La storia degli OGM dal 1968 al 1999

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Con il termine Organismo Geneticamente Modificato si intendono gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica.

Tecniche principali

Ai fini della definizione di OGM data dalla Direttiva 2001/18/CE, sono considerate tecniche che hanno come risultato un organismo geneticamente modificato:

1) tecniche di ricombinazione del materiale genetico che comportano la formazione di nuove combinazioni mediante l’utilizzo di un vettore di molecole di DNA, RNA o loro derivati, nonché il loro inserimento in un organismo ospite nel quale non compaiono per natura, ma nel quale possono replicarsi in maniera continua;

2) tecniche che comportano l’introduzione diretta in un organismo di materiale ereditabile preparato al suo esterno, tra cui la macroiniezione e il microincapsulamento;

3) fusione cellulare (inclusa la fusione di protoplasti) o tecniche di ibridazione per la costruzione di cellule vive, che presentano nuove combinazioni di materiale genetico ereditabile, mediante la fusione di due o più cellule, utilizzando metodi non naturali.

Storia

1968 – Un microbiologo svizzero, Wener Arber, scopre gli enzimi di restrizione, sostanze di origine batterica che possono individuare e tagliare frammenti di DNA, per questo motivo chiamate “forbici molecolari”. Questa scoperta ha aperto la possibilità di “tagliare e cucire” il DNA mescolando i patrimoni genetici di esseri viventi di specie diverse. È nata così una tecnologia che manipola e trasferisce i geni orizzontalmente tra specie che normalmente non si incrociano. Essa abbatte le barriere delle specie e annulla i meccanismi di difesa che rendono inattivi i geni stranieri. Le ricerche nel settore dell’ingegneria genetica continuano a svilupparsi nel corso degli anni ’70.

1973 – Stanley Cohen e Herbert Boyer (S.Francisco, USA), costruiscono la prima molecola di DNA ricombinante, cioè inseriscono il gene di un organismo dentro il patrimonio genetico di un altro. Grazie all’uso combinato delle nuove tecniche di biologia molecolare come l’uso dell’enzima ligasi (1967), degli enzimi di restrizione e della trasformazione batterica (1970-72), riuscirono per primi a clonare un gene di rana all’interno del batterio Escherichia coli, dimostrando che era possibile trasferire materiale genetico da un organismo ad un altro tramite l’utilizzo di vettori plasmidici in grado di autoreplicarsi, abbattendo di fatto le barriere specie-specifiche.

1974 – Undici fra i maggiori esponenti del nuovo campo della biologia molecolare pubblicano una lettera aperta nella quale chiedono ai loro colleghi di autoimporsi una moratoria sulla conduzione di esperimenti ad alto rischio con il Dna ri­combinante, per avere il tempo necessario a preparare una discussione sui problemi di sicurezza creati dall’ingegneria genetica.

1976 – Si sono dovuti attendere infatti solo due anni da Asilomar per avere il primo prodotto ad uso commerciale derivato da un OGM. La Genentech, fondata da Herbert Boyer, è riuscita infatti a produrre attraverso E. coli importanti proteine umane ricombinanti: la somatostatina (1977) e l’insulina (1978), il farmaco biotecnologico più noto, che è stato commercializzato a partire dal 1981.

1980 – La Corte Federaledegli USA concede, per la prima volta nella storia dell’umanità, il diritto di brevetto su di un essere vivente: un batterio. Questo consente alle multinazionali biotecnologiche di ottenere i brevetti su tutto il vivente (escluso il corpo umano, ma non le sue parti) e di trasformare la materia vivente in “bene privato”.
La brevettazione della materia vivente ha come fine e come conseguenza immediata la diffusione degli OGM nel pianeta in quanto lo sfruttamento economico dei brevetti procura alle  multinazionali chimico-famaceutiche-biotecnologiche ingenti guadagni. Le multinazionali investono ingenti capitali nelle biotecnologie perché considerano gli OGM l’oro del futuro.

Fine Anni ’80 – Negli Stati Uniti vengono prodotte sementi e piante geneticamente modificate, principalmente soia, mais, cotone e riso per ottenere due caratteristiche principali: aumentare la loro resistenza agli erbicidi e ai parassiti.

Un gruppo di colture OGM (soia, colza e mais Roundup Ready) viene modificata perché possa resistere a dosi sempre maggiori di pesticida in qualsiasi fase dello sviluppo delle piante. I semi di queste colture vengono venduti insieme all’erbicida prodotto dalla stessa multinazionale che produce i semi (ad esempio il Round Up della Monsanto).

Un altro gruppo di colture OGM (mais e cotone) viene inserito un gene del batterio Bacillus thuringiensis per rendere la pianta resistente all’attacco di alcuni parassiti.
Il Bacillus thuringensis attrae gli investimenti dei colossi del settore agro-chimico che, per diffondere i loro pesticidi chimici, si vedono sempre più costretti a fronteggiare la crescente mole di normative e restrizioni. L’industria biotech presenta le piante transgeniche Bt (Bacillus thuringensis) come l’alternativa ai pesticidi chimici usati nell’agricoltura convenzionale per eliminare i parassiti.

