Il Riso in commercio è inquinato da Arsenico

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La FDA (l’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali statunitense) ha pubblicato nei giorni scorsi dati preoccupanti sui livelli di arsenico presente nel riso e nei prodotti derivati. I dati sono così sconcertanti che stanno lavorando per imporre un limite massimo consentito all’arsenico nel riso commercializzato.

 

Sono stati analizzati più di 200 campioni di circa 60 prodotti a base di riso, dal semplice riso a prodotti per bambini a cereali soffiati, ed è emerso che quasi tutti contenevano la forma “inorganica” dell’arsenico che è nota causare tumori alla vescica, ai polmoni e alla pelle.

I dati analizzati dalla FDA mostrano esattamente la quantità di arsenico inorganico presente nei campioni di riso di vario tipo e marche e la quantità si aggira tra 3,5-6,7 microgrammi per porzione (la porzione varia in base al tipo di prodotto analizzato).

Il problema dell’arsenico nel riso non è nuovo e da anni le associazioni dei consumatori hanno fatto pressioni per ottenere delle analisi e soprattutto delle restrizioni alla quantità di arsenico nel cibo dato che ora non è limitato da nessuna norma.

Il riRso ha quantità più elevate di arsenico rispetto alla maggior parte degli altri alimenti perché come riferisce il Washington Post, Urvashi Rangan, tossicologo, ha detto: Il riso è particolarmente incline a raccogliere arsenico perché di solito cresce sotto l’acqua, assorbendo il contaminante dall’acqua sovrastante e dal terreno sotto.

In una dichiarazione riportata dal Business Week News, il commissario della FDA Margaret A. Hamburg, M.D. ha detto “Siamo consapevoli che i consumatori sono preoccupati per la presenza dell’arsenico, ed è per questo motivo che la FDA ha dato priorità analizzando i livelli di arsenico nel riso. La FDA si impegnerà a scoprire fino a che punto, sostanze come l’arsenico, siano presenti nei prodotti alimentari che giornalmente si consumano, quali sono rischi se ingeriti e se tali rischi possono essere ridotti al minimo”. Inoltre invita i consumatori a variare l’alimentazione e scegliere anche altri cereali.

Sul sito della FDA è stata allestita una FAQ per rispondere alle domande frequenti dei consumatori e tranquillizzarli, ecco il link http://www.fda.gov.

 

Riguardo l’Arsenico

In italia non sono state fatte analisi per confermare o smentire il fenomeno di inquinamento nel riso, tuttavia si è stato accusato l’inquinamento di arsenico nell’acqua in Italia e questo fa supporre che sia anche nel riso, che come spiegato sopra, tende ad accumulare l’arsenico presente nell’acqua e nel terreno.

L’arsenico si trova naturalmente nelle acque superficiali e sotterranee in concentrazioni molto variabili, che dipendono dalla natura delle rocce con cui l’acqua viene a contatto .

L’arsenico può presentarsi sotto diverse forme, ciascuna con particolari effetti sulla salute umana.
I composti inorganici dell’arsenico, di gran lunga i maggiormente presenti nelle acque superficiali e sotterranee, sono i più tossici mentre i composti organici, presenti soprattutto nei pesci, sono meno  tossici.

L’uomo ingerisce arsenico principalmente attraverso il consumo di acqua e cibo; per questo è necessario mantenerne sotto controllo la concentrazione con un adeguato programma di analisi.

Quando viene ingerito l’arsenico è trasportato dal sangue nei diversi organi del corpo e successivamente eliminato con le urine in un tempo variabile da uno a tre giorni.
Dopo essere stato assorbito, si lega all’emoglobina e si deposita nel fegato, reni, polmoni, milza e pelle ma sembra che non attraversi la barriera ematoencefalica.
Da molti studi epidemiologici risulta che a causa del consumo di acqua con concentrazioni di arsenico elevate (maggiori di 0,3 milligrammi per litro) e per periodi compresi tra 5 e 25 anni si hanno lesioni della pelle, cancro della pelle, vescica e polmoni, disturbi vascolari, effetti sul sistema nervoso.

Per approfondire sugli effetti dell’arsenico vedi Italia da 10 anni ‘fuorilegge’ per Arsenico in acqua

Coltivare il riso in modo nuovo

E’ importante segnalare una ricerca tutta italiana, condotta dagli agronomi dell’Università di Sassari e appena pubblicata su Enviromental Science & Tecnology. Nello studio si mostra come sia possibile adottare metodi di coltura alternativi che permettono di abbassare drasticamente la concentrazione di arsenico, riducendo anche i quantitativi di acqua rispetto ai sistemi tradizionali. In estrema sintesi, il sistema proposto dai sardi propone di sostituire l’immersione delle piante con l’annaffiatura  Secondo gli autori, le tecniche tradizionali, richiedono da 13 a 20.000 metri cubi di acqua per ettaro, e comportano il rischio di contaminazione perché il riso è abilissimo nell’assorbire l’arsenico.

