L’Atleta Vegano più famoso della storia: Carl Lewis

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10 medaglie olimpiche, di cui 9 d’oro. Inoltre ha vinto 10 medaglie ai Campionati Mondiali di cui 8 ori. Ha fissato  primati mondiali nei 100 metri, nella staffetta 4 x 100 mt e 4 x 200 mt. Il suo record di salto in lungo è ancora imbattuto dal 1984.

Il Track and Field News scrisse di lui, che dopo questi Campionati Modiali: “è difficile confutare che lui non sia il più grande atleta che abbia mai messo piede su una pista o un campo

Ecco cosa scrive Carl Lewis all’introduzione al libro Very Vegetarian di Jannequin Bennett

Può un atleta di livello mondiale per competere ottenere abbastanza proteine da una dieta vegetariana?

E’ un mito che i muscoli, forza e resistenza richiedono il consumo di grandi quantità di alimenti di origine animale. Questo mito ha cominciato a circolare ancora prima che qualcuno parlasse di proteine. Il tuo corpo è il tuo tempio. Se lo nutri correttamente starà bene ed aumenterà la longevità.

Ho scoperto che una persona non ha bisogno di proteine dalla carne per essere un atleta di successo.

In realtà, il mio miglior anno in termini di competizioni è stato il primo anno in cui adottai una dieta vegana.

Inoltre continuando ad avere una dieta vegana, il mio peso è sotto controllo, e mi piace anche il modo di apparire, posso mangiare di più e mi sento benissimo.

Quando da piccolo vivevo nel New Jersey, mi piaceva sempre mangiare verdure grazie anche all’influenza  che ebbe mia madre (ndt – Evelyn Lawler, era un atleta olimpionica, partecipò alle Olimpiadi del 1952 di Helsinki – 80 mt ad ostacoli), la quale credeva nell’importanza di una dieta salutare, sebbene mangiavamo carne regolarmente, e questo per volontà di mio padre.

Quando ero all’Università di Houston (ndt – nel 1979) mangiavo carne e cercavo di tenere il mio peso sotto controllo nel modo sbagliato, cioè saltando i pasti.

Nel maggio del 1990 decisi di cambiare il modo di nutrirmi quando capii che saltare i pasti, per tenere il peso sotto controllo, non mi faceva bene.

Nello spazio di poche settimane incontrai due persone che avrebbero cambiato il mio modo di pensare e mangiare.

Il primo fu Jay Cordich, the Juice Man (l’uomo del succo), il quale sosteneva che bevendo almeno sedici once (ndt – 480 ml) di spremuta di succo fresco ogni giorno accresce l’energia di una persona, rinforza il sistema immunitario e riduce il rischio di ammalarsi.

L’altro fu il dott. John McDougall, un medico che insegnava il legame tra la buona nutrizione e la salute.

Ricordo chiaramente quando nel luglio del 1990 presi la decisione di diventare un vegano.

Ero in Europa per delle competizioni e mangiai delle salsicce spagnole il sabato e poi il lunedì seguente iniziai a mangiare vegano.

La cosa più difficile per me fu cambiare le mie abitudini alimentari, tra cui il saltare i pasti e passare invece a mangiare spesso durante la giornata, che è molto più salutare.

Nella primavera del 1991 – otto mesi dopo aver iniziato a mangiare vegano – mi sentivo fiacco e pensai che forse dovevo aggiungere nella mia dieta delle proteine dalla carne.

Ma il dott. McDougall mi spiegò che la mia fiacchezza era dovuta al mio maggior fabbisogno di calorie causato dalle molte ore degli allenamenti quotidiani, e non perché necessitavo di proteine animali.

Una volta aumentata la quantità di cibo calorico, riguadagnai la mia energia. Bevevo da 24 a 32 once (ndt – da 720 ml a 960 ml) di succo al giorno.

Non assumevo prodotti derivati dal latte e quello fu in assoluto il mio miglior anno come atleta. (ndt – vedi oltre estratto da Wikipedia sull’anno 1991)

Voi avete il controllo assoluto di quello che immettete nel vostro corpo. Nessuno può forzarvi a mangiare ciò che non volete.

Lo so che molti pensano che avere una dieta vegetariana – e in particolare vegana –  richiede sacrificio e privazione.

Jannequin Bennett dimostra nel suo libro che mangiare vegano non significa nutrirsi senza gusto e in modo noioso.

Come lei dice “mangiare vegano è davvero un modo di indulgere nella vita, da vegani si consuma regolarmente il miglior cibo che la natura ha da offrire

Snack come biscotti, patatine, caramelle o bevande gassate sono cibi altamente processati che hanno perso molto del loro valore nutritivo, e ancor peggio, la maggior parte di questi cibi sono addizionati con grassi, sale e sostanze chimiche.

Ad esempio una busta di patatine grigliate da 1,5 once, ha lo stesso numero di calorie di una patata media cotta al forno, ma ha 70 volte la quantità di grasso e 20 volte la quantità di sale.

Il formaggio e gli altri derivati del latte sono pieni di colesterolo e grassi saturi che intasano le arterie. 

Durante i Campionati mondiali di Atletica del 1991, svoltisi a Tokyo,  nella finale per i 100mt,  Lewis gareggiò, tra gli altri, contro Burrell e il giamaicano Raymond Stewart, due atleti che erano stati primi al mondo negli ultimi due anni. In quella che fu ritenuta la gara dei cento metri più significativa di tutti i tempi fino ad allora, in cui vi erano 6 atleti tutti con tempi al di sotto dei 10 secondi, Lewis non solo battè i suoi avversari ma stabilì anche il nuovo primato mondiale a 9,86 secondi.

