Lista d’attesa oltre 60 giorni? Puoi andare dal privato pagando solo il ticket

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Strumentazione per la Tac fotografata nella clinica privata San Camillo di Milano

Strumentazione per la Tac fotografata nella clinica privata San Camillo di Milano

Se per l’esame o la visita specialistica ti viene dato un tempo di attesa di mesi all’ASL, puoi ricorrere al privato pagando solo il ticket e beneficiare di una prestazione sanitaria in un tempo più breve. Lo prevede il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Ecco come fare per usufruirne

Il ticket sanitario in Italia è una tassa ovvero una quota di partecipazione diretta dei cittadini alla spesa pubblica come controprestazione per l’assistenza sanitaria fornita dallo Stato. Venne introdotto dal Governo De Mita con il decreto legge 23 marzo 1989 e il suo ammontare è stato più volte modificato nel corso del tempo. I cittadini sono tenuti a corrispondere il ticket sanitario per prestazioni quali visite o esami specialistici e ricoveri ospedalieri.

Spesso le liste d’attesa per una visita o un esame in ospedale o nei centri convenzionati col Servizio Sanitario Nazionale sono lunghissime, ma in alcuni casi è possibile ricorrere al privato pagando solo il ticket. Lo prevede il Piano nazionale delle liste d’attesa elaborato dal Governo, in intesa con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. In questo documento sono state stabilite le priorità e i tempi massimi entro i quali il Sistema sanitario nazionale è tenuto a effettuare gli esami, le visite specialistiche, i ricoveri ospedalieri e gli interventi chirurgici. In questo modo è possibile garantire il diritto fondamentale alla salute del cittadino, previsto dall’articolo 32 della Costituzione.

Il Piano stabilisce quattro priorità temporali, che il medico che prescrive la richiesta per la prestazione deve indicare nell’impegnativa, utilizzando le lettere U, B, D e P.

La lettera “U” dà diritto a una prestazione d’urgenza da erogare entro 72 ore. Condizione necessaria all’ottenimento del servizio è la prenotazione: bisogna richiedere la prestazione entro 48 ore dalla data della prescrizione medica.

La lettera B classifica gli esami da fornire entro 10 giorni.

La lettera D indica prestazioni di carattere differibile, di prima diagnosi: possono essere erogate entro 30 giorni (visite) o entro 60 giorni (esami strumentali). Tra gli esami strumentali che vanno erogati entro 60 giorni al 90% dei cittadini ci sono, poi la mammografia, la risonanza magnetica al cervello e tronco encefalico, alla pelvi, prostata e vescica, la risonanza magnetica muscoloscheletrica, alla colonna vertebrale, l’ecografia al capo e al collo, l’ecocolordoppler cardiaca, l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici, le ecografie all’addome, alla mammella e ostetriche-ginecologiche. Ecco nello specifico quali sono le prestazioni che ne fanno parte:

lista d'attesa

La lettera P indica le prestazioni programmate, da ricevere entro massimo 180 giorni. Sono state individuate 58 prestazioni, tra quelle offerte dal Sistema sanitario nazionale, il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta. Con particolare riferimento agli esami strumentali, da erogare entro 60 giorni, tra di essi rientrano anche le Tac, in particolare quelle, con e senza contrasto, al torace, all’addome (superiore, inferiore o completo), al capo, al rachide e allo speco vertebrale, al bacino.

Già prima della stipula del primo Piano nazionale, l’articolo 3 del decreto legislativo numero 124/1998 sanciva l’obbligo per i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e ospedaliere di determinare i tempi massimi che potevano intercorrere tra la data in cui una prestazione veniva richiesta e quella in cui la stessa veniva erogata e la possibilità per l’assistito, qualora l’attesa si fosse prolungata oltre i predetti termini, di chiedere che la prestazione venisse resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria o, in subordine, ricorrendo a prestazioni interamente private.

Per le prestazioni di ricovero sono previste le seguenti liste di attesa massime

Lettera A – Ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti o, comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi.

