Negli ultimi anni la ricerca scientifica sta ponendo molta attenzione allo studio del tatto e dei diversi tipi di tatto arrivando alla suddivisione in due categorie: il tatto utile all’acquisizione di informazioni rispetto alle caratteristiche degli oggetti (tatto discriminativo) e il tatto attivo durante le interazioni socio-emozionali (tatto affettivo).

L’argomento, a me molto caro, sta avendo sempre più risalto nei congressi internazionali incentrati sul dolore, sull’approccio biopsicosociale e in ambito neuropsicologico. Il contatto manuale con il nostro paziente, in particolare, è il gesto inevitabile per la realizzazione pratica della nostra professione. È il primo meccanismo di comunicazione che si sviluppa tramite l’esame fisico e strutturale ed è il primo step nell’aiutare il paziente nel ripercorrere i passi indietro per il ristabilirsi della salute. La tattilità costruisce così un legame intimo tra operatore e paziente, utile  nel dialogo della guarigione. In diversi studi, l’efficacia della pratica manuale, sia essa considerata osteopatica, chiropratica o fisioterapica, sembrerebbe avere un filo diretto con le nostre esperienze di tocco affettivo, relazionate alle nostre età neonatali.

Tocco affettivo

Il tocco affettivo gioca un ruolo chiave nel mantenimento del benessere psico-fisico nell’uomo, e non solo. In particolare, recenti studi hanno mostrato come il tocco affettivo, mediato dal sistema afferente CT, sia un pilastro fondamentale per lo sviluppo del senso del sé corporeo. Con tocco affettivo intendiamo un tocco lento e leggero, applicato con una velocità che varia tra 1 e 10 cm/s e alla temperatura della pelle(il tocco tipico di una carezza, per fare un esempio).Iniziando dalle prime esperienze sensoriali che avvengono nel grembo materno, il tocco è una delle prime modalità attraverso cui riceviamo informazioni dall’esterno e, di conseguenza, ci permette di diventare consapevoli dell’altro e di noi stessi. Nel grembo materno, il feto è costantemente cullato dal liquido amniotico. Questa situazione crea la prima esperienza di stimolazione tattile, la quale sembra essere interamente mediata dal sistema tattile affettivo, poiché il sistema tattile discriminativo inizia a svilupparsi solo dopo la nascita. Studi mostrano che prima della nascita la risposta al tocco materno sia addirittura più consistente della reazione alla voce materna. Queste esperienze tattili sembrano avere conseguenze a lungo termine, come ad esempio un aumento della capacità di adattamento del bambino nell’infanzia. L’importanza del tocco diventa ancora più cruciale dopo la nascita, quando il tocco materno è fondamentale per ricostruire lo stesso ambiente tattile e caldo di cui il neonato ha avuto esperienza nel corso della gestazione. La percezione del tocco è mediata dalla pelle, la quale rappresenta il nostro organo più vasto in termini di dimensioni e funzionalità. Inoltre, il tocco non è solamente una delle prime modalità attraverso la quale interagiamo con l’ambiente circostante, ma rappresenta anche il primo canale di comunicazione attraverso il quale gli altri interagiscono con noi fin dai primissimi momenti della nostra vita. Non a caso, la pratica dello skin-to-skin nei momenti immediatamente successivi alla nascita, sta diventando la norma in numerosi Paesi, in quanto riduce lo stress psico-fisico subito dopo la nascita ed aumenta sensazioni positive nel bambino. Le informazioni relative al tocco affettivo sono comunicate per via del sistema afferente tattile C (CT), il quale è stato scoperto nell’uomo solo intorno agli anni ‘90. Questo sistema neurofisiologico, il quale trasmette il segnale dalla pelle al cervello, sembra attivare una specifica area cerebrale chiamata insula, piuttosto che le classiche aree sensoriali. L’insula è una piccola area che si trova nell’intersezione tra il lobo temporale, il lobo frontale ed il lobo parietale (quindi al centro del cervello), e sembra avere un ruolo chiave nell’esperienza delle emozioni. Inoltre, recenti studi mostrano come in questa area avvengano processi di integrazione di segnali che provengono dall’interno e dall’esterno del nostro corpo. Per questi motivi, si pensa che l’insula sia responsabile per lo sviluppo della coscienza del sé corporeo.
Il tocco involve una serie di processi che vanno al di la dello stimolo tattile per sé, come ad esempio informazioni olfattive ed informazioni sulla temperatura corporea della persona che sta applicando il tocco. Inoltre, il tocco è l’unica modalità che possiamo definire ‘reciproca’: possiamo guardare senza essere guardati, ma non possiamo toccare qualcuno senza essere toccati a nostra volta. Diversi studi comportamentali che ho condotto negli ultimi 6 anni dimostrano come il tocco affettivo, probabilmente attraverso l’attivazione dell’insula, giochi un ruolo importante nel modo in cui diventiamo consapevoli del senso del se´ corporeo. In aggiunta, recenti ricerche hanno mostrato che, dal punto di vista evolutivo, siamo forniti della capacità di percepire piacere non solo quando riceviamo una stimolazione tattile affettiva, ma anche quando tocchiamo un’altra persona in modo affettivo.

