kalanchoe daigremontiana

La Kalanchoe daigremontiana è una pianta perenne della famiglia delle Crassulacee, originaria del Madagascar, conosciuta nell’America latina perché viene molto usata nella medicina tradizionale in quanto è una pianta ad ampio spettro, cioè può curare i danni cellulari di molti organi.

La pianta è perenne, può crescere fino ad un metro e mezzo di altezza e le sue foglie carnose possono raggiungere una dimensione di 30 cm, con macchie scure tigrate sulla parte inferiore. Chiamata anche la “Madre di migliaia” perché ha una caratteristica insolita, le foglie producono molti germogli che dopo aver toccato il suolo, sviluppano rapidamente le radici creando vita a una nuova pianta indipendente.

Proprietà nella medicina tradizionale

La Kalanchoe daigremontiana è secondo gli usi fatti in America Latina, Asia e Africa, antibatterica, antivirale e antifungina con un ampio spettro di azione, in particolare tratta le seguenti patologie e disturbi:

  • Lesioni e malattie relazionate con danni cellulari, in particolare il    cancro (tutti i tipi) e miomi (alterazioni tumorali benigne).
  • Ferite (anche profonde) e cancrene.
  • Infezioni, ustioni.
  • Tumori e ascessi.
  • Reumatismi.
  • Febbre
  • Infiammazioni.
  • Ipertensione.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Coliche renali.
  • Dissenteria.
  • Malattie psicologiche: schizofrenia, crisi di panico e paura.

Sostanze chimiche principali

Le foglie delle Kalanchoe contengono: alcaloidi, glicosidi triterpenici, flavonoidi, acidi organici (citrico, ossalico, malico, acetico, isocitrico e altri), kaempferolo, steroidi, cardenolide, vitamine, sali minerali, beta sitosterolo, quercetina, micro e macro elementi, carbossilasi acido ossalico, malato deidrogenasi, vitamina C ed E, polisaccaridi e lipidi. La pianta è ricca di un enzima catalasi, eccellente rigeneratore dei tessuti cellulari e rafforzamento del sistema immunitario.

Le foglie contengono inoltre un gruppo di sostanze chimiche chiamate bufadienolidi, che hanno suscitato l’interesse degli scienziati, perchè molto simili, per struttura e attività, ad alcuni farmaci utilizzati per il trattamento clinico dell’insufficienza cardiaca congestizia e condizioni connesse. I bufadienolidi della Kalanchoe hanno dimostrato durante diversi studi clinici, di possedere una spiccata proprietà insetticida, antibatterica e soprattutto antitumorale.

Utilizzo

Non ci sono studi clinici sull’uso umano al momento, quindi ogni uso non è validato dalla comunità scientifica e quindi non è ritenuto sicuro. Gli utilizzi qui riportati si riferiscono all’uso della medicina popolare.

Le parti utilizzate sono le foglie che si possono assumere in modo esterno o interno in base alla patologia da trattare.

Si può assumere come alimento in vari modi; tagliare le foglie più vecchie partendo dal basso verso l’alto e mangiarle crude da sole o mescolate in insalata, oppure sotto forma di succo aggiungendo un po’ di acqua per dare più volume o miscelando con succhi di frutta freschi. In alternativa è possibile goderne i benefici tramite l’infuso delle foglie essiccate. Si consiglia di consumare le foglie di Kalanchoe, nelle quantità indicate, tutti i giorni, ma di effettuare una pausa ogni mese per almeno 2 settimane.

INFUSIONE

L’infusione in acqua, è una delle tecniche migliori per estrarre le proprietà benefiche delle foglie. Portare a ebollizione la quantità’ d’acqua necessaria in un pentolino, ad esempio, 1/2 litro d’acqua è sufficienti per due tazze. Attendere circa 2/3 minuti che l’acqua si raffreddi leggermente in modo che la temperatura sia inferiore ai 100 °C., immettere due cucchiai di foglie essiccate per tazza e lasciare in infusione per 10 minuti, poi utilizzando un passino da cucina filtrare la bevanda e berla ancora calda. L’infuso si può assumere 3 volte al giorno, mezz’ora prima di ogni pasto.

