A cosa serve l’esistenza umana?
Che gusto c’è in essa?
Si tratta di bellezza e di ricchezza?
Di musica e colori?
Giunge un tempo in cui bellezza e ricchezza non corrispondono più alle esigenze del cuore,
e in cui suoni e colori diventano causa di stanchezza per gli occhi e le orecchie.
Gli antichi sapevano che la vita giunge e svanisce senza preavviso. 
Non negavano le loro inclinazioni naturali e non reprimevano le loro necessità corporali.
Non sentivano l’impulso di conquistare la fama.
Passeggiavano nella vita cogliendone i piaceri e gli impulsi.
Dato che la fama perde utilità dopo la morte,
si ponevano al di là di simili illusioni.
Titoli e lodi,
una vita lunga o breve,
alla fine erano concetti di ben poca importanza.
Yang Chu (IV secolo aC)

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