Il Gombo, il cui nome scientifico è Abelmoschus Esculentus ed è conosciuto in alcune parti del mondo come Okra, è un ortaggio tropicale dai fiori meravigliosi: si sviluppa con un fusto rigido simile a quello del girasole e con una peluria lievemente urticante. E’ una pianta da un intenso aroma, simile a quello dei chiodi di garofano, e dall’aspetto simile alle piante di cotone, con foglie più larghe e ruvide e gambo più spesso.

UN PO’ DI STORIA

Il Gombo, il cui nome scientifico è Abelmoschus Esculentus  e in alcune parti del mondo è conosciuto con il nome di Okra, ha ulteriori svariati nomi a seconda della provenienza geografica: ad esempio  si chiama Gombeau, Bāmiyā in Egitto ed in Etiopia e Quiabo in Brasile.

Nella storia è stato conosciuto da donne molto potenti, come la regina Cleopatra e Yang Guifei in Cina: è una pianta dell’Africa tropicale affine all’Ibiscus e appartiene alla famiglia delle Malvacee. Quando è maturo il baccello si apre longitudinalmente in più parti dando alla luce una gran quantità di semi a forma di cuore.

Questa pianta sembra essere stata scoperta nell’area geografica oggi comprendente l’Etiopia, da cui fu portata, secondo alcune credenze, in Arabia attraverso il Mar Rosso o il suo piccolo stretto all’estremità meridionale. Venne così distribuito nel Nord Africa e nel Mediterraneo raggiungendo poi l’India dopo l’inizio dell’era cristiana. Raggiunse il nuovo mondo e il Brasile partendo probabilmente dall’Africa.

Una delle inziali testimonianze tuttavia ci perviene da un moro ispanico che si recò  in Egitto nel 1216: egli descrisse il Gombo dichiarando che i baccelli dovevano essere consumati quando ancora giovani e teneri.

COMPOSIZIONE CHIMICA E VALORI NUTRIZIONALI

Questo vegetale contiene preziosi nutrienti, è ricchissimo soprattutto in fibre, infatti circa la metà del suo contenuto nutrizionale è composto da fibra solubile sottoforma di pectina e gomma.

Nello specifico contiene il 90 % di acqua, l’1,2 % di zuccheri, il 2 % di proteine, lo 0,7 % di ceneri, lo 0,1 % di grassi, lo 0,3 % di amido ed il 3,2 % di fibra alimentare.

I minerali presenti in questa pianta sono: sodio, calcio, selenio, ferro, magnesioramezinco, manganese ed il potassio.

Il Gombo è anche un’utile fonte di prezione vitamine: contiene folati, vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C e Vitamina E. Infine, contiene beta-carotene, criptoxantina, luteina e zeaxantina.

100 grammi di parte edibile hanno una resa di 33 kcal e nel dettaglio la sua tabella nutrizionale è la seguente:

  • 1,5 gr. Proteine
  • 5,8 gr. Carboidrati
  • 37 microgrammi Acido Folico
  • 13 milligrammi Vitamina C (22% RDA)
  • 46 milligrammi Magnesio (11,5% RDA)
  • 460 IU Vitamina A (9,2% RDA)
  • 2 grammi Fibra dietetica (8% RDA)
  • 257 milligrammi Potassio (7,3% RDA)
  • 50 milligrammi Calcio (5% RDA)
  • 0,4 milligrammi Ferro (2,3% RDA )

RDA: dose giornaliera raccomandata

BENEFICI E INTERAZIONE CON L’ALIMENTAZIONE

L’ Okra è un concentrato di preziosi nutrienti dalle numerose proprietà salutari. Conosciuto come cibo antiossidante, aiuta nel miglioramento di alcune patologie cardiovascolari e coronariche, nel diabete di tipo 2, in alcune disfunzioni dell’apparato digerente e addirittura in alcuni tipi di cancro.

