Il pianeta verde – Film

6 Commenti

Immaginate un pianeta in cui gli abitanti vivono in armonia tra di loro e con la natura.
Immaginate un pianeta in cui non esiste la moneta e l’alimentazione si basa esclusivamente sull’agricoltura.
Immaginate un pianeta in cui non esistono automobili, traffico ed inquinamento, un pianeta in cui tutti hanno accesso diretto e paritario alle risorse naturali e non le sprecano né le sfruttano.
Vi sembra pura utopia?

Forse. Sicuramente l’idea della regista Coline Serreau è stata quella di provocare e stimolare una riflessionesul cambiamento (possibile) della nostra civiltà attraverso il film uscito nel 1996 con il titolo italiano ‘Il pianeta verde’.

Dopo l’assemblea che si svolge ogni inizio d’anno, Mila si propone volontaria per il viaggio verso la Terra, necessario a sondare lo stato del processo evolutivo dei terrestri.
Giunta da un pianeta idilliaco e sconosciuto ai terrestri, Mila atterra nella capitale francese per imbattersi in un ambiente caratterizzato da cemento, traffico, inquinamento, vetrine per l’“esposizione dei cadaveri” (leggi macellerie), ostilità e scontrosità della gente che incontra.

Grazie ai suoi poteri di ‘disconnessione’ Mila riuscirà a modificare il modo di percepire la realtà e di comportarsi sedimentato ormai nei terrestri.
La chiave ironica con cui la regista affronta le tematiche importanti del film, tra cui quelle legate allo sviluppo sostenibile, consente di decostruire il significato che diamo ormai per assodato ed incontestabile alle situazioni quotidiane.

In modo volutamente marcato viene messo in luce il contrasto tra la serenità interiore degli abitanti del pianeta verde e la difficoltà di vivere in armonia mostrata dai terrestri, quasi monadi in un mondo che ha smarrito il senso della semplicità e dei valori autentici.
L’ironia intelligente che attraversa questa pellicola non può che essere di stimolo per una riflessione sullo stato delle cose e sui cambiamenti necessari che potremmo iniziare ad apportare nel nostro piccolo per dare vita ad un nostro Pianeta Verde.

Ecco il film integrale in italiano

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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6 Commenti su questo post

  1. Luca says:

    Ciao Dioni, leggo spesso i tuoi articoli. Ho visto il film molte volte, mi piace tantissimo e cerco di farlo conoscere ad altri. Ma da un po’ di tempo mi chiedo: non sarà che questi mondi utopici e idilliaci portano acqua al mulino di chi vuole la depopolazione del pianeta? Con sette miliardi di abitanti te lo vedi tu il tele trasporto? Mi aspetto che il bill gates di turno faccia una bella conferenza e che usi questo film o simili per far credere alla gente che potremmo davvero vivere in un mondo del genere, se fossimo in pochi. Ma forse e’ solo una piccola paranoia. Bellissimo il film, comunque.

    • Dioni says:

      Ciao Luca,
      Anche a me piace molto il film, fa proprio riflettere su come un modo di vivere che ci sembra scontato, è invece assurdo e dannoso.

      La depopolazione non la fa un gruppo di cattivi, ma noi stessi quando scegliamo un cibo spazzatura, dannoso e industriale, quando riempiamo il nostro mondo di emozioni negative, di farmaci e dello stress quotidiano.

      Tu sei il mondo.

      Buona serata.

      Dioni

  2. Visto molto bello ….profondo come messaggio e anche divertente!!!

  3. Unico stupendo!!!!

  4. Leonida says:

    Un mondo senza dipendenza dalla tecnologia, dove l’uomo ha raggiunto la coerenza con se stesso ed ha sviluppato come sottoprodotto di questa coerenza anche poteri psichici.
    Un mondo dove non c’è nessuna società ma solo gruppi di persone, senza capi né sottoposti.
    Un mondo spirituale senza alcuna religione.
    Dovremo passare dall’infanzia, stadio evolutivo in cui ci troviamo, all’adultità.
    Penso che in qualche migliaio di anni ce la faremo.
    Gli indiani lo chiamano Satya Yuga.

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