Melanoma e tumore della pelle. Sintomi, Cause e come riconoscere i Nei

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nei melanoma

Il melanoma è forse tra i tumori più temuti, è anche vero però che attorno a questo tumore della pelle risulta esserci molta confusione. Si pensa infatti che l’unico e il solo responsabile del melanoma sia il sole con i suoi raggi, mentre i dati che abbiamo a disposizione dimostrano che i casi di melanoma sono molto più frequenti in chi non è solito esporsi spesso al sole, rispetto a coloro che per motivi di lavoro, prendono molto sole, come ad esempio, gli agricoltori. Come si spiega questo?

Cosa sono i nei

Facciamo innanzitutto chiarezza su cosa sono i nei e cos’è il melanoma. I nei sono accumuli di melanociti sulla pelle e nella maggior parte dei casi sono benigni. I melanociti infatti sono presenti su tutta la cute e i nei rappresentano un punto di concentrazione. I melanociti sono cellule normalmente deputate alla difesa della pelle dai raggi UV mediante la produzione del pigmento cutaneo (la melanina).

Bisogna imparare a conoscere i propri nei e a monitorarli nel tempo perché alcuni segni che essi manifestano possono necessitare del controllo dello specialista che con la dermatoscopia in epiluminescenza potrà decidere se è il caso di asportarli nel caso siano lesioni precancerose o tumorali. Infatti può capitare che questi melanociti comincino a riprodursi in modo incontrollato e sviluppare cellule cancerose.

I tumori della pelle

I tumori della pelle possono essere di vario tipo (basaliomi, epiteliomi, ecc) ma sicuramente il più aggressivo è il melanoma che quanto più precocemente diagnosticato e trattato chirurgicamente tanto più ha possibilità di essere curato. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 11.500 nuovi casi.

Il Dott. Riccardo Bono, Responsabile del Modulo di Lesioni Pigmentate Cutanee e Dermatoscopia in Epiluminescenza all’IDI – Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, spiega nel video seguente che solo il 30% dei melanomi nasce da un precedente neo e quindi analizzare i propri nei è fondamentale ma non sufficiente per prevenire. Il melanoma nasce dai melanociti che sono su tutto il corpo e quindi non esclusivamente i nei. Può svilupparsi infatti su una pelle integra, sana e asintomatica, oppure a partire da un neo congenito esistente fin dalla nascita o comparso durante il corso della vita.

 

Regola dell’ABCDE per riconoscere i nei sospetti

Nel 90% dei casi un tumore alla pelle si contrasta grazie a una visita di controllo preventiva, eppure solo il 20% degli italiani si sottopone a uno screening completo della pelle. Una visita di controllo, soprattutto con la moderna dermatoscopia in epiluminescenza permette di individuare eventuali nei maligni e un qualunque tipo di tumore della pelle anche non in riferimento ai nei.

Sebbene la visita dermatologica non possa essere sostituita, esiste la regola dell’ABCDE, un metodo riconosciuto e utilizzato dai dermatologi che ciascuno di noi può usare per una prima autovalutazione dei nei cutanei. Eccola regola:

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A come Asimmetria: il neo sospetto ha forma, colore e contorni irregolari.
B come Bordo: il bordo frastagliato, poco evidente o disomogeneo è il sintomo di un problema da indagare.
C come Colore: marrone, rosso, rosato. Qualunque sia il colore del neo l’importante è che sia uniforme e che non presenti più sfumature dei diversi colori.
D come Dimensione: entro i 6mm, il neo è sicuro.
E come Evoluzione: un neo che nel tempo cambia forma, colore, estensione e bordi è un neo sospetto. In questi casi è necessario rivolgersi al più presto a un dermatologo per eseguire uno screening accurato della pelle. Questo è il punto più facile eseguibile dato che basta osservare periodicamente i propri nei, magari anche quando ci facciamo la doccia e vedere se ci sono stati cambiamenti.

 

