Il futuro della guerra? Droni miniaturizzati.

1 Commento

Avete presente quei simpatici droni che Obama usa per uccidere chi gli pare in giro per il mondo? Quei bestioni ingombranti e costosi che sparano missili dal cielo? Si? Bene. Quelli sono il presente.

Ora, immaginatevi droni grandi come un colibrì. Il futuro? No. Sempre il presente. Come si può vedere nella foto a lato, la società AeroVironment ha messo a punto un mini-drone che ha le misure di un colibrì, guidabile in remoto da un operatore, velocità massima 11 km orari. E’ progettato per volare in territorio nemico senza essere notato.

Il futuro? Droni insetto, e perchè no, nanomacchine così piccole da essere invisibiili.

Secondo il Daily Telegraph, giornale britannico, l’apparato militare americano ha una visione del futuro in cui stormi di “mosche-spia” equipaggiate con sensori e microtelecamere voleranno nei campi di battaglia. Ovviamente gli americani parlano di una tecnologia che verrà impiegata per trovare armi di distruzione di massa, armi nucleari, scovare terroristi. Ovviamente non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di armare questi droni con veleno, chip RFID e quant’altro. Figuriamoci.

drone-moscaE soprattutto non si sognano neanche di precisare che le definizioni di “campo di battaglia” e “terrorista” sono state recentemente estese da quel santo di Obama e ora significano, in pratica: “ovunque” e “chiunque”. Per ulteriori informazioni riguardo ai cambiamenti nelle definizioni, portati dal “pacifico” Obama, clicca qui.

Quindi, la visione dell’apparato militare USA per il 2030 sono stormi di droni-insetto in grado di infilarsi ovunque senza essere notati per spiare/uccidere chiunque.
Beh, complimenti. Proprio una bella visione.

Fonte http://coscienzeinrete.net/politica/item/1161-il-futuro-della-guerra-droni-miniaturizzati

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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Commento su questo post

  1. John says:

    Storicamente in tutti i periodi di vuoto di potere, la Mafia o elementi deviati si sono imposti all’attenzione con episodi eclatanti. Siamo in un momento di radicale cambiamento in Italia,ma anche nel resto del Mondo,vedi Sudamerica, Medio Oriente e Nord Africa, staimo assistendo probabilmente alla fine di un sistema economico di governo mondiale (capitalismo) che ha dominato dall’ultima grande crisi (1929) fino ad oggi. Assistiamo ad un cambiamento radicale nella comunicazione, nella condivisione delle fonti, grazie alla Rete,e quindi al sovvertimento di gerarchie consolidate nei decenni passati, per il controllo dell’ordine mondiale. Niente di più facile quindi che si provveda a togliere di mezzo i personaggi catalizzanti dell’opinione pubblica, nella vecchia maniera, cioè quella della forza. Mi piacerebbe che si tenessero gli occhi aperti prima, perchè prevenire è sempre meglio che curare, purtroppo le lacrime si versano sempre a fatti accaduti, mentre dovremmo accendere i riflettori prima, ed è questo quello che mi auguro che i media facciano. Ci sono personaggi,oggi, che stanno coraggiosamente provando a sovvertire gli ordini costituiti…teniamoli d’occhio e “diffidiamo” chiunque dal “toccarli”….accendere le luci non impedirà agli altri di fare quello che vogliono, ma almeno costringiamoli a doverlo fare sotto gli occhi di tutti, se ne hanno il coraggio….almeno una volta tanto sapremo subito, e lo saprà tutto il mondo, chi è che rema contro la “rivoluzione” e chi invece ha interesse a che gli equilibri rimangano inalterati. Chiediamoci sempre “Chi ci guadagna ?”

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