 

Aspetti correlati alla mancanza di “Tocco affettivo”

Ci sono diversi studi che mostrano le conseguenze negative della mancanza di tocco affettivo, come per esempio nel caso di bambini orfani o che si trovano in istituti, per i più svariati motivi. Bambini cresciuti in istituti mostrano ritardi significativi nello sviluppo cognitivo e psico-fisico, e queste difficoltà sembrano persistere per molti anni anche dopo l’adozione, a sottolineare proprio l’importanza delle interazioni tattili nei primi anni della nostra vita. Ma è importante sottolineare come non sia unicamente la presenza o l’assenza del tocco a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo del bambino, ma anche la qualità del tocco. Per esempio, studi mostrano come madri che soffrono di depressione post partumtendano ad interagire con i loro bambini in modo tattile forse più delle altre mamme senza sintomi depressivi, ma in modo non inadeguato. Per esempio, tendono ad utilizzare il solletico in modo aggressivo, a spingere ed a tirare il bambino più delle altre mamme. Inoltre, tendono a sollevare i bambini per contenere e controllare il loro comportamento ed attrarre la loro attenzione, queste azioni suggeriscono la presenza di interazioni tattili intrusive e negative. Di conseguenza, questi bambini tendono ad utilizzare comportamenti tattili compensatori, come ad esempio ciucciarsi il dito o aggrapparsi, in maniera molto più consistente se confrontati con bambini di mamme senza sintomi depressivi. In questo caso, i comportamenti tattili osservati in questi bambini sembrano suggerire la presenza di strategie atte a compensare per la mancanza di interazioni tattili positive con la mamma.

L’importanza del tocco per il paziente

La terapia mediata dal tocco sollecitando specifiche classi di neuroni sensoriali, disegna circuiti neuronali finemente interconnessi ai meccanismi di modulazione del dolore e del piacere. Pertanto si pone come un potente mezzo per risolvere e proporre una soluzione al più grande e diffuso motivo di consultazione: il dolore e il sollievo dallo stesso. Da diversi studi effettuati, sia osservazionali, sia sperimentali si è delineato un approccio integrato al tocco; questi gli aspetti analizzati:
• I meccanismi neurofisiologici e neuropsichici alla base del tocco;
• il sistema cognitivo implicato nella interpretazione dei segnali tattili;
• l’influenza negativa o positiva del tocco sulle aspettative di miglioramento clinico;
• l’effetto placebo implicato nel tocco e i fattori esterni (ambientali) e interni (le motivazioni mediate dai sistemi di ricompensa sociale) che possono connotare in modo significativo l’esperienza del tocco.

 

Conclusioni

Abbiamo visto che il tocco può essere una sorgente di sicurezza, confort, sollievo e piacere, ma va precisato che questi effetti sono probabilmente limitati ai casi in cui il contesto sia emotivamente congruente con il tocco. Quando invece, il tocco, avviene in combinazione a circostanze che indicano che lo stesso non è desiderabile, lo stesso stimolo tattile può essere ritenuto come non piacevole e provocare evitamento.
Date le forti influenze contestuali sul tocco non si sa se esistono qualità di alcuni stimoli tattili che di per sé hanno un valore edonistico positivo, o se il valore edonistico del tocco è sempre dipendente da altri fattori contestuali (Ellingsen et al., 2015). Essendo il tocco, un’esperienza multisensoriale in cui nella percezione giocano un ruolo determinante le motivazioni del paziente, lo stato emotivo di partenza e le previsioni circa i benefici ottenibili attraverso il tocco, potrebbe essere interessante stringere la ricerca attorno a interrogativi riguardanti il come, il quanto e se, eventuali influenze del soggetto che tocca (essendo quest’ultimo implicato nella relazione terapeutica), possano avere un effetto modulatorio sulla validità terapeutica del tocco.

Riferimenti Scientifici

Crucianelli, L., & Filippetti, M. L. (2018). Developmental perspectives on interpersonal affective touch. Topoi, 1-12.

Crucianelli, L., Wheatley, L., Filippetti, M. L., Jenkinson, P. M., Kirk, E., & Fotopoulou, A. K. (2018). The mindedness of maternal touch: An investigation of maternal mind-mindedness and mother-infant touch interactions. Developmental Cognitive Neuroscience.

Crucianelli, L., Krahé, C., Jenkinson, P. M., & Fotopoulou, A. (2017). Interoceptive ingredients of body ownership: Affective touch and cardiac awareness in the Rubber Hand Illusion. Cortex.

Kirsch, L. P., Krahé, C., Blom, N., Crucianelli, L., Moro, V., Jenkinson, P. M., & Fotopoulou, A. (2017). Reading the mind in the touch: Neurophysiological specificity in the communication of emotions by touch. Neuropsychologia.

Crucianelli, L., Cardi, V., Treasure, J., Jenkinson, P., & Fotopoulou, A. (2016). The perception of affective touch in Anorexia Nervosa. Psychiatry Research, 239, 72-78.

Crucianelli,L., Metcalf, N. K., Fotopoulou, A. &Jenkinson, P. (2013). Bodily pleasure matters: Velocity of touch modulates body ownership during the rubber hand illusion. Frontiers in Psychology.

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