Cause del tumore alla pelle

Non sono note con certezza le cause che portano alla comparsa del melanoma, ma al suo sviluppo concorrono sicuramente fattori genetico-familiari e ambientali quali:
  • Gravi scottature solari subite nell’infanzia e nell’adolescenza aumentano fortemente il rischio di melanoma. Solo il 51% è consapevole del legame esistente tra le scottature infantili e la probabilità di sviluppare un tumore cutaneo in età adulta (dati Ipsos).
  • Stress cronico o altri fattori in corso (infiammazioni, chemioterapia, ecc) che indeboliscono il sistema immunitario che quindi non riesce a riparare il DNA cellulare e i danni causati dalle radiazioni solari
  • Uso improprio delle creme solari e acquisto di creme solari piene di sostanze sintetiche. Uno studio dell’Università della California ha osservato che dopo 2 ore dall’applicazione della crema solare commerciale essa penetra nell’epidermide con triplo effetto negativo: 1) lascia la pelle indifesa dai raggi solari; 2) rilascia le sostanze sintetiche nel flusso sanguigno; 3) stimola la produzione di radicali liberi, molecole molto attive e responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle malattie della pelle perché in grado di reagire con parti delle cellule come le pareti, le membrane lipidiche, il mitocondrio e il Dna. Quindi è importante non esporsi nelle ore centrali o perlomeno usare una crema solare naturale da applicare ogni ora così da non perdere il filtro. E’ infine importate scegliere una crema con un fattore di protezione adeguato. Anche indossare magliette e cappelli sono un fattore di protezione.
  • L’eccessiva esposizione alle lampade abbronzanti che se intensa e intermittente può danneggiare il DNA delle cellule cutanee e innescare la trasformazione tumorale.
  • Il rischio aumenta anche nelle persone con lentiggini o con nei, in quelle con occhi, capelli e pelle chiara
  • Il rischio è maggiore in chi ha un parente stretto colpito da questo tumore o che ha avuto una precedente diagnosi di melanoma cutaneo.
  • La presenza di numerosi nei (più di 50) con caratteristiche disomogenei

Prevenzione del tumore alla pelle

E’ sbagliato pensare che basti non esporsi al sole nelle ore di punta o spalmarsi di crema solare per non rischiare di avere un melanoma. Come abbiamo visto sono molti i fattori che possono predisporre il nostro organismo a sviluppare un tumore della pelle. Infatti il melanoma può venire spesso sotto i piedi, nei genitali, sulla mucosa orale e nel letto ungueale.

Il sole fornisce all’organismo la sintesi della vitamina D con un riconosciuto effetto anticancro e di altre sostanze benefiche per l’organismo quindi l’esposizione solare non va demonizzata ma anzi va incoraggiata, però in modo corretto. Come afferma lo stesso Dott. Riccardo Bono non è tanto l’esposizione solare ma la scottatura solare: infatti l’unica vera correlazione esistente è tra scottatura solare e insorgenza di melanoma.

L’alimentazione riveste un doppio ruolo:

1) Da una parte permette di avere un sistema immunitario forte e di non indebolire l’organismo come accade per esempio nei casi di intolleranza alimentare o ogniqualvolta si consumano cibi raffinati;

2) Dall’altra esistono dei cibi ricchi di betacarotene e vitamina A, importantissimi nella salute della pelle. Il betacarotene, il precursore della vitamina A, è contenuto in tutta la frutta e verdura giallo-arancioni come le patate americane, carote, zucca, albicocche, melone ecc. Un alto livello di Vitamina A nel sangue riesce a fare da scudo alle malattie dell’epidermide. I cibi più ricchi direttamente di vitamina A sono il fegato animale (pollo, bovino, suino) e olio di fegato di merluzzo.

Per quanto riguarda il lato psicologico o psicosomatico del melanoma, esso viene classificato come “il tumore della vergogna”, associato ai soggetti che hanno uno o più segreti che vogliono nascondere, ai soggetti che temono il giudizio della società.Il controllo periodico è molto utile dato che un melanoma può anche impiegare 10 anni per svilupparsi e quindi da tutto il tempo di essere individuato attraverso la visita dermatologica. La prevenzione, sotto tutti gli aspetti, è sicuramente la cura migliore.

Chi ha necessità può contattare l’associazione IoMelaVivo che nasce per creare una rete di sostegno alle persone con il melanoma aiutandole a metterle in contatto con medici specializzati e terapie integrate.

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Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, è un ricercatore nel campo del benessere bioenergetico e della crescita personale. Laureato con il massimo dei voti in ingegneria, si occupa di naturopatia, geobiologia e sviluppo del potenziale umano attraverso il risveglio dell’energia vitale e della coscienza.

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3 Commenti su questo post

  1. Concordo…io l ho avuto..

  2. Pandora says:

    Non ne ho mai sofferto, ma uso il bicarbonato per l’igiene personale perchè è un ottimo disinfettante ed antifungino e soprattutto un anti cattivi odori per i piedi e le ascelle, l’ho scelto anche come rimedio contro la placca che si forma alla base dei denti e nella doccia se lo strofini con una spugna naturale bagnata con acqua calda addosso ti fai lo scrub alle impurità ed alle macchie di vecchiaia della pelle. Per i capelli non lo consiglio perchè siccome contrasta anche la ricrescita della peluria sul corpo potrebbe farli cadere.
    Per tradizione fin da piccola sempre bevuto acqua, limone e un pizzico di bicarbonato, lo vendevano al chiosco, ci siamo cresciuti con questa bibita naturale, poi tutto è stato rimpiazzato dai medicinali antiacidi e dalle bibite chimiche, ma guarda caso la mia famiglia non ricordo ancora un tumore della pelle nè un cancro nel corpo: sarà un caso???
    Prevenire, questo significa per me il BICARBONATO!

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