Il mistero delle Sliding Rocks, le pietre mobili della Death Valley

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Da tempo geologi e ricercatori cercano una soluzione al mistero delle Sliding Rocks, pietre mobili della Racetrack Playa in California, ma le sliding rocks sembrano un vero proprio rompicapo scientifico. Il fenomeno si manifesta nel parco nazionale della Death Valley, sul fondo perfettamente piatto e arido dell’antico lago di Racetrack playa. Queste rocce, molte delle quali pesano diverse centinaia di chili, attraversano inspiegabilmente il lago lasciando lunghi solchi, vediamo alcune ipotesi dei ricercatori sul loro movimento.

IL LAGO RACETRACK PLAYA

Racetrack playa è un lago perfettamente piatto e sempre secco. E’ lungo circa 4 chilometri, da nord a sud, e largo circa 2 chilometri, da est a ovest. La superficie è ricoperta di fango crepato i cui sedimenti sono composti principalmente da argilla e limo (siltite). Il clima in quest’ area è arido: le piogge sono nell’ ordine di 40mm l’anno. Comunque, quando piove, le scoscese montagne che circondano il lago producono una grande quantità di rivoli, che trasformano la playa in un vasto lago molto basso. Quand’è bagnata, la superficie della playa si trasforma in uno strato di fango molto morbido e scivoloso, fango asciutto, inaridito che si è rotto in piccoli perfetti ottagoni e pentagoni. E’ piatto che più piatto non si può. E ci sono rocce vaganti che sembrano muoversi per conto proprio. Le pietre hanno una grandezza che varia dal ciottolo a rocce di mezza tonnellata e hanno dimensioni e forme così diverse poiché si sono staccate dalle colline che si vedono dietro, nella fotografia.

I loro percorsi variano in lunghezza e vanno in qualunque modo, dai zig-zag agli anelli e al ritorno su se stessi. Alcune viaggiano solo per alcuni piedi; altre procedono per centinaia di yards. Come fa il vento a girare in circolo, tornare indietro su se stesso e zigzagare? Perchè due rocce una accanto all’altra prendono percorsi totalmente differenti, perchè alcune rimangono ferme? Per molto tempo le ragioni per cui si muovono hanno confuso i geologi e gli scienziati che le hanno studiate fino a che dei geologi del CalTech condussero su di esse uno studio durato sette anni. Conclusero che la ragione per cui le rocce si muovono è che, in certe condizioni atmosferiche, la pioggia o la nebbia fitta o la rugiada rendono il fango scivoloso e bagnato e i venti spingono le rocce in giro. Queste enormi pietre hanno l’abilità di muoversi attraverso l’asciutta e polverosa superficie del deserto a volte fino a 900 PIEDI in un singolo movimento (circa 300 metri, ndr). Mentre nessuno ha mai visto una roccia muoversi, il Dott. Robert P. Sharp, un geologo della Divisione di Scienze Geologiche e Planetarie al California Institute of Technology di Pasadena, California, dice di aver monitorato il movimento di 30 pietre dal 1968 al 1974. Il Dott. Sharp afferma che le pietre si muovono a velocità che raggiungono i tre piedi al secondo (circa 1 metro al secondo, ndr) ed è noto che si sono mosse anche per due miglia (3,2 chilometri, ndr).

COME SI MUOVONO LE SLIDING ROCKS?

