Le 6 principali cause che rendono il mestiere del genitore così difficile

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I rapporti tra genitori e figli non sono armonici come potrebbero; i due mondi spesso non si capiscono e finiscono per scontrarsi anziché interagire. Alla fine uno domina e l’altro si sottomette: a volte il genitore è il tiranno, altre volte sembra esserlo il bambino, alcune volte il bambino sottomette la sua essenza al volere del genitore, altre volte pare che il genitore diventi schiavo del figlio.
Ad esempio quando il genitore segue un prestampato mentale e il figlio deve fare quello che lui immagina, dice, prevede, decide o pensa che debba essere. Oppure quando il genitore mostra parecchia debolezza (ben diversa dalla morbidezza e dall’accondiscendenza) e il bambino, senza protezioni, ha la sensazione di essere in una giungla e, non percependo nessun supporto, si lascia guidare dagli stimoli ambientali e decide lui per tutto (caramella, tv, merendina, vestiti, questo sì e questo no, urlando e piangendo quando non viene soddisfatto), con mamma e papà che, presi dalla disperazione, lo assecondano pur di alleggerire la situazione. In realtà questo non è che il suo estremo tentativo di chiedere aiuto per il bisogno naturale che sente di attenzioni, confine, protezione, di qualcuno che lo accompagni e lo sostenga.

1° CAUSA: IL  CONCETTO DI INFANZIA È ALTERATO

Vedendo i nostri figli correre mangiare da soli, fare domande disorientanti, giocare, lavarsi, e vestirsi senza bisogno del nostro aiuto, ecc… siamo portati a pensarli come piccoli adulti, autonomi, che devono imparare al più presto come va il mondo. Per questo pretendiamo che imparino le regole solo perché le ricordiamo loro a voce ogni volta che ne abbiamo l’occasione: non deve piangere – perchè ormai è grande; non deve sporcarsi “perché non è più un neonato”.,
Sono piccole cose che contribuiscono di giorno in giorno a reprimere la natura dei nostri figli a piccole dosi, i cui effetti a lungo termine generano malattie fisiche, disagi comportamentali, senso di inadeguatezza, infelicità, risentimenti che – come ben sai – si manifestano poi completamente in età adulta, quando ci lamentiamo perché tutto non va e la vita fa schifo.

2° CAUSA: SUBIAMO L’INFLUENZA DI UNA CULTURA DELL’INFANZIA OBSOLETA

Quando si tratta dei bisogni di noi adulti (auto, vestiti, smartphone…) siamo sempre tutti pronti a seguire le ultime tendenze, in continuo cambiamento, dobbiamo avere sempre oggetti “alla moda”. Quando si tratta dei nostri figli invece cadiamo come pere cotte: ripetiamo abitudini ormai obsolete, ci rifiutiamo di adattarci a questi bambini “nuovi” e li costringiamo  in dogmi che troppo spesso rispondono più alle esigenze di noi adulti, che gratificano il nostro “ego” e mantegono in equilibrio i precari rapporti con i nonni, le maestre, l’esperto.

L’accudimento dei bambini oggi si basa su norme a misura di ADULTO e non di BAMBINO.

3° CAUSA: SI È PERSO IL SENSO DELL’EDUCAZIONE

Oggi questo senso è stato sepolto sotto coltri di polvere e cemento e a fatica riesce a farsi sentire. Per questo nel corso degli anni è prevalso un tipo di allevamento simile a quello del bestiame, dove accade che:

  • si fa così e basta perché lo dicono i protocolli della ASL
  • Si usano sistemi meccanizzati per i capi in batteria perchè si fa prima ed è più pratico
  • Li nutriamo con cibi preconfezionati e spesso non idonei alla loro dieta perché va fornito un giusto apporto calorico e devono rientrare negli standard
  • Li miglioriamo con supplementi, vitamine e ricostituenti, li curiamo con antibiotici.

Senza troppa fantasia troveremo molte affinità con quello che è il modo di crescere i nostri figli.

4° CAUSA: ALL’EDUCAZIONE SI SONO SOSTITUITE L’ISTRUZIONE E L’INFORMAZIONE

Invece di e-ducare, e quindi (come ci dice la radice latina del termine) tirare fuori ciò che di buono c’è in loro, continuiamo a riempirli di regole e nozioni, di informarli su ciò che si fa o non si fa, su quando è nato Napoleone e su com’è la primavera vista sul cartellone appeso al muro della classe. E quella fuori che possiamo toccare, annusare, vivere? E il bambino, quello dentro, che possiamo sentire, ascoltare, conoscere e far sbocciare?

5° CAUSA: IL GENITORE NON È MATURO PERCHÉ A SUA VOLTA È CRESCIUTO IN UN AMBIENTE IMMATURO E INFELICE

Le nostre generazioni sono anch’esse vittime delle stesse modalità educative che stiamo che stiamo oggi perpetrando sui nostri bambini. Anche noi nell’infazia abbiamo subito dei torti, degli errori da parte di chi si occupava di noi e non sapeva, anche se ha fatto tutto il possibile, con tutto l’amore che conosceva. È molto facile incappare nella formazioni di meccanismi e ripetere gli stessi errori dei nostri genitori.
Ecco perché la maggior parte degli adulti non è matura. Semplicemente non siamo a nostra volta cresciuti con degli adulti maturi.

6° CAUSA: I RITMI E LE USANZE ODIERNE ALTERANO I RITMI NATURALI DEL BAMBINO

La vita quotidiana ci costringe a tempi e misure che sono ben lontani dall’ essere “secondo natura”. Un po’ per fattori esterni e un po’ perché non siamo abituati a vivere nella presenza e perdiamo tempo qua e là. Le ore non sono mai abbastanza, non abbiamo tempo per ricaricarci, tempo da dedicare ai nostri figli e abbiamo la sensazione che per “stare al passo” (di chi o cosa non si è capito) si debba sempre correre, snaturarsi, stressarsi. Tutto questo si riversa irrimediabilmente  sui bambini che subiscono le nostre tensione, le nostre corse, le arrabbiature, le insoddisfazioni. Questo clima ci impedisce di dare spazio alla pazienza, all’ ascolto al gioco, alla semplicità e all’elasticità: tutte caratteristiche che con i bambini non possono mancare.

“Fare il bambino vuol dire essere amato incondizionatamente da mamma e papà, avere sempre la precedenza, giocare, poter essere spensierato, non avere alcuna responsabilità di nulla soprattutto da 0 a 7 anni, essere protetto, essere soddisfatto,  essere compreso potendo manifestare liberamente la propria natura. Solo così potremo sperare in un futuro  di uomini adulti comprensivi, responsabili e desiderosi di realizzare tutti i propri desideri, di calvalcare la vita, consapevoli e maturi.”
Roberta Cavallo

Tratto da Smettila di reprimere tuo figlio
di Roberta Cavallo e Antonio Panarese

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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