Lettera B – Ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni, o grave disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi 3 rapidamente al punto da diventare emergenti né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

Lettera C – Ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità, e non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

Lettera D – Ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro 12 mesi.

Come usufruire di questo diritto in caso di esami con attesa che superano i tempi indicati?

L’accesso a questo tipo di prestazione privata, però, non è automatica e per poterne usufruire è necessario presentare al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale una richiesta in carta semplice, nella quale andranno indicati i dati personali del paziente e i termini massimi prescritti dal Piano nazionale non rispettati, documentando adeguatamente la situazione, ovvero provando l’effettiva presentazione della richiesta di prestazione sanitaria. Avuta la risposta, non resterà quindi che recarsi presso la struttura privata per eseguire l’esame.

Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione vietata senza il consenso scritto dell'autore.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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15 Commenti su questo post

  1. francesco says:

    Lo Stato non si smentisce mai.
    Prima il ticket per colpire le fasce più povere della popolazione (50 euro sono una pecentuale alta per chi guadana poco o niente, una percentuale piccola per chi gudagna molto), grazie all’orrendo De Mita e accoliti, poi la burocrazia, assolutamente inutile, per usufruire di una prestazione già assegnata dal medico di base.
    E come ciliegina sulla torta, anche l’incognita: “il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta”.
    E’ una vergogna presentarsi come italiano in altri Paesi; ti guardano come un poveretto, e purtroppo hanno ragione.

  2. SANDRA says:

    La normativa nazionale corrisponde. La stessa doveva essere recepita con proprie norme dalle Regioni a Statuto Speciale e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. Pertanto e’ consigliabile informarsi anche presso le Direzioni Regionali della Sanita’ e presso le Aziende Sanitarie.

  3. Linda Motta Linda Motta says:

    Questa legge c’è sempre stata! … La lessi tanti anni fa.. Leggendo il sito dell’ ASP … Ma nessuno ne sapeva niente e ne ha mai parlato. Come mai ne parlano solo adesso ???

  4. Finalmente, era ora!!

  5. Provate ad andare in ospedale e ricordategli sta legge….poi…. ascoltate ciò che dicono…..

    • Che non c’è posto….e ti indirizzano allo studio

    • Lorena Serrano says:

      ti indirizzano allo studio. lavoro nel servizio informatico dell’ospedale al cup non sanno nemmeno fare le prenotazioni
      il sistema sanitario l’informazione non esistono solo caos e inserimenti personalizzati a mo di amici e parenti

  6. Francesco says:

    Buingiotno, vale anche per gli interventi? Mio padre attende da più di un anno un intervento alla prostata

  7. Patrizia Laconi says:

    Non è vero!! Io mi sono appena informata e mi è stato risposto che a fronte di una spesa di 270 euro ( sul privato), mi saranno rimborsati appena 25!!

  8. Daniela says:

    Richiesta in carta semplice…risposta…prendi appuntamento privato…vai pagando solo il ticket con la risposta in mano………..mmmmmmmm…secondo me non può filar tutto liscio come descritto!!! Non mi illudo!

  9. Assunta says:

    Salve ho letto ora l’articolo come scavalcare le liste chilometriche di attesa che ci sono alle ASL. Per una visita bisogna aspettare anche più di un anno non ci sono parole. Sarà vero che pagando solo il ticket nel privato si riesce ha fare una visita? Sono interessata volevo sapere quale sono le strutture su Roma. Sono in attesa di un vostro riscontro

  10. beppe says:

    la solita truffa dello stato delinquente:
    – io devo indicare i parametri della legge ? perchè l’ASL non li conosce ?
    – “avuta la risposta” . Bene; entro quanti giorni giorni il direttore generale deve rispondere ? non c’è un termine ? oppure può essere anche entro 2 anni ?
    Ma non è più semplice chiamare i carabinieri per “interruzzione di pubblico servizio” ?

    • dioni says:

      Ciao Beppe,
      Concordo pienamente con te.

    • emanuela says:

      a me hanno risposto che asl piemonte non ha aderito ma solo la regione Lombardia……………………….si commenta da solo

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