La forma delle tracce che lasciano le rocce suggerisce che esse si muovano durante i periodi in cui la Racetrack Playa è coperta dal fango. La mancanza di altri segni nel fango attorno alle rocce sembrerebbe escludere che a muoverle siano l’uomo o gli animali. La spiegazione sin’ ora più accreditata è che si tratti dell’ azione del vento. I venti che soffiano prevalentemente su Racetrack Playa viaggiano da sud-est a nord-est. Molte delle scie lasciate dalle rocce sembrano parallele a questa direzione. Pare dunque che il vento sia il principale motore dello spostamento di queste rocce o che, almeno, ne sia in parte una causa. Forti folate di vento potrebbero infatti mettere le rocce in movimento: si tratterebbe poi di uno slittamento progressivo. Le curve nelle tracce dello slittamento potrebbero infine essere causate dai cambi di direzione delle folate di vento. Un’altra teoria prenderebbe in considerazione il ghiaccio. Alcune persone hanno riferito di aver visto Racetrack Playa coperta da un sottilissimo strato di ghiaccio. Un’idea è che l’acqua ghiacci attorno alle rocce e poi il vento, soffiando attraverso la superficie superiore del ghiaccio, trascini il foglio di ghiaccio con la sua roccia inglobata attraverso la superficie della Playa. Molti ricercatori hanno trovato prove congruenti con questa teoria. Comunque, il trasporto di ampi fogli di ghiaccio dovrebbe forse implicare altri segni sulla superficie del fondo del lago. Questi segni però non sono stati trovati.

In qualunque caso, il vento sembra essere coinvolto. Nel frattempo i geologi continuano ad arrovellarsi come indovini sul mistero di queste strane pietre. Il Dott. Sharp e Dwight Carey, appartenente al Reparto di Geologia a U.C.L.A, con la sua equipe ha posizionato paletti di ferro attorno a ciascuna delle pietre per misurare i più piccoli movimenti. Ma persino questi non hanno rappresentato un ostacolo per le pietre, una volta che queste hanno iniziato a muoversi. Apparentemente questi paletti non hanno impedito a 28 delle 30 pietre di scappare e muoversi fuori dal recinto, ha detto il Dott. Sharp. Qualche immutabile legge della natura prescrive che i movimenti debbano avvenire solo nell’oscurità di notti tempestose. E’ interessante il fatto che delle 30 pietre controllate – dice il Dott. Sharp – sette di esse sono inspiegabilmente sparite senza lasciare traccia. Qualunque tentativo di spiegazione si è rivelato insufficiente. Lo stesso Sharp propone una combinazione di ghiaccio e vento che agirebbero durante la notte (probabilmente un fenomeno analogo a quello dei “pipkrakes”, di ambiente periglaciale). Egli stesso tuttavia ammette che al momento qualsiasi spiegazione è puramente ipotetica. Don Spalking è il soprintendente del Monumento Nazionale di Death Valley. Conosce il dott. Sharp, e conosce le ricerche del dottore volte a capire cosa faccia veramente muovere le pietre. “Gli esperti sono venuti qui per anni” dice, “ma nessuno sinora ha visto una pietra muoversi. Sappiamo che lo fanno, ma non sappiamo come o perchè”. Uno dei ranger del parco ha detto che il fenomeno ha qualcosa a che fare con il magnetismo del sottosuolo.
Ha affermato che sicuramente potrebbe essere il vento e che il fango diventa scivoloso quando il terreno è umido o bagnato, ma che non si spiega come due rocce vicine una all’altra possano andare in due direzioni opposte o come una possa stare ferma mentre una tre volte più grande si muova. Ha detto che lui ha visto le rocce muoversi per lunghi tratti quando il tempo è perfettamente asciutto e NON c’è vento o semplicemente quando non sussistevano le “condizioni” che si dice siano necessarie affinchè il fenomeno abbia luogo. Dal momento che si tratta di un deserto, piove raramente eccetto che nella stagione dei monsoni e a volte al mattino c’è molta nebbia, tuttavia le rocce si muovono durante tutto l’arco dell’anno. Può la sola forza del vento spostare delle pietre su una superficie ghiacciata? E come potrebbe questo lago ricoprirsi di ghiaccio o brina durante la notte? Siamo in un deserto in California! E così gli scienziati continuano a fare ricerche e a studiare il segreto delle misteriose pietre mobili della Death Valley, California, in un altro classico esempio dell’inspiegabile.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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