Melanoma

Il melanoma compare forse tra i tumori più temuti sebbene generi ad oggi ancora non poca confusione. Si ritiene infatti che l’unico e il solo responsabile del melanoma sia il sole, a causa delle irradiazioni UV e della scarsa protezione della pelle, mentre i dati scientifici a disposizione dimostrano che la comparsa delmelanoma maligno è generalmente più frequente nei soggetti che non sono soliti esporsi spesso al sole, rispetto a coloro che per motivi di lavoro, sono costantemente a stretto contatto con le radiazioni ultraviolette da esso prodotte, come ad esempio gli agricoltori.

Cosa sono i nei

Facciamo innanzitutto chiarezza circa cosa sono i nei e cos’è il melanoma. I nei sono accumuli di melanociti sulla pelle e nella maggior parte dei casi si rivelano benigni. I melanociti sono specifiche cellule deputate a conferire alla cute, quantomeno in parte, la caratteristica colorazione rosata e i nei ne costituiscono un punto di concentrazione. I melanociti operano altresì alla difesa della pelle dai raggi UV mediante la produzione del pigmento cutaneo (la melanina).

Bisogna imparare a conoscere i propri nei e a monitorarli nel tempo poiché spesso possono inviare chiari segnali che manifestano la necessità di un controllo dello specialista. Attraverso la dermatoscopia in epiluminescenza il professionista potrà stabilire con precisione se si tratta di nei pericolosi e se è il caso di asportarli qualora presentino lesioni precancerose o tumorali. Può infatti capitare che questi melanociti si riproducano in maniera incontrollata finendo sviluppare cellule cancerose.

Cos’è il melanoma

Il melanoma rappresenta la forma più pericolosa di tumore cutaneo: essa trae origine dai melanociti, le cellule che producono la melanina, in naturale pigmento cutaneo. Generalmente il melanoma tende a insorgere partendo da un neo maligno o preesistente. In alternativa può generarsi in una qualunque area dell’epidermide e in rari casi, formarsi nelle iridi degli occhi o addirittura negli organi interni, quali l’intestino. Tuttavia non vi sono ancora certezze concrete circa le cause che possono promuovere la formazione del melanoma, sebbene tra i principali fattori di rischio, giochi un ruolo fondamentale l’eccessiva esposizione ai raggi UV o lampade abbronzanti. Diviene dunque determinante la prevenzione volta a questa forma cancerosa estremamente diffusa anche in giovane età attraverso l’applicazione di specifiche protezioni e filtri solari per la pelle uniti alla limitazione delle ore di esposizione ai raggi solari, specie quando le radiazioni ultraviolette sono più intense come in primavera e in estate. I raggi UV producono infatti vere e proprie alterazioni a livello di DNA cellulare che a lungo termine possono comportare una anomala proliferazione di cellule cancerose.

Ulteriori fattori di rischio tenere sempre in considerazione sono rappresentati da:

  • Presentare una carnagione molto chiara (fototipo 1 o 2);
  • Possedere nella propria anamnesi, scottature e ustioni solari ripetute, soprattutto durante infanzia;
  • Vivere in aree poste in prossimità all’Equatore, dove i raggi UV colpiscono con particolare intensità;
  • Presentare un numero ingente di nei (tra i 50 e i 100);
  • Avere familiarità con il melanoma;
  • Avere un sistema immunitario debilitato;
  • Essere donna;
  • Avere più di 40 anni.

Quattro sono le principali tipologie di melanoma, ciascuna delle quali presenta un differente grado di gravità.

  • Melanoma a diffusione superficiale – Tra le forme più comuni meno invasive, poiché tende a diffondersi superficialmente senza infiltrarsi in profondità né generare metastasi;
  • Melanoma nodulare – Tra le tipologie più aggressive e pericolose di melanoma, tende a produrre metastasi a distanza. Insorge generalmente sulla schiena, sul torace, sulla testa sul cuoio capelluto e sul collo;
  • Melanoma acrale – Raro e pericoloso, tende a formarsi in zone particolari, quali ad esempio sotto le unghie o nei palmi delle mani e piedi. Presenta un aspetto del tutto simile ad un ematoma;
  • Lentigo maligna – È il cosiddetto melanoma della “vecchiaia”, che trae origine da una macchia senileprogredendo lentamente pur non risultando invasivo né aggressivo.

Sebbene non tutte le forme di melanoma risultino ugualmente aggressive, si è comunque in presenza di un tumore maligno e in quanto tale è fondamentale riconoscerlo tempestivamente per garantire un trattamento efficace attuabile nelle forme iniziali di melanoma, in questo caso caratterizzato da un intervento chirurgico di lieve entità.