Con il nuovo metodo, invece, l’acqua necessaria è dimezzata, la quantità di raccolto identica e i veleni (arsenico e altri metalli e contaminanti) quasi del tutto eliminati. Oltre a ciò, non è più necessario disporre di un terreno pianeggiante. Provato su 37 varietà di riso, il metodo ha dato esiti molto incoraggianti:  la quantità di arsenico è stata abbattuta del 98%, risultando pari, in media, a meno di 3 microgrammi per chilo, mentre quella del riso coltivato per immersione è risultato pari, in media, a 163 microgrammi per chilo. Avere un riso privo di veleni potrebbe essere quindi più facile del previsto, anche se il sistema messo a punto in Sardegna necessita di ulteriori approfondimenti e test. Su questo argomento altri ricercatori italiani sono attivi ed è in corso uno studio approfondito sull’accumulo di arsenico totale e delle altre le forme  in particolare dell’arsenico inorganico tossico) promosso dall’Ente Nazionale Risi, dall’Università di Piacenza e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Su quest’ultime prove RAI 1 manderà un servizio in onda nel programma Linea Verde il 30 settembre alle 12.20

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Riporto quest’articolo che avevamo pubblicato nel mese di marzo nel vecchio sito.

Quantita’ sconcertanti di arsenico trovate nel latte in polvere a base di sciroppo di riso integrale

Pensate che il preparato per bambini con sciroppo di riso integrale sia la scelta più salutare? Pensateci ancora un po’: il latte artificiale a base di sciroppo di riso integrale può contenere arsenico 30 volte in più di altri preparati , secondo un nuovo studio presso il Dartmouth College.

Il chimico ambientale  Brian P. Jackson ha guidato il team di ricercatori nel loro studio dei livelli di arsenico in 17 lattanti. I risultati sono sorprendenti: i preparati a base di sciroppo di riso integrale, contenevano una quantità sconcertante di arsenico, da 20 a 30 volte più alta di altre formule. Un latte artificiale biologico dolcificato con sciroppo di riso conteneva sei volte la quantità di arsenico che l’Environmental Protection Agency (EPA) ritiene sicura per l’acqua potabile.

Il team di ricerca ha anche esaminato i livelli di arsenico in 29 barrette di cereali. Lo sciroppo di riso integrale e altri prodotti derivanti dal riso erano elencati tra i primi cinque ingredienti di 22 di queste barrette – e queste erano le barrette di cereali che contenevano i più alti livelli di arsenico.

Mentre la presenza di arsenico è controllata e regolata per quanto riguarda l’acqua potabile, non ci sono invece attualmente limiti federali per l’arsenico negli alimenti. A causa di questo, i livelli elevati di arsenico possono essere presenti negli alimenti che molti genitori ritengono sicuri per i bambini, come alimenti organici per lattanti e barrette di cereali. I ricercatori dicono: “C’è un urgente bisogno di limiti normativi per l’arsenico negli alimenti.”

Jackson aggiunge: “In assenza di regolamenti per i livelli di arsenico negli alimenti, certamente consiglierei ai genitori che sono preoccupati per l’esposizione dei bambini all’arsenico di non dar loro da mangiare preparati dove lo sciroppo di riso è l’ingrediente principale.”
Qual’è il problema con lo sciroppo di riso? I pesticidi vietati hanno lasciato livelli alti di arsenico nel suolo. Molti considerano lo sciroppo di riso integrale una sana alternativa allo zucchero di canna, ma presenta questo grave svantaggio: contiene livelli molto alti di arsenico.

Il problema è che il riso utilizzato per fare lo sciroppo di riso è tipicamente coltivato nelle regioni in cui i pesticidi di arsenico sono stati ampiamente utilizzati prima del divieto EPA nel 2009. E mentre questi pesticidi non vengono più utilizzati, il loro residuo tossico è ancora in agguato nel terreno in cui viene coltivato il nostro cibo.

Il riso crescendo sembra assorbire quantità insolitamente elevate di arsenico dal terreno. Gran parte di questo arsenico finisce nel baccello, così il riso e lo sciroppo di riso contengono quantità particolarmente elevate di arsenico rispetto ai prodotti come il riso bianco e amido di riso.

Purtroppo l’acquisto biologico non risolve il problema. Nello sciroppo di riso biologico è stata rilevata la presenza di livelli molto elevati di arsenico, perché anche il riso organico assorbe arsenico già presente nel terreno.

Sull’autore:
Elisabetta Walling è uno scrittrice freelance specializzata in salute e nutrizione per la famiglia. E’ una forte sostenitrice di uno stile di vita naturale come modo per migliorare la salute e prevenire le malattie moderne. Le piace pensare in modo creativo, sfidando luoghi comuni sulla salute e sul benessere. Potete visitare il suo blog per saperne di più: www.livingthenourishedlife.com/2009/10/welcome.html

Fonte http://www.naturalnews.com/035010_arsenic_baby_formula_brown_rice_syrup.html

Traduzione di Deva Veronica per Dionidream

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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2 Commenti su questo post

  1. sonia toni says:

    forse sarebbe anche il caso di specificare da quali zone proviene questo riso perchè è ovvio che i terreni non sono tutti uguali.

    • Dioni says:

      Si esatto, ma in italia non sono state fatte analisi per confermare o smentire la cosa. Infatti come spiegato nell’articolo, il riso tende ad accumulare questo elemento presente nell’acqua e nel terreno. Ho aggiornato l’articolo con altre informazioni per chiarimento.
      Dioni

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