Ecco alcuni dei più importanti benefici:

  • migliora la capacità visiva in quanto contiene vitamina A, flavonoidi antiossidanti come il beta-carotene, la luteina e la zeaxantina. Questi composti hanno effetti benefici sulla salute degli occhi e quindi sulla vista;
  •  migliora la pelle rendendola sana e luminosa, grazie alle proprietà antiossidanti dei flavonoidi e  di altri composti in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi;
  • offre un grande supporto nella diminuzione del colesterolo nel sangue grazie all’alto contenuto nei baccelli di fibra solubile. Le fibre solubili, contenuta sottoforma di pectina e gomma, insieme alle sostanze antiossidanti riducono il rischio di malattie cardiovascolari. L’okra lega il colesterolo e le tossine in eccesso negli acidi biliari, rendendone più facile l’eliminazione e prevenendo quindi molte patologie;
  • aiuta a riequilibrare gli zuccheri nel sangue regolando il loro grado di assorbimento da parte del tratto intestinale. I suoi semi normalizzano il glucosio nel sangue e possiedono profili lipidici in grado di trattare naturalmente il diabete. Uno studio del 2011 in India ottenne ottimi risultati: i soggetti nutriti con semi e pelle di gombo manifestarono una diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue; i soggetti alimentati invece con estratto di gombo per 10 giorni mostrarono una graduale ma comunque sostanziale diminuzione degli stessi livelli (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3178946/);
  • è un ottima fonte di calcio, necessario per il mantenimento di un sistema osseo sano. Il calcio regola inoltre il ritmo cardiaco e la pressione del sangue; aiuta la funzione muscolare e dell’apparato nervoso. Molto utile per le persone con intolleranza al lattosio o per i vegani come apporto di calcio;
  • secondo alcuni studi ha proprietà benefiche nei confronti dell’apparato renale e digerente. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7150703/
  • utile in gravidanza per l’alto contenuto in acido folico;
  • infine, aiuta in alcune malattie su base infiammatoria, soprattutto a carico delle vie respiratorie.

QUALCHE CONTROINDICAZIONE

Stoviglie in rame, ferro e ottone non possono essere utilizzate nella preparazione di cibi a base di gombo, poiché i metalli verrebbero assorbiti dai baccelli rendendoli velenosi. La cottura deve avvenire quindi in stoviglie di porcellana, agata o terracotta.

Esistono poi una serie di controindicazioni, come di seguito riportato:

  • è sconsigliato in caso di assunzione di farmaci per la cura del diabete (uno studio dimostra infatti come il gombo sia in grado di bloccare l’assorbimento della metformina, un farmaco utilizzato per gestire i livelli di zucchero nel sangue);
  • non è consigliato in caso di diarrea a causa delle mucillagini presenti al suo interno, in quanto potrebbero generare maggior scivolamento delle feci;
  • è sconsigliato nel caso in cui si stiano assumendo farmaci anticoagulanti, in quanto la vitamina K che si trova all’interno dell’ortaggio, potrebbe bloccarne l’effetto;
  • è, ovviamente, da evitare in caso di allergia provata o presunta.

CURIOSITA’: DOVE SI TROVA E IDEE IN CUCINA

L’ Okra si coltiva normalmente nelle regioni tropicali ma, ultimamente, a causa dell’alto numero di immigrati, presenti nel nostro paese, comincia ad essere coltivato anche in Italia.

La regione italiana dove la coltivazione è più sviluppata è la Sicilia, grazie alle sue condizioni climatiche; esso ha infatti bisogno di almeno 20°C per crescere bene e necessita di un terreno ricco di nutrienti e ben drenato. Il periodo ideale per la semina è la primavera, quando non si corrono più rischi di gelate; la raccolta dei frutti avviene dai 45 ai 60 giorno dopo la semina.

Quasi ogni parte della pianta possiede ottime proprietà e valore: foglie fresche, fiori, boccioli, semi e baccelli .

Come verdura può essere utilizzata nelle insalate, nelle zuppe e per gli stufati, fresco o essiccato, fritto o bollito. Dopo la cottura assume consistenza vischiosa e spesso l’estratto ottenuto dai frutti viene utilizzato come addensante per incrementare la consistenza dei piatti. Ad esempio è spesso utilizzato come addensante nelle zuppe, piatto tipico in abbinamento con il pesce nei paesi caraibici.

I suoi baccelli si conservano in salamoia in modo simile alle altre verdure, invece le foglie tenere della pianta si consumano allo stesso modo del tarassaco, cotte o crude in insalata. Preparare un decotto è un ottimo rimedio per trattare il mal di testa, la febbre e l’artrite.

Si può acquistare il Gombo nei negozi ben forniti di frutta e verdura e nei negozi etnici. I semi sono invece facilmente acquistabili on line e, una volta ordinati e ricevuti, devono essere conservati in un luogo secco per poi essere piantati anche in vaso sul balcone.

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