La neutralità della Svizzera, una delle più grandi menzogne della storia della II guerra mondiale

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GINEVRA – Sul tavolo dello studio c’ è la posta di giornata. Il professor Jean Ziegler, deputato socialista al Parlamento federale e docente di Sociologia a Ginevra e alla Sorbona, sceglie subito un pacchettino.
Lo scarta. Dentro c’ è una corda. E un biglietto scritto a penna, in tedesco: “Se hai coraggio, impiccati, altrimenti saremo noi a farlo”.
Ziegler richiude il pacchetto, dice: “Ogni giorno ricevo minacce, insulti. Ma anche lettere di gente che mi ringrazia, che si congratula”. Colpa dell’ ultimo libro che ha scritto: ‘La Svizzera, l’ oro nazista, i morti‘ . Uscito a fine marzo del 1997, è primo nella lista dei bestseller.

Perché tanto successo?

“Perché è uno svizzero che finalmente solleva il lenzuolo della vergogna nazionale, una delle più grandi menzogne della Storia, quella della neutralità nella Seconda guerra mondiale.”

Il libro ha anticipato il rapporto americano Eizenstat sul bottino dell’ orrore nazista, sull’ oro strappato agli ebrei…

“Sì, io ho però lavorato su altri documenti, principalmente tedeschi. E’ lì che ho trovato tutta la verità sul coinvolgimento del governo elvetico. Altro che neutralità: la Svizzera ha fornicato coi nazisti. I suoi banchieri, come certe puttane che bazzicano i bordelli e pretendono di farci credere che sono vergini, per cinquant’ anni hanno raccontato un sacco di balle.
Che non sapevano nulla né dell’ oro nazista né tantomeno dei conti ebrei. Mentre invece il governo di allora aveva ratificato passivamente le operazioni della Banca nazionale coi nazisti”.

Lei, come il rapporto Eizenstat, prova che senza i banchieri svizzeri la Seconda guerra mondiale sarebbe terminata prima e centinaia di migliaia di esseri umani sarebbero scampati ai forni crematori. Come ha fatto a rivelare la complicità attiva dei banchieri svizzeri?

Con le carte che ho scovato negli archivi nazisti, ora custoditi a Bonn. Con l’ oro nazista, gli svizzeri sono diventati una delle principali potenze finanziarie del mondo. Questa verità sta provocando una crisi di identità tremenda, la coscienza collettiva è sconvolta, ci sentiamo tutti avvelenati da queste rivelazioni, dai milioni di morti che hanno nutrito la ricchezza svizzera”. Ma la Svizzera era tutta nazista? “No. Non lo sono stati nemmeno il governo e i banchieri. E’ questo il paradosso: non hanno agito per affinità ideologiche, bensì per avidità, diventando i riciclatori di Hitler. I tedeschi avevano bisogno di denaro convertibile, per acquistare le materie prime strategiche. Ci pensarono i nostri banchieri. La sete di profitti li rese ciechi: si arricchirono a dismisura, scaricando le responsabilità su tutto il paese. Con la scusa che Hitler non l’ avrebbe invaso. Quando si parla di gnomi a proposito dei banchieri di Zurigo, c’ è tutto il disprezzo del mondo contro la patria in cui operano questi gnomi. Ciò è ingiusto. Gli svizzeri, lo ripeto io che sono considerato l’ antisvizzero per eccellenza, non avevano saputo nulla della complicità delle banche con Hitler”. Proprio nessuno l’ aveva sospettato? “Il popolo svizzero è stato ingannato due volte: la prima, perché gli fu detto che Hitler non avrebbe invaso la Svizzera, altrimenti avrebbe trovato pane per i suoi denti, un esercito potente, coraggioso, pronto a battersi sino all’ ultimo uomo. In realtà il nostro governo sapeva benissimo che Hitler non si sarebbe mai sognato di attaccare la sua cassaforte. La seconda volta fu dopo la guerra, quando agli Alleati vincitori Berna giurò e spergiurò che non aveva mai ricevuto nessun lingotto rubato e che non custodiva i conti delle vittime dell’ Olocausto. Soprattutto, che non aveva mai sostanzialmente aiutato Hitler”. Falso? “Eccome, guardi questo documento. Sono solo sei pagine, ma sono le più importanti. Intanto, la data: Berlino 3 giugno 1943, quando le sorti della guerra mutarono al peggio. Poi, la firma: Karl Klodius, capo di gabinetto di von Ribbentrop, ministro degli Esteri di Hitler. Ecco, qui alla quarta pagina, legga cosa scriveva Klodius al suo ministro: ho domandato a Walter Funk, ministro dell’ Economia, a che punto sono le nostre relazioni con la Svizzera. Funk mi ha risposto: la Svizzera trasforma il nostro oro in divise libere. Senza la Svizzera non potremmo resistere più di due mesi. Nell’ ultima pagina, Klodius è ancora più esplicito: l’ armata in Italia, un milione di nostri soldati, non potrà sopravvivere senza le 270 mila tonnellate di rifornimenti che ogni mese transitano attraverso il Gottardo e il Sempione.

Jean Ziegler è relatore speciale all’ONU per il diritto all’alimentazione. Insegna sociologia all’Università di Ginevra e alla Sorbona, ed è stato più volte eletto al parlamento svizzero. È autore di numerosi saggi di successo nei quali ha criticato la politica e il sistema finanziario del suo paese, tra cui La Svizzera lava più bianco (1990), La felicità di essere svizzeri (1994), I banchieri di Hitler (1997), La Svizzera, l’oro e i morti (1998). Per Marco Tropea Editore sono stati pubblicati I signori del crimine (2000), L’oro del Maniema (2001), La privatizzazione del mondo (2003), Dalla parte dei deboli (2004) e, nelle edizioni tascabili Net, La fame nel mondo spiegata a mio figlio.

Fonti

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/05/10/le-colpe-di-noi-svizzeri-complici-di.html

http://www.macrolibrarsi.it/autori/_jean_ziegler.php?pn=2738

http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Ziegler

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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