Durante l’amministrazione Reagan (1981/1989), l’economia degli Stati Uniti ha seri problemi e c’é un grosso squilibrio negli scambi commerciali. Molti esperti sono alla ricerca di aree attraverso il cui sviluppo si possa rilanciare l’economia degli USA e, in particolare, l’esportazione. La giovane tecnologia della bioingegneria è uno dei settori più promettenti. Viene quindi emessa una direttiva per tutte le Agenzie federali, come  l’FDA (Agenzia statale statunitense per il controllo di alimenti e farmaci), l’Agenzia per la Protezione dell’ambiente ed il Dipartimento di Agricoltura di promuovere al massimo l’industria biotecnologica e di facilitare l’introduzione di questi prodotti sia negli USA che nei paesi esteri. Questo tipo di politica è stata spinta moltissimo anche sotto la presidenza di Bushe poi dai presidenti che lo hanno seguito fino ad oggi.

1989 – Muoiono negli Stati Uniti 37 persone e, secondo alcune stime, altre 10.000 subiscono invalidità di vario genere dalle più lievi alla paralisi permanente, dopo aver assunto un integratore alimentare, il triptofano, prodotto dalla ditta giapponese Showa Denko che ha usato un ceppo di batteri modificati geneticamente per produrre maggiori quantità di triptofano.

1994 – Vengono commercializzati negli Stati Uniti i primi prodotti agroalimentari modificati geneticamente. Il pomodoro Flavr Savr prodotto dalla multinazionale Calgene è il primo ortaggio modificato geneticamente immesso sul mercato. La modifica del DNA ha lo scopo di bloccare il processo di maturazione e decomposizione del pomodoro per prolungare la durata del prodotto dopo la raccolta.

L’FDA dichiara ufficialmente che nei test effettuati non sono state trovate differenze fra i topi nutriti con pomodori OGM e i topi nutriti con pomodori non OGM, tenendo nascosta un’informazione molto importante: in alcune femmine dei topi usati nei test di laboratorio effettuati dalla Calgene, le analisi istologiche dello stomaco hanno evidenziato la presenza di necrosi nello stomaco.
Questa informazione è stata resa pubblica solo nel 1998 quando negli Stati Uniti, l’Alliance for Bio-Integrity con una coalizione di scienziati, leaders religiosi e consumatori, hanno fatto causa alla Food and Drug Administration per ottenere test obbligatori di sicurezza e l’etichettatura dei cibi geneticamente modificati. La Corte  Federale ha obbligato l’FDA a consegnare all’avvocato dei querelanti le 44.000 pagine del suo archivio interno contenenti informazioni che erano state tenute segrete fino a quel momento.
L’FDA ha ammesso di aver operato sotto una direttiva “per favorire” l’industria biotech americana sulla base del presupposto che i cibi OGM sono essenzialmente uguali agli altri. La linea politica dell’FDA ha incontrato una forte resistenza da parte dei suoi stessi scienziati che, negli anni ‘90-’92, hanno portato avanti quella che si può definire la più accurata analisi fino ad ora attuata sui cibi OGM. Sulla base dei risultati di questa analisi essi hanno ripetutamente segnalato che la bioingegneria, alterando l’attività cellulare, può condurre alla produzione di tossine inaspettate, allergeni e sostanze cancerogene.

1996 – L’industria biotecnologica riesce a convincere alcuni dei governi più potenti del mondo che la biotecnologia in agricoltura può portare benefici quali aumento della produzione, maggiori guadagni e un minor impiego di prodotti chimici. Inizia così la coltivazione dei semi OGM di soia, mais, colza e cotone negli USA, in Canada, Argentina, Messico, Australia e Cina, per un totale di 2,6 milioni di ettari. Le coltivazioni transgeniche si diffondono rapidamente. Nel 1998 nel mondo vengono coltivati 29,6 milioni di ettari di piante transgeniche che diventano 52,6 milioni nel 2001. Soia, mais e colza OGM vengono utilizzati per il consumo umano e animale. Gli oli derivati da ogm, l’amido di mais e la lecitina di soia vengono utilizzati in moltissimi  alimenti lavorati.

1997 – Le campagne pubblicitarie delle multinazionali biotecnologiche sostengono che le biotecnologie sono necessarie per poter sfamare tutta la popolazione mondiale che è in continuo aumento.La Monsanto invia ai rappresentanti dei paesi in via di sviluppo un manifesto intitolato “Lasciate che il raccolto abbia inizio”. In risposta al manifesto della Monsanto, tutti i delegati africani (eccetto il Sud-Africa) alla conferenza FAO sulle risorse genetiche (giugno1998) affermano: “Fermamente ci opponiamo all’uso dell’immagine di fame e di povertà dei nostri paesi per spingere una tecnologia che è insicura, dannosa all’ambiente e che non reca alcun beneficio economico ai nostri paesi… Noi non crediamo che imprese biotecnologiche come la Monsanto possano sostenere gli agricoltori a produrre il cibo di cui necessiteremo nel XXI secolo. Al contrario, ciò incrementerà la distruzione del patrimonio culturale locale e dei sistemi per un’agricoltura sostenibile che i nostri contadini hanno sviluppato nei millenni e che hanno permesso la nostra sussistenza nel tempo”.