Lewis commentò “La migliore gara della mia vita, la miglior tecnica, la più veloce … e l’ho fatto a trent’anni”.

La Commissione Olimpica Internazionale  lo nominò Sportsman of the Century (lo sportivo del secolo) e l’American sports magazine  Olympian of the Century (Olimpionico del secolo)

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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25 Commenti su questo post

  1. erano altri tempi in cui l’inquinamento non era come quello di adesso

  2. i vegani adesso corrono gli stessi rischi dei carnivori

  3. Chissà quante proteine chimiche assumerà ogni giorno …i danni avvengono tardi..

  4. Sarà anche vegano ma è anche un grande paraculo.

  5. Daniele Di Lorenzo non si tratta di solo inquinamento che poi riceve cmq doppio chi si nutre di cadaveri perchè a loro volta hanno ingerito foraggio cereali ormoni antibiotic contratto dolore e paura nelle loro cellule.i etc etc etc…ma di NON UCCIDERE…disboscare..inquinare il nostro sangue e arterie etc etc etc… Siamo un unica specie..un unica vibrazione..un unico Cuore! ..guardare negli occhi un animale aiuta a capire…e capirci! <3

  6. Rosario Alesi Andrea D’Alba Enrico Alessi

  7. quanti aminoacidi ramificati nella dieta?

  8. JoeFrog,
    Detto da lui….

  9. quanti integratori?

  10. beh, compensava con ben altro. solo più “intelligentemente” di ben jhonson. tutti velocissimi a beatificare… veloci come lui 🙂

  11. Si dice onnivori e non carnivori. L’istinto carnivoro dell’uomo è pari a zero. Se mai saprofagi, mangiatori di carcasse(confezionate).

  12. efedrina al posto della carne?

  13. Questione doping
    Nel 2003 il dottore Wade Exum, direttore del controllo anti-doping del Comitato Olimpico degli Stati Uniti ha rivelato e poi documentato con 30 000 pagine di documenti i casi di positività degli atleti statunitensi (oltre 100), coperti dal comitato olimpico americano;[13] tra questi oltre a Carl Lewis (positivo per efedrina, pseudoefedrina e fenilpropanolamina nel 1988), Joe DeLoach, Andre Phillips, Mary Joe Fernandez, Alexi Lalas.

    In un’intervista al quotidiano Orange County Register lo stesso Lewis ha ammesso di essere risultato positivo per tre volte, ma che gli stimolanti erano stati assunti involontariamente poiché contenuti in prodotti che aveva acquistato in erboristeria.[14]

  14. Ha praticamente vinto tutto prima di diventare vegano nel 1990. Poi , quotando wikipedia:
    “Alle Olimpiadi del 1992 di Barcellona, un altro duello nel salto in lungo tra Lewis e Powell venne deciso in favore di Lewis (per appena 3 cm, 8,67 m contro 8,64)[7] che vinse il suo terzo titolo olimpico consecutivo nel salto in lungo. Non riuscì invece, clamorosamente, a qualificarsi per i 100 e 200 m, ma fu comunque chiamato a far parte della staffetta 4×100 americana che vinse l’ennesimo oro, nella quale corse, come suo solito, in ultima frazione realizzando il record del mondo.
    Negli anni seguenti, Lewis non ottenne nessun titolo importante (finì terzo ai mondiali di Stoccarda nei 200 m e addirittura quarto nei 100).”

    Quindi forse essere vegani non garantisce poi questi grandi risultati..

  15. Vegano o no la carne da due problemi il primo porta acido nell’organismo mentre un corpo sano deve essere alcalino ,la secondo quando magiamo carne assorbimento le frequenze di dolore dell’animale che è stato ucciso

  16. Paolo Addazi says:

    Ma fatevi un bel barbecue!!!!

  17. Si si proprio Vegano il resto mancia ….svegliaaaa…

  18. Andate a dirlo agli onnivori!! Io ho finito gli argomenti……

  19. Ma comme se fa a diventa’ vegano…..e o Zito spezzati in do’ ragu’

  20. mmh, che buona la carne, e che buono il sangue…

  21. Andrea says:

    Efedrina, pseudoefedrina e fenilpropanolamina, beccato 3 volte per doping, vegano o no, è un dopato!

  22. alessandro says:

    Queste notizie prive di valore scientifico non dovrebbero essere pericolosamente divulgate come unica verità ( i fatti di cronaca su bambini quasi morti perche’ figli di vegani convinti che la carne non serve) parlano chiaramente da sole.
    Che piaccia o no l’uomo mangia tutto, lo ha sempre fatto.
    E’ certo che scegliere tra una verdura, inquinata e trattata con ormoni, e una carne, inquinata e trattata con ormoni, credo sia meglio far prevalere il gusto personale piuttosto che lasciarsi guidare da falsi miti.
    Ad oggi non ho dati certi su quale sia il cibo sicuro.
    A proposito mi piacerebbe un confronto tra il prof. Veronesi ( medico) e il prof. Cammilleri ( scrittore) coetanei , perfettamente in salute, produttivi ma con stili di vita diversi: uno basato sulle privazioni e l’altro sulle non privazioni.
    Chi ha ragione?

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