L'infanzia ha un enorme effetto sullo sviluppo del cervello

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Il sistema nervoso centrale è molto plastico e malleabile soprattutto nei primi 2 anni di vita ed è regolato dall’ambiente, sia esterno che interno, che invia tutte le informazioni al cervello. Subito dopo aver vissuto un evento traumatico con delle PET si è osservato che milioni di neuroni muoiono in varie aree cerebrali preposte al pensiero complesso e finalizzato (corteccia prefrontale), all’integrazione della memoria (ippocampo),alla regolazione emotiva (secrezione di serotonina), alla comunicazione tra gli emisferi cerebrali (corpo calloso) con effetti vistosi a livello comportamentale.

Nell’infanzia non si hanno barriere, si è molto sensibili e ricettivi, per questo l’evento traumatico può causare tutti questi danni. Il genitore può non rendersi conto della portata di un evento, ma non deve trascurare di osservare il bambino: la sua percezione del mondo è differente ed amplificata perché senza filtri. Quando abbiamo di fronte una persona che tende ad avere comportamenti negativi, come depressione, frustrazione, aggressività, lamentela, ecc probabilmente è dovuto ad un’infanzia che ha trasformato il sistema endocrino e neuronale in questo modo, come dimostra la PNEI (psico-neuro-immuno-endocrinologia).

GENITORI OPPRESSIVI CREANO ADULTI INFELICI

L’iperprotettività dei genitori verso i figli, soprattutto durante il periodo dell’infanzia e della crescita, può causare loro dei danni psicologici permanenti da adulti. Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Positive Psychology, ha seguito più di 5000 persone fin dalla loro nascita, nel 1946: dall’analisi è emerso che i partecipanti cresciuti senza genitori troppo opprimenti erano proprio quelli che risultavano avere il punteggio più alto in sondaggi riguardanti la felicità e il loro benessere generale.  I ricercatori della University College London affermano: “Un controllo costante, psicologico, sui bambini può limitare la loro indipendenza e può, infine, farli sentire meno capaci di regolare il proprio comportamento in base alle situazioni“. Invadere la loro privacy o prendere decisioni al posto loro può aumentare il bisogno da parte del piccolo di una o di entrambe le figure genitoriali.

I TRAUMI NELL’INFANZIA SI IMPRIMONO NEL CERVELLO

I traumi subiti durante i primi anni di vita si imprimono per sempre nelle cellule neuronali di un bambino. Lo afferma un gruppo di ricercatori svizzeri del Politecnico Federale di Losanna, in uno studio pubblicato su Translational Psychiatry. Le pressioni dovute alle esperienze negative, di qualsiasi origine siano, sviluppano a livello biologico delle alterazioni che permangono in età adulta. L’equipe di studiosi, capeggiati dalla dottoressa Carmen Sandi, si sono basati sulla certezza di dati scientifici:

  • I soggetti più violenti hanno subito spesso traumi psicologici durante l’infanzia;
  • Questi soggetti hanno alterazioni della corteccia orbito-frontale, ossia di una zona del cervello posta nella parte anteriore dell’encefalo, che corrisponde più o meno alla fronte;
  • Osservazioni compiute sui ratti, infatti, è stato notato che i soggetti sottoposti a traumi nella fase iniziale della vita hanno sviluppato atteggiamenti aggressivi anche nelle età successive, assieme alla tendenza a reagire in modo abnorme agli stimoli negativi. Negli animali analizzati, i comportamenti violenti erano accompagnati nella maggior parte dei casi da alterazioni fisiche del cervello identiche a quelle osservate negli uomini.

C’è quindi la conferma neurologica che le brutte esperienze dell’infanzia si trasformano in una alterazione biologica rilevabile nel cervello dell’adulto.

IL LATO POSITIVO

I figli con legami molto stretti con madri e padri sono più predisposti a creare una relazione forte con il partner. Inoltre chi afferma di aver avuto genitori affettuosi, teneri e comprensivi delle sue necessità tende a passare l’età adulta in modo più soddisfacente.

NON ESISTONO GENITORI PERFETTI

Ci sarà sempre qualcosa che il bambino vuole fare che il genitore ritiene da evitare. L’istinto del genitore è di permettere la sopravvivenza della specie e quindi prendersi cura dell’incolumità del bambino, cosa perfettamente normale e naturale, che si osserva sempre in tutti gli esseri viventi. Tuttavia questo, come molte altre cose (esempio la nutrizione), può diventare disfunzionale quando c’è di mezzo un carico mentale ed emotivo che non permette di vedere le cose per come sono, di essere nel momento presente e di gioire della pienezza di questo momento.

E’ inutile prendersela con i genitori, non per una questione morale, ma perché la lamentela non è altro che la ripetizione di un meccanismo disfunzionale. E possiamo scegliere di seguire alcune terapie che lavorano sui traumi, come le costellazioni familiari, l’EMDR, l’EFT, il Rebirthing, la Psicoterapia, l’Ipnosi, la Mindfullness, le terapie di Osho, ecc.

Ci sono tanti strumenti a disposizione: l’epigenetica dimostra che la codifica dei geni dipende dall’ambiente e quindi possiamo trasformare questo ambiente! A partire da ora.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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3 Commenti su questo post

  1. sabrina says:

    Articolo postato al momento giusto haha ti giuro! Una cosa su scui sto lavorando è proprio sciogliere quei blocchi che ho! Grazie come sempre 😉

  2. Ne sono convinta ma ogni essere umano ha infinite risorse e un buon recupero

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