Perché spesso siamo intolleranti a quello che ci piace di più?

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Ti senti gonfio, pesante, stanco dopo aver mangiato, e sei anche ingrassato sebbene non mangi molto? Molto probabilmente sei intollerante ad alcuni alimenti. Acne, eczemi, insonnia, capogiri, mal di testa e nausea sono essere altri sintomi.

La maggior parte degli italiani è intollerante al glutine, al pomodoro e ai latticini. Il 60% della popolazione è intollerante al lattosio. 3 persone su 4 non sospetta minimamente di esserlo e continua ad assumerne sottovalutando la propria intolleranza. Scoprire di essere intollerante è importante.

Se fai un test d’intolleranza di solito i risultati contengono sempre i cibi preferiti. Sadismo del destino? In verità ci sono due motivi per cui ciò accade, eccoli spiegati.

COSA SUCCEDE QUANDO SI MANGIA UN CIBO INTOLLERANTE

L’intolleranza, a differenza dell’allergia, non coinvolge il sistema immunitario ma è l’impossibilità dell’organismo a digerire quel particolare cibo. Le cause possono essere varie:

  • prima di tutto lo stress e la sensibilità cerebrale,
  • flora batterica in cattive condizioni (dieta ricca di zuccheri, sale e farinacei),
  • azione di sostanze tossiche (coloranti, conservanti, additivi, fertilizzanti, pesticidi,
  • carenza enzimatica (poca frutta e verdura, o nel caso del latte è la mancanza dell’enzima lattasi),
  • apparato digerente mal funzionante che causa cattiva digestione e assorbimento di carboidrati, proteine e lipidi,
  • anche lo svezzamento precoce, il fatto che tua mamma ti abbia allattato per poco tempo, può essere una causa di intolleranza alimentare.

Secondo Peter D’Adamo, autore della Dieta del Gruppo Sanguigno, tutti i cibi contengono le lectine, molecole dalle proprietà agglutinanti che si esprimono nel sangue. Quando mangiamo un alimento contenente lectine incompatibili con il nostro gruppo sanguigno, esse si sistemano in un organo (reni, fegato, cervello, stomaco eccetera) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il 95% delle lectine assunte tramite gli alimenti viene eliminato senza problemi dall’organismo. Il restante 5 %, però, riesce a raggiungere il sangue dove innesca tutta una serie di reazioni negative che portano alla distruzione di globuli rossi e bianchi. Le lectine possono inoltre danneggiare le pareti dello stomaco e dell’intestino, scatenando una violenta infiammazione delle mucose che provocando disturbi molto simili a quelli di un’allergia alimentare.

VIENE STIMOLATA LA PRODUZIONE DI ENDORFINE

Se siamo intolleranti ad un cibo il nostro organismo subirà uno stato di momentaneo malessere, non così evidente da causare un rifiuto, ma tale che il corpo cercherà di compensarlo con un rilascio di endorfine, le quali, creano uno stato di apparente benessere. Quindi l’organismo continua a richiedere tale cibo per produrre queste molecole analgesiche.

Perciò mangiando alimenti che scatenano l’intolleranza, in un primo momento la risposta endorfinergica ha la prevalenza, provocando una netta sensazione di piacere. Quando finisce rimangono gli effetti negativi prodotti dall’intolleranza.

La sospensione di tali alimenti può, talvolta, provocare disturbi come cefalea, stanchezza, nausea o vomito. Questo può andare avanti per 2 o 3 giorni ed è causato proprio dal mancato rilascio di endorfine. Passata questa fase sarai sorpreso di quanta energia in più avrai e di come la tua mente sia più lucida.

GLI ALIMENTI ABITUALI AFFINANO IL SISTEMA IMMUNITARIO

C’è un altro motivo per cui il test d’intolleranza ci spingerà a non mangiare i nostri soliti cibi. Il processo che conduce all’intolleranza non è chiaro, è un fenomeno che è stato preso in considerazione da poco a causa del suo preoccupante aumento. Sebbene non sia possibile dimostrare un coinvolgimento del sistema immunitario, esso non può essere escluso.

Quando un cibo non lo digeriamo correttamente, in parte non viene assimilato, e sebbene la maggior parte di queste sostanze sono espulse, una frazione passa comunque nella corrente sanguigna, dove a pieno titolo vengono riconosciute come anticorpi intestinali.

Quando ci si abbuffa degli stessi alimenti, il sistema immunitario diventa sensibile alla frazione indigerita e si attiva una risposta d’intolleranza.

CONCLUSIONE

Il cibo ha un effetto sul nostro corpo e sulla nostra mente molto profondo, sicuramente più di quello che pensiamo. Ascolta i segnali del tuo corpo alla luce di quanto spiegato in questo articolo. Per molte persone è normale abbioccarsi dopo il pasto, ma in verità il cibo serve a dare energia, non a toglierla!

Alcuni integratori utili nel caso di intolleranze sono la zeolite e i probiotici con azione prebiotica.

Vega Test e Test Kinesiologico sono due metodi per individuare le intolleranze alimentari. In un prossimo articolo parlerò di come riuscire ad individuare da soli quali alimenti ci danno fastidio.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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