Il motore che funziona da solo di Richard Clem!

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di Jerry W. Decker
inserito il 5 luglio del 1996 su KeelyNet, http://www.keelynet.com

Ritaglio dell’articolo “Il motore di Richard Clem” – Nexus New Times #16, pp. 45-47

Alcuni mesi fa, ricevemmo la telefonata di un amico che aveva sentito parlare di questo incredibile motore che si diceva funzionasse da solo generando un eccesso di energia utilizzabile. I dettagli non erano chiari allora, ma il nostro amico riuscì a raccogliere altre informazioni e così ci incontrammo a pranzo per discutere sul materiale. Da quanto potemmo capire, l’inventore Richard Clem era deceduto per un infarto poco tempo dopo aver firmato un accordo con un’azienda carbonifera. Il suo laboratorio venne perquisito dalla polizia e tutti i suoi dati e disegni vennero prelevati. Ecco la storia così come ricostruita dall’amico di cui vogliamo mantenere l’anonimato.
Un cittadino di Dallas sviluppò un motore a circuito chiuso in grado di generare 350 CV e funzionare da solo. Il motore pesava circa 100 kg e funzionava con olio da frittura alla temperatura di 150°C.
Consisteva di un cono montato su un asse orizzontale. L’albero che sosteneva il cono era vuoto e il cono aveva dei condotti a spirale. Questi condotti a spirale avvolti attorno al cono terminavano alla sua base con delle specie di ugelli. Quando il fluido era pompato all’interno dell’albero a pressioni tra 300 e 500 psi (libbre per pollice quadro), si spostava all’interno dei canali a spirale del cono e fuoriusciva dagli ugelli. Questa azione provocava la rotazione del cono. Come la velocità del fluido cresceva, così faceva la velocità rotativa del cono.
Con il continuo aumento della velocità, il fluido si scaldava sempre più, richiedendo uno scambio di calore e un processo di filtraggio. Ad una certa velocità, il cono rotante diventava indipendente dal sistema di avviamento ed iniziava a funzionare da solo. Il motore funzionava a velocità tra i 1.800 e i 2.300 giri al minuto.
Poco dopo che l’inventore ebbe l’infarto e il suo materiale venne rimosso, suo figlio porto l’unico modello funzionante della macchina in una fattoria presso Dallas. Lì fu sepolta sotto 3 metri di cemento e ha funzionato in quelle condizioni per diversi anni.
In successive conversazioni il nostro contatto ci disse che il motore era stato collaudato dalla Bendix Corporation.
Nella prova veniva collegato un dinamometro al motore per misurare la quantità di cavalli prodotta quando funzionava da solo. Produsse stabilmente 350 CV per nove giorni consecutivi, il ché sbalordì gli ingegneri della Bendix. Essi conclusero che la sola fonte di energia che poteva generare una così grande potenza in un sistema chiuso per periodi così lunghi doveva essere di natura atomica.
La costruzione del motore era fatta con componenti standard, eccetto per l’albero vuoto e il cono realizzato appositamente con le condotte a spirale.
Richard Clem era un operatore di macchine industriali della municipalità di Dallas e notò che alcuni modelli di pompe ad alta pressione continuavano a funzionare per un certo tempo anche dopo
che l’energia era stata staccata. La sua curiosità per questa fenomeno lo portò a sviluppare il Motore Clem.

motore richard clem

Motore ad Olio Vegetale, 1972
Quanto segue è ricavato da un ritaglio di giornale pervenutoci senza nome né data.
“Nel 1972, Richard Clem annunciò l’invenzione di un sistema per far andare le automobili con motori a olio per frittura. Continua ad annunciarlo ancora oggi, nonostante il suo primo prototipo sia andato in pezzi e sia stato ‘tenuto sulla corda’ da almeno 15 società prima di trovare sostegno finanziario.
“Clem, 48 anni, un operatore di veicoli industriali della municipalità di Dallas e inventore nel tempo libera, sostiene che
se l’industria automobilistica adottasse la sua invenzione, gli automobilisti potrebbero cambiare i 32 litri di olio vegetale solo ogni circa 250.000 chilometri, senza dover mai più rifornirsi di benzina.
“Clem dice di utilizzare l’olio vegetale perché il suo motore funziona a 150°C – una temperatura alla quale l’acqua bolle via e l’olio nei convenzionali motori si degrada. Anche se non vuole divulgare molti dettagli del suo motore, una batteria da 12 volt sembra la sola fonte d i energia esterna.
“Nel 1972, quando Clem terminò la costruzione del suo primo motore ad olio vegetale che si era finanziato con i suoi risparmi, pianificò un viaggio di 600 miglia fino a El Paso. Ma riuscì ad arrivare soltanto fino ad Abilene perché l’albero motore ed altri componenti cedettero.
“Diede la responsabilità del fallimento alla costruzione inadeguata, all’albero troppo piccolo e all’utilizzo di trasmissione a catena invece degli altri ingranaggi.
Indomabile, decise di riprovare ancora, ma dichiarò, ‘Mi servirebbero dei fondi per costruire meglio questo apparato.’
“Ma né l’industria automobilistica né le altre 15 aziende a cui scrisse – alcune lontane come a Taiwan – si mostrarono interessate
a finanziare il prototipo e, in seguito, a produrlo. Lo scorso anno, dichiarò che una grande società carbonifera si era offerta di appoggiarlo. Clem non rivelò il nome dello sponsor ma disse che la società aveva firmato contratti per vendere i motori alle aziende elettriche che le avrebbero utilizzate per trascinare le turbine.
“Clem dichiarò di prevedere il completamento del lavoro sul motore per la fine dell’anno.”