Melanoma della pelle: il più insidioso tra i tumori

I tumori della pelle possono essere di vario genere (basaliomi, epiteliomi, ecc.) ma sicuramente il più aggressivo è il melanoma che quanto più precocemente diagnosticato e trattato chirurgicamente tanto più ha possibilità di essere curato. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 11.500 nuovi casi. Il Dott. Riccardo Bono, Responsabile del Modulo di Lesioni Pigmentate Cutanee e Dermatoscopia in Epiluminescenza all’IDI – Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, spiega nel video seguente che solo il 30% dei melanomi nasce da un precedente neo e quindi analizzare i propri nei è fondamentale ma non sufficiente per prevenire. Il melanoma nasce dai melanociti che sono su tutto il corpo e quindi non esclusivamente i nei. Può svilupparsi infatti su una pelle integra, sana e asintomatica, oppure a partire da un neo congenito esistente fin dalla nascita o comparso durante il corso della vita.

Regola dell’ABCDE per riconoscere i nei maligni e sospetti

Nel 90% dei casi un tumore alla pelle si contrasta grazie a una visita di controllo preventiva, eppure solo il 20% degli italiani si sottopone a uno screening completo della pelle. Una visita di controllo, soprattutto con la moderna dermatoscopia in epiluminescenza permette di individuare eventuali nei maligni e un qualunque tipo di tumore della pelle anche non in riferimento ai nei.

Sebbene la visita dermatologica non possa essere sostituita, esiste la regola dell’ABCDE, un metodo riconosciuto e utilizzato dai dermatologi che ciascuno di noi può usare per una prima autovalutazione dei nei cutanei. Eccola di seguito:

  • A come Asimmetria: il neo sospetto ha forma, colore e contorni irregolari.
  • B come Bordo: il bordo frastagliato, poco evidente o disomogeneo è il sintomo di un problema da indagare.
  • C come Colore: marrone, rosso, rosato. Qualunque sia il colore del neo l’importante è che sia uniforme e che non presenti più sfumature dei diversi colori.
  • D come Dimensione: entro i 6mm, il neo è sicuro.
  • E come Evoluzione: un neo che nel tempo cambia forma, colore, estensione e bordi è un neo sospetto. In questi casi è necessario rivolgersi al più presto a un dermatologo per eseguire uno screening accurato della pelle. Questo è il punto più facile eseguibile dato che basta osservare periodicamente i propri nei, magari anche quando ci facciamo la doccia e vedere se ci sono stati cambiamenti.

Mappatura dei nei

Prevenire un melanoma è piuttosto semplice specie se ci si avvale della cosiddetta mappatura dei propri nei, un vero e proprio programma di controllo consigliato ai soggetti ad alto rischio che, a causa dei fattori precedentemente elencati, hanno maggiori possibilità di sviluppare questa forma tumorale a carico della pelle. La mappatura dei nei può essere effettuata presso uno studio dermatologico, dove in genere il soggetto viene sottoposto ad una prima visita che include:

  • Anamnesi e valutazione del rischio – Una prima fase della visita utile allo specialista per identificare la storia clinica del paziente e della relativa cerchia familiare, così come eventuali sintomatologie ove presenti, abitudini e stile di vita, frequenza e intensità delle esposizioni ai raggi UV nel corso del tempo.
  • Esame obiettivo della pelle – Durante il primo incontro il dermatologo, oltre ad ispezionare la cute osservandone le caratteristiche, realizza una vera e propria mappa dei nei e delle macchie e/o lesioni che appaiono maggiormente a rischio nel mutare in possibili in tumori, il tutto indicandone la posizione precisa e includendo documentazione fotografica a supporto. In questo modo durante le visite successive, risulterà più immediato individuare eventuali cambiamenti e anomalie;
  • Dermoscopia o dermatoscopia (o epiluminescenza) dei nei – Si tratta di una tecnica non invasiva che, mediante l’uso di strumentazione ottica (dermatoscopio) permette di ingrandire qualunque porzione di pelle in modo tale da osservarne ogni minima caratteristica. La dermoscopia appare dunque uno step fondamentale per la diagnosi precoce dei melanomi.

Al termine della visita il dermatologo provvede a stilare un referto con le indicazioni utili al soggetto unitamente ad eventuali esami da effettuare qualora siano presenti lesioni o nei sospetti da indagare o da rimuovere chirurgicamente. Tale referto include anche un calendario delle visite successive, a breve termine se è necessario monitorare un neo a rischio, a lungo termine se invece non vengono rilevate problematiche di alcun genere.

Chi a rischio di contrarre un melanoma

In genere la comparsa del melanoma cutaneo è piuttosto rara nei bambini e tende a colpire soprattutto intorno ai 45-50 anni, anche se l’età media alla diagnosi si è sostanzialmente ridotta negli ultimi decenni. In Italia i dati AIRTUM 2017 (Associazione italiana registri tumori) stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne: l’incidenza della malattia è in costante crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni. Un dato realmente allarmante sebbene il melanoma cutaneo rappresenti solo una piccola percentuale di tutti i tumori che coinvolgono la pelle, attestata intorno al 5%.

