Non creda di salvarsi chi quotidianamente assume una tazza di thè a colazione poiché la pianta del thè ne contiene grandi quantità nelle sue foglie. Mangiamo qualche biscotto che nella stragrande maggioranza dei casi è contenuto in sacchetti rivestiti all’interno da alluminio. A metà mattina per la pausa caffè possiamo ingerire un’altra piccola dose di metalli attraverso l’ingestione di prodotti da forno conservati in alluminio e formaggini rivestiti dall’onnipresente alluminio.

Finalmente arriva l’ora del pranzo e anche qui non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: cibi cotti in tegami che riscaldati rilasciano alluminio, alimenti conservati e cotti nelle vaschette di alluminio, patate o altri cibi al cartoccio avvolti nella pellicola di alluminio. Beviamo qualche bicchiere d’acqua dal rubinetto di casa contenente piombo rilasciato da vecchie tubature e alluminio che viene utilizzato nel trattamento delle acque per rimuovere particelle e microrganismi.

Per la merenda possiamo scegliere tra un succo di frutta o una bibita rigorosamente in lattina di alluminio e un pezzetto di cioccolato avvolto da alluminio.

Finalmente arrivata l’ora di cena possiamo concludere la nostra giornata con una abbondante porzione di pesce quale tonno, pesce spada, salmone contenenti grandi quantità di mercurio. Per placare la nostra sete possiamo bere una birra conservata in lattina di alluminio.

E se, alla fine di questo bollettino di guerra, vi è venuta una comprensibile gastrite, nessun problema, potrete sempre assumere un comune antiacido, naturalmente ricco di Alluminio!

Per approfondire sull’alluminio vedi https://www.dionidream.com/category/salute/metalli_pesanti/alluminio/

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione consentita solo se l'articolo non viene modificato, includendo i link incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi riproduzione vietata.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

Leggi anche
loading...

Commento su questo post

  1. maria fioravanti says:

    E le scie chimiche?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inline
Inline