Il Mondo (In)Sostenibile: Dalla Monsanto alla Macrobiotica al futuro dell’umanità

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macrobiotica vs monsanto

Trovo romantico mettere vicine le due M più conosciute nel campo Agro-Alimentare. La prima, come ben sapete, è la famosa lobby del Roundup. La seