“L’Arpat svolga uno studio sulle scie chimiche” E il Consigliere Chiurli riceve minacce di morte

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Far svolgere ad Arpat, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana, uno studio per appurare la natura delle cosiddette scie chimiche, rilasciate dagli aerei in volo. E’ la richiesta lanciato da un convegno organizzato oggi in Consiglio regionale della Toscana dal consigliere Gabriele Chiurli. L’incontro, ha spiegato Chiurli, ha sollevato polemiche su internet, tanto che il consigliere toscano ha anche ricevuto minacce di morte sul suo profilo Facebook. Chiurli ha presentato una mozione per impegnare la Regione a far svolgere lo studio all’agenzia sulle scie chimiche nei cieli della Toscana. “La scelta di svolgere questo convegno deriva da precise istanze dei cittadini. Il mio lavoro è dar voce alle loro richieste – ha sottolineato – e portarle all’interno delle istituzioni. Chiediamo di investire Arpat del compito di svolgere accertamenti approfonditi sul fenomeno delle scie chimiche”.

Chiurli ha spiegato di non comprendere “il perché di tanta ostilità nei confronti di questa mozione e di questo convegno. Si tratterebbe di investire su questo fronte qualche migliaia di euro”. “I motivi di scandalo sono ben altri – ha detto ancora – basti pensare ai 400 milioni di euro persi con il buco dell’Asl di Massa o le risorse che vengono tagliate alla nostra Regione dal Governo. Vedendo tanto accaloramento mi viene da pensare che allora ci sia del vero in tutta la questione delle scie chimiche”.

Documenti, atti ufficiali, interviste e altro materiale è stato messo a disposizione del pubblico presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana il 19 dicembre, con dibattito sullo “stato dell’arte” degli atti pubblici presentati in merito alle cosiddette scie chimiche nelle Aule di Regioni, Parlamento ed Europarlamento. A fare il punto della situazione lo stesso consigliere Chiurli e il senatore Domenico Scilipoti Isgrò, già autore di due atti parlamentari diretti a “togliere il segreto di Stato sulle scie chimiche”.

“La questione delle scie lasciate dagli aerei – dichiara Chiurli – è all’attenzione dell’opinione pubblica da anni. Basta andare su Google per rendersene conto. Non è mia intenzione prendere posizione a sostegno di una ipotesi o di un’altra, ma è giunta l’ora che le Istituzioni facciano chiarezza su questo argomento: ce lo chiedono i cittadini”.

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Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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4 Commenti su questo post

  1. Idem marciano rosario

  2. mettere il dito nella piaga …fa male. Evidentemente la verità fa male.

  3. felix says:

    Bravo, finalmente uno che si dà da fare, minacciato??? oramai la verità è venuta fuori inutile minacciarlo lo sappiamo in migliaia oramai, sarebbe solo una conferma dei vostri oscuri esperimenti, diamoci da FARE PER FERMARE QUESTE IRRORAZIONI CANCEROGENE, L’AEROSOL ATMOSFERICO A BASSA QUOTA ESISTE, ho tenuto sotto controllo per 2 mesi il cieli ed è tutto vero.
    Quando a fine ottobre non è passato nessun aereo su Massa il cielo è stato bello, il sole caldo e le giornate fredde, poi sono ricominciati i sorvoli, le irrorazioni ed il ciclo di piogge è ricominciato, ci stanno gasando, vanno fermati, diamoci da fare e fermiamo gli aerei che fanno aerosol (“presunte ma non troppo” “vedi basi Nato camp d’arbye ed aviano”).
    rivogliamo il clima naturale, basta essere gasati di sostanze chimiche cancerogene.
    felix

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