Aggiornamento in data novembre-dicembre 1992
Si scoprì che l’articolo sopra riportato proveniva da Flower Mound, nel Texas (a nord ovest di Dallas poco Sotto Carrolton). Telefonai ai soli Clem dell’elenco telefonico del 20 novembre ’92, ed essi non conoscevano altri Clem nella zona, né conoscevano nessun Richard Clem o suoi familiari.
Due diverse visite alla sezione brevetti della biblioteca di Dallas non rivelarono nessun brevetto intestato a Richard Clem che riguardasse alcun tipo di motore.
Stiamo ancora lavorando per scoprire di più.
Nel novembre ’92 ho allestito un file .GIF, il CLEM1.GIF che è collegato a questo testo sono i1 nome di CLEM2.ZIP (vedi disegno alla pagina precedente).
Esso cerca di spiegare meglio come era costruita la macchina, almeno da come ci fu descritta.
Quelli che studiano questo tipo di argomenti, noteranno subito i collegamenti con i princìpi della “resistenza della strato limite” come risultante in diversi lavori di Tesla e nelle scoperte di Victor
Schauberger su “impansione” e “implosione”.
Noi abbiamo notato qualcosa di curioso a proposito delle masse rotanti, in quanto a specifiche velocità avvengono strane cose. Le velocità nelle quali si presenta il fenomeno dipendono dalle frequenze di risonanza della massa nel suo complesso, esattamente come sosteneva Keely.
Si diceva che il sistema di Clem fosse stato assemblato con componenti commerciali. La parte più complicata dell’intera macchina era il cono. E basandosi sulla resistenza dello strato limite, sembrava che i1 cono non fosse necessario.
La domanda sul dispositivo di Clem e:
“L’estesa area superficiale del cono si aggiunge alla sua velocità addizionale, producendo pressioni maggiori attraverso la sua forza centrifuga, o dischi piatti come nella turbina di Tesla sarebbero stati sufficienti a generare lo stesso effetto?”
Not continuiamo a cercare maggiori informazioni su questo dispositivo, a apprezzeremo ogni vostro commento o materiale di supporto.

Aggiornamento al maggio 1996
Un’azienda chiamata Creative Sciences vende i progetti (per 60 dollari americani) per quella che afferma sia una macchina
che produce 1500 CY e che funziona da sola. Loro la chiamano “CEACU” e dichiarano che proviene da uno scienziato in pensione di 70 anni.
La verità della questione è che si tratta del progetto e della realizzazione di Richard Clem di Flower Mound, Texas, come
documentato da questo articolo.
Il progetto CEACU non richiede il cono, ma utilizza invece uno spesso disco con ugelli sul lato esterno. Un albero cavo introduce acqua ad alta velocità all’interno di questo disco.
Come l’acqua fuoriesce dagli ugelli, il disco inizia a girare producendo una velocità sempre più alta. Una bombola d’aria
da 3.200 psi viene utilizzata per far raggiungere al disco la velocità di 1.000 giri al minuto, quando si dice che il motore
inizia a girare da solo. Come potete immaginare, oltre ai 3.200 psi, vi possono essere altri sistemi per arrivare a questa
velocità.
L’indirizzo della Creative Sciences è:
Creative Sciences Research
PO Box 8001
New Albany, IN 47150, USA

Ultime notizie sul motore
di Richard Clem
La scorsa settimana, dopo una delle solite tavole rotonde, durante il dessert dopo la riunione venne fuori un nuovo contatto. Discutevamo di una vasta serie di argomenti, e in qualche modo venne menzionato Richard Clem.
L’interlocutore diceva di aver effettivamente conosciuto Clem e di averlo incontrato personalmente un paio di volte, e su di lui aveva alcune informazioni aggiuntive con le quali sarebbe stato lieto di contribuire alla storia.
Clem aveva una figlia e un figlio, che il nostro contatto afferma di incontrare spesso in un ristorante alla periferia di Dallas. Così noi cercammo un contatto con loro, anche se erano molto provati dagli eventi cbe avevano condotto al decesso di loro padre e da quelli successivi, il che rende necessarie alcune precisazioni.
Quando arriva l’FBI e si porta via tutte le carte e il lavoro di vostro padre, penso che anch’io sarei paranoico. Il nostro
contatto ci disse che Clem spesso guidava l’automobile di collaudo su e giu per la Central Expressway a Dallas, in un’area che negli anni ’70 era soltanto campagna.
Cercando verifiche e dettagli di quanto avevamo già raccolto, il nostro contatto ci disse che Clem era impiegato presso l’amministrazione di Dallas come operatore di macchine industriali.
Questo lo sapevamo già; comunque, disse che Clem utilizzava attrezzature per spruzzare l’asfalto che usavano asfalto
sciolto che veniva pompato attraverso la macchina.
Clem notò che questo tipo di macchina continuava a funzionare fino ad un’ora che era stata spenta!
Il motivo per cui Clem non fece mai domanda di brevetto era perché il suo progetto era fondamentalmente lo stesso dello spruzzatore e così temeva di non poter violare.

Fonte http://www.gotanotherway.com

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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