L’insulino resistenza è una condizione diffusa che può portare a

  • diabete
  • obesità
  • sovrappeso
  • glicemia alta

e quindi di conseguenza alle malattie metaboliche e cardiovascolari. La buona notizia è che diversi studi scientifici dimostrano che può essere trattata con alcuni cibi, erbe e spezie. Si stima che oltre 80 milioni di americani hanno una resistenza all’insulina e in Italia i dati non sono meno allarmanti.

Cos’è l’insulino resistenza

L’insulina è un ormone che induce le cellule ad aprirsi e assorbire il glucosio dal sangue. Con la resistenza all’insulina, le tue cellule diventano desensibilizzate e hanno difficoltà ad assorbire il glucosio. Il corpo continua a produrre più insulina per ovviare al problema. Ma non funziona. E i livelli di insulina aumentano sempre di più.

Alti livelli di insulina causano un rapido aumento di peso, invecchiamento precoce, ipertensione, malattie cardiache e maggiori rischi di contrarre il cancro. Alla fine portano al diabete di tipo 2.

Sintomi dell’insulino resistenza

I sintomi di insulino resistenza sono:
debolezza e fatica
difficoltà nella concentrazione
sonnolenza durante la giornata
risvegli notturni dovuti dalla necessità di urinare
la sonnolenza è più pronunciata dopo un pasto che è ricco in carboidrati
sovrappeso principalmente con il grasso attorno agli organi addominali.
gonfiore, flatulenza, costipazione, diarrea, nausea
livelli elevati di colesterolo e di trigliceridi.
frequenti infezioni genitali
pressione alta

Erbe, spezie e alimenti possono aiutarti a ripristinare e mantenere la sensibilità delle tue cellule all’insulina.

1. Curcuma: efficace nella prevenzione del diabete

Uno studio del 2009 ha rilevato che la curcumina, un composto attivo trovato nella curcuma, è da 500 a 100.000 volte più efficace della Metformina (farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 che riduce la resistenza all’insulina e facilita l’assorbimento del glucosio). [io]

In un altro studio su 240 adulti pre-diabetici, i pazienti hanno ricevuto 250 mg di curcumina o un placebo al giorno. Dopo nove mesi, il gruppo di coloro che assumevano curcumina non aveva sviluppato il diabete a differenza del 16,4% del gruppo placebo. In altre parole, la curcumina era efficace al 100% nel prevenire il diabete di tipo 2.
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2. Zenzero: riduce la glicemia a digiuno del 10,5%

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, 88 diabetici sono stati divisi in due gruppi. Ogni giorno un gruppo ha ricevuto un placebo mentre l’altro ha ricevuto 3 capsule da 1 grammo di polvere di zenzero. Dopo otto settimane, il gruppo che aveva assunto zenzero ha ridotto lo zucchero nel sangue del 10,5% a digiuno. Mentre nei partecipanti del gruppo placebo la glicemia a digiuno è aumentata del 21%. Inoltre, la sensibilità all’insulina è aumentata significativamente nel gruppo che aveva assunto zenzero. [ii]

In un altro studio, i ricercatori hanno dimostrato che 1600 mg al giorno di zenzero migliorano l’attività dell’HbA1c (un marcatore dei livelli di zuccheri nel sangue a lungo termine), portando a una riduzione del 10% in un periodo di 12 settimane. [iii]

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3. Cannella: meno di mezzo cucchiaino al giorno riduce i livelli di zucchero nel sangue

La cannella è una delle spezie più antiche e popolari. È stata usata per millenni sia per le sue proprietà aromatiche che medicinali.

Questa spezia ha dimostrato di normalizzare i livelli di zucchero nel sangue nei diabetici di tipo 2 migliorando la capacità di rispondere all’insulina. Una meta-analisi di otto studi clinici mostra che l’estratto di cannella abbassa i livelli di glicemia a digiuno. [iv]

La cannella rallentando la velocità con cui lo stomaco si svuota dopo aver mangiato. In uno studio i soggetti mangiavano circa una tazza di budino di riso con e senza un cucchiaino di cannella. L’aggiunta di cannella ha rallentato il tasso di svuotamento dello stomaco dal 37% al 34,5% e ha rallentato significativamente l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Anche meno della metà di un cucchiaino al giorno riduce i livelli di zucchero nel sangue nei diabetici di tipo 2. [v]

Mi raccomando usa la cannella di Ceylon e non la cannella Cassia se vuoi assorbire i benefici della cannella.

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4. Infuso di foglie di olivo: risultati paragonabili alla metformina

I ricercatori dell’Università di Auckland hanno dimostrato che l’estratto di foglie di olivo riduce la sensibilità all’insulina.

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, 46 uomini in sovrappeso sono stati divisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto capsule contenenti estratto di foglie di olivo e l’altro gruppo ha ricevuto un placebo. Dopo 12 settimane, il gruppo che aveva assunto l’estratto di foglie d’olivo ha ridotto la resistenza all’insulina del 15%. Inoltre, ha aumentato la produttività delle cellule produttrici di insulina nel pancreas del 28%. [vi]

I ricercatori hanno notato che l’integrazione con estratto di foglie d’olivo ha dato risultati “paragonabili alle terapie diabetiche comuni (in particolare metformina).”

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5. Bacche. Riequilibrano la glicemia dopo i pasti

Gli studi mostrano che il corpo ha bisogno di meno insulina per riequilibrare i livelli di zucchero dopo un pasto, se si consumano delle bacche.

In uno studio su alcune donne sane in Finlandia,  ai partecipanti è stato chiesto di mangiare pane bianco e di segale con o senza una varietà di bacche differenti. L’amido nel pane aumenta i livelli di glucosio dopo i pasti. Ma i ricercatori hanno scoperto che l’aggiunta di bacche al pane ha ridotto significativamente il picco di insulina dopo il pasto.