KALANCHOE IN IMPIASTRO

Prendere un pugno di foglie di kalanchoe secondo la zona interessata o la parte che si desidera trattare, schiacciare bene le foglie, aggiungere olio d’oliva e applicare la miscela ottenuta sulla parte da trattare per 3 ore circa.

KALANCHOE CONSUMATE IN INSALATA

Prendere 1 o 2 foglie, tagliare finemente e unire ad altre insalate condite con olio d’oliva. Consumare una media di 1/2 foglie al giorno.

RACCOMANDAZIONI

Il trattamento con le foglie si esegue per un periodo di 30 giorni, poi si sospende per 15/20 giorni.

Uso esterno

Le foglie macerate sotto forma di cataplasma, compressa o impiastro; succo di foglie con olio di vasellina o oliva, da utilizzare come unguento. Usata così la pianta è antinfiammatoria, antiemorragica, astringente e cicatrizzante. Nel caso in cui il tumore affligga una parte esterna del corpo (per esempio un tumore della pelle), le foglie potranno essere applicate esternamente come impiastro, oltre che consumate internamente.

Uso interno

1) Foglie crude in insalate, hanno un gusto piuttosto acidulo, ma non sgradevole.

2) Succo fresco (aggiungere acqua per dare più volume). Nella medicina tradizionale il succo di Kalanchoe Daigremontiana è un rimedio per la dissenteria e “tutti i tipi di febbre”.

3) Foglie per infuso. Uno/due cucchiai da minestra di foglie essiccate per una tazza d’acqua (250 ml). Si consiglia di bere tre infusi al giorno a stomaco vuoto prima di ogni pasto.

Controindicazioni

Non assumere durante la gravidanza, perché stimola le contrazione uterine causando l’aborto. È sconsigliato un consumo prolungato, in genere si consiglia di consumare le foglie tutti i giorni per un mese, ed effettuare una pausa di 15/20 giorni, per poi riprendere il trattamento. La sua composizione include composti come cardenolide e i bufadienolidi che sono glucosidi cardioattivi, pertanto chi è affetto da cardiopatie deve consultarsi prima con il medico. La ricerca clinica sulle Kalanchoe indica che può esserci tossicità se si abusa della pianta.  Attenzione a non confondere la Kalanchoe daigremontiana con la Kalanchoe houghtonii e altri ibridi poiché non sono adatti all’uso curativo.

La ricerca condotta sulle kalanchoe indica che ci possono essere effetti tossici se si supera un dosaggio pari a 5 grammi giornalieri per kg di peso corporeo.

NB: Pesare le foglie, la dose standard è di 30 grammi di foglie fresche al giorno da assumere in due dosi separate. Iniziare per sicurezza con un dosaggio più basso e se ci sono reazioni sospendere.

Coltivazione

Sono anche piante ornamentali che si possono coltivare facilmente in casa: si adattano bene al sole e all’ombra, e non necessitano di molta acqua. Si segnala che con frequenti irrigazioni i germogli non si sviluppano ai bordi delle foglie e le foglie rimangono più verdi e con poche macchie scure nella parte inferiore della foglia. Il terreno deve essere soffice e ben drenato. La temperatura ottimale di coltivazione è tra i 15°C ed i 22 °C, sotto i 10°C la pianta inizia a dare segni di sofferenza, è quindi consigliato nel periodo invernale di tenerla al riparo. Le radici non hanno bisogno di grandi spazi, quindi possono essere coltivate in piccoli vasi o, nel caso di esterni, anche nei giardini rocciosi. Si tratta di una pianta brevidiurna, questo significa che fiorisce quando le giornate si accorciano, la fioritura è a fine inverno. Si raccomanda di evitare d’asportare le infiorescenze secche.

Walter Nardari

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