Melanoma maligno cause

Non sono note con certezza le cause che portano alla comparsa del melanoma, ma al suo sviluppo concorrono sicuramente fattori genetico-familiari e ambientali quali:

  • Gravi scottature solari subite nell’infanziae nell’adolescenza aumentano fortemente il rischio di melanoma. Solo il 51% è consapevole del legame esistente tra le scottature infantili e la probabilità di sviluppare un tumore cutaneo in età adulta (dati Ipsos).
  • Stress cronico o altri fattori in corso (infiammazioni, chemioterapia, ecc.) che indeboliscono il sistema immunitario che quindi non riesce a riparare il DNA cellulare e i danni causati dalle radiazioni solari
  • Uso improprio delle creme solari e acquisto di creme solari piene di sostanze sintetiche. Uno studio dell’Università della California ha osservato che dopo 2 ore dall’applicazione della crema solare commerciale essa penetra nell’epidermide con triplo effetto negativo: 1) lascia la pelle indifesa dai raggi solari; 2) rilascia le sostanze sintetiche nel flusso sanguigno; 3) stimola la produzione di radicali liberi, molecole molto attive e responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle malattie della pelle perché in grado di reagire con parti delle cellule come le pareti, le membrane lipidiche, il mitocondrio e il Dna. Quindi è importante non esporsi nelle ore centrali o perlomeno usare unacrema solare naturale da applicare ogni ora così da non perdere il filtro. È infine importate scegliere una crema con un fattore di protezione adeguato. Anche indossare magliette e cappelli sono un fattore di protezione.
  • L’eccessiva esposizione alle lampade abbronzantiche se intensa e intermittente può danneggiare il DNA delle cellule cutanee e innescare la trasformazione tumorale.
  • Il rischio aumenta anche nelle persone con lentiggini o con nei, in quelle con occhi, capelli e pelle chiara
  • Il rischio è maggiore in chi ha un parente strettocolpito da questo tumore o che ha avuto una precedente diagnosi di melanoma cutaneo.
  • La presenza di numerosi nei (più di 50) con caratteristiche disomogenei

Melanoma sintomi

Il melanoma può svilupparsi in qualunque area del corpo, con maggiori probabilità nelle zone maggiormente esposte alle radiazioni solari quali viso, arti, schiena. Nei soggetti che presentano una pigmentazione molto scura, tuttavia il melanoma può insorgere soprattutto nelle zone “nascoste” dell’epidermide, quali il letto ungueale, i palmi delle mani e le piante dei piedi. I primi sintomi che palesano la formazione di questo specifico tumore della pelle possono essere identificati in:

  • Cambiamenti significativi in un neo preesistente;
  • Sviluppo improvviso di un nuovo neo o di una zona eccessivamente pigmentata sulla pelle;
  • Comparsa di un’escrescenza nuova e anomala sulla pelle;
  • Persistenza di un’ulcerazione che non guarisce.

È fondamentale dunque comprendere che non sempre il melanoma trae origine da un neo, sebbene questo accada in gran parte dei casi. Tutta la pelle può potenzialmente rappresentare la sede di un tumore cutaneo.

Prevenzione del tumore alla pelle

È sbagliato pensare che sia sufficiente non esporsi al sole nelle ore di punta o applicare una crema solare per non rischiare di contrarre un melanoma. Come abbiamo visto, sono molti i fattori che possono predisporre il nostro organismo a sviluppare un tumore della pelle. Infatti il melanoma può comparire spesso sotto i piedi, nei genitali, sulla mucosa orale e nel letto ungueale.

Il sole fornisce all’organismo la sintesi della vitamina D con un riconosciuto effetto anticancro e di altre sostanze benefiche per l’organismo quindi l’esposizione solare non va demonizzata ma anzi va incoraggiata, però in modo corretto. Come afferma lo stesso Dott. Riccardo Bono non è tanto l’esposizione solare ma la scottatura solare: infatti l’unica vera correlazione esistente è tra scottatura solare e insorgenza di melanoma.

L’alimentazione riveste un doppio ruolo: da un lato permette di avere un sistema immunitario forte e di non indebolire l’organismo come accade per esempio nei casi di intolleranza alimentare o ogniqualvolta si consumano cibi raffinati, dall’altro, esistono dei cibi ricchi di betacarotene e vitamina A, importantissimi nella salute della pelle. Il betacarotene, il precursore della vitamina A, è contenuto in tutta la frutta e verdura giallo-arancioni come le patate americane, carote, zucca, albicocche, melone ecc. Un alto livello di Vitamina A nel sangue riesce a fare da scudo alle malattie dell’epidermide. I cibi più ricchi direttamente di Vitamina A sono il fegato animale (pollo, bovino, suino) e olio di fegato di merluzzo.

Per quanto riguarda il lato psicologico o psicosomatico del melanoma, esso viene classificato come “il tumore della vergogna”, associato ai soggetti che hanno uno o più segreti che vogliono nascondere, ai soggetti che temono il giudizio della società.Il controllo periodico è molto utile dato che un melanoma può anche impiegare 10 anni per svilupparsi e quindi da tutto il tempo di essere individuato attraverso la visita dermatologica. La prevenzione, sotto tutti gli aspetti, è sicuramente la cura migliore.

Chi ha necessità può contattare l’associazione IoMelaVivo che nasce per creare una rete di sostegno alle persone con il melanoma aiutandole a metterle in contatto con medici specializzati e terapie integrate.

Articolo aggiornato il 21 Gennaio 2020

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