Fragole, mirtilli, more e bacche di sambuco nero si sono dimostrate  efficaci.  [vii]

6. Cumino nero (Nigella Sativa): solo 2 grammi riducono la resistenza all’insulina

In uno studio su 94 pazienti diabetici, i ricercatori hanno prescritto 1, 2 o 3 grammi al giorno di capsule di Nigella sativa. Hanno scoperto che 2 grammi al giorno riducevano significativamente la glicemia a digiuno e la resistenza all’insulina. La dose più alta di 3 grammi al giorno non ha confermato ulteriori benefici. [viii]

Il cumino nero è stato apprezzato per migliaia di anni per le sue proprietà curative. A volte viene indicato come coriandolo romano o sesamo nero. Viene definito come: “rimedio per tutto, tranne la morte”.

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7. La spirulina aumenta la sensibilità all’insulina del 225%

In uno studio randomizzato su pazienti insulino-resistenti, i ricercatori hanno confrontato il potere della spirulina per controllare i livelli di insulina. [ix]  17 pazienti hanno assunto 19 grammi di spirulina al giorno. Gli altri 16 pazienti hanno ricevuto 19 grammi di soia. Dopo otto settimane il gruppo spirulina ha aumentato la sensibilità all’insulina del 224,7% in media, mentre il gruppo che aveva assunto soia ha aumentato la sensibilità all’insulina del 60%.

Inoltre, il 100% del gruppo spirulina ha migliorato la sensibilità all’insulina mentre solo il 69% del gruppo della soia è migliorato.

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8. La berberina ha effetti paragonabili a diversi farmaci per il diabete

La berberina è un composto amaro che si trova nelle radici di diverse piante tra cui, il crespino. Gli studi dimostrano che è efficace quanto i farmaci antidiabetici.

Dei ricercatori cinesi hanno confrontato la berberina con la metformina in uno studio pilota condotto su 36 pazienti. Hanno scoperto che ha abbassato i livelli di zucchero nel sangue tanto quanto la metformina in soli tre mesi. I pazienti hanno anche diminuito significativamente la glicemia a digiuno e la glicemia post-pasto.

Nello stesso studio, i ricercatori hanno somministrato la berberina a 48 diabetici per tre mesi. Dopo solo una settimana, ha abbassato i livelli di glicemia a digiuno e post-pasto. Inoltre, la loro insulino-resistenza è scesa del 45%. [X]

Altri ricercatori hanno condotto una meta-analisi di 14 studi che hanno coinvolto 1.068 partecipanti. Hanno riscontrato che la berberina agisce altrettanto bene come metformina, glipizide e rosiglitazone, tre dei migliori farmaci per il diabete sul mercato. [xi] La berberina è utile anche per il colesterolo.

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Fammi sapere la tua esperienza con questi integratori nei commenti. Alcuni sono più conosciuti di altri e tutti hanno dimostrato di essere efficaci. Possono essere molto utili quando ci si vuole disintossicare dallo zucchero.

Riferimenti scientifici

[i] Teayoun Kim, Jessica Davis, Albert J Zhang, Xiaoming He, Suresh T Mathews. Biochem Biophys Res Commun. 16 ott 2009; 388 (2): 377-82. Epub 2009 8 agosto. PMID: 19665995
[ii] Hassan Mozaffari-Khosravi, Behrouz Talaei, Beman-Ali Jalali, Azadeh Najarzadeh, Mohammad Reza Mozayan. Complemento Ther Med. 2014 Feb; 22 (1): 9-16. Epub 2014 Jan 8. PMID: 24559810
[iii] Tahereh Arablou, Naheed Aryaeian, Majid Valizadeh, Faranak Sharifi, Aghafatemeh Hosseini, Mahmoud Djalali. Int J Food Sci Nutr. 4 febbraio 2014: Epub 2014 4 febbraio. PMID: 24490949
[iv] Paul A Davis, Wallace Yokoyama. J Med Food. 2011 settembre; 14 (9): 884-9. Epub 2011 Apr 11. PMID: 21480806
[v] Joanna Hlebowicz Am J Clin Nutr, giugno 2007 vol. 85 n. 6 1552-1556
[vi] Martin de Bock, José GB Derraik, Christine M Brennan, Janene B Biggs, Philip E Morgan, Steven C Hodgkinson, Paul L Hofman, Wayne S Cutfield.
[vii] Riitta Törrönen, Marjukka Kolehmainen, Essi Sarkkinen, Kaisa Poutanen, Hannu Mykkänen, Leo Niskanen. J Nutr. 2013 aprile; 143 (4): 430-6. Epub 2013, 30 gennaio. PMID: 23365108
[viii] Abdullah O Bamosa, Huda Kaatabi, Fatma M Lebdaa, Abdul-Muhssen Al Elq, Ali Al-Sultanb. Indian J Physiol Pharmacol. 2010 ottobre-dicembre; 54 (4): 344-54. PMID: 21675032
[ix] Azabji-Kenfack Marcel, Loni G Ekali, Sobngwi Eugene, Onana E Arnold, Edie D Sandrine, Denis von der Weid, Emmanuel Gbaguidi, Jeanne Ngogang, Jean C Mbanya. Nutrienti. 2011 Jul; 3 (7): 712-24. Epub 2011 Jul 18.
[x] Yin J, Xing H, Ye J. Metabolismo maggio 2008; 57 (5): 712-7 Pubmed 18442638
[xi] Dong H, Wang N, Zhao L, Lu F. Evid Based Complement Alternat Med.  2012; 2012: 591654 Pubmed 23118793

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