1998 – Il Prof. Arpad Pusztai, microbiologo, ricercatore del “Rowett Research Institute” (Scozia) dichiara in un intervista rilasciata alla Granada Television (che la manda in onda nel programma World in Action) che i test effettuati su topi da laboratorio nutriti con patate transgeniche, da lui effettuati, hanno evidenziato un abbassamento delle difese immunitarie, alterazioni  nello sviluppo degli organi vitali e la parziale atrofia del fegato, sviluppata in appena dieci giorni della nuova dieta. Il Prof. Pusztai afferma nell’intervista di essere preoccupato per la mancanza di test sulla sicurezza degli alimenti OGM e alla domanda dell’intervistatore: “Lei mangerebbe le sue patate geneticamente modificate?”, risponde negativamente, osservando che è “molto, molto ingiusto usare i nostri concittadini come cavie“. La trasmissione dell’intervista al prof. Pusztai dura solo due minuti e mezzo perché viene prontamente oscurata. Due giorni dopo questa intervista il Rowett Institute rilascia un comunicato stampa in cui dichiara di aver esonerato il Prof. Arpad Pusztai dalle sue mansioni, costringendolo ad andare immediatamente in pensione.

– In India, nello stato del Karnataka, centinaia di contadini appartenenti al KRRS (associazione dei contadini dello stato del Karnataka) occupano, sradicano e bruciano piantagioni di cotone OGM. La Monsanto aveva regalato le sementi del cotone OGM ai contadini che le hanno coltivate senza sapere cosa fossero. Questa azione di disobbedienza civile non violenta è organizzata dal fondatore del KRRS, Prof.M.D. Nanjundaswamy, che l’ha chiamata “Operazione Cremate Monsanto”.

– Le multinazionali chimico-famaceutiche-biotecnologiche, esercitando le più forti pressioni mai registrate nella storia del Parlamento Europeo, riescono a far approvare anche in Europa la legge che riconosce la brevettabilità degli organismi geneticamente modificati (direttiva europea 98/44), ma solo sei paesi la approvano a livello di legislazione nazionale: Danimarca, Finlandia, Irlanda, Regno Unito, Spagna e Grecia. Dall’ottobre 1998 all’aprile 2004 viene attuata in Europa una “moratoria di fatto” – ossia non adottata con atto formale, ma attraverso la sospensione dell’autorizzazione di nuovi prodotti transgenici – in applicazione del principio di precauzione, finché non saranno definite nuove norme per l’autorizzazione e l’etichettatura di alimenti e mangimi OGM.

1999 – La rivista Nature pubblica una ricerca sugli effetti nocivi del polline del mais transgenico sullo sviluppo delle farfalle monarca: dopo quattro giorni di dieta transgenica, il 44% delle larve (di 3-5 giorni) di farfalle Monarca muore. Le sopravvissute perdono l’appetito e si sviluppano poco.

– Allarme transgenico in Europa. Viene distrutta una coltivazione di mais OGM di400 ettari in Svizzera, poco prima della fioritura. Nelle sementi di mais provenienti da Stati Uniti e Canada i semi OGM erano mescolati a sementi non OGM. Negli Stati Uniti è sempre più difficile tenere separati i semi OGM dai semi non OGM; l’incidente accaduto in Svizzera dimostra che gli scambi commerciali stanno trasferendo il rischio di contaminazione anche in Europa.

– Una pubblicazione dei dati relativi all’utilizzo del Glifosato (l’erbicida più usato) dimostra che  il consumo di Roundup, l’erbicida a base di glifosato prodotto dalla Monsanto, è salito del 72 % da quando negli USA si coltiva la soia “Roundup ready” prodotta dalla stessa Monsanto che è stata modificata geneticamente proprio per resistere a questo erbicida. Questi dati dimostrano che mais e soia OGM non portano ad una diminuzione dell’utilizzo di erbicidi, come sostengono le multinazionali biotech, bensì ad un incremento.

– Uno studio svedese sottolinea la cancerogenicità dell’erbicida Roundup.

– Gli agricoltori USA intentano causa alle multinazionali biotech, contro il controllo delle sementi. L’iniziativa è sostenuta da J. Rifkin, autore del libro “IL secolo biotech”.

Bubbio diventa il primo comune antitransgenico in Italia. L’amministrazione comunale dichiara nella delibera di aver preso questa decisione per motivi etici-morali, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all’ecosistema e per l’ulteriore divario che si verrebbe a creare tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.

Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Organismo_geneticamente_modificato

http://www.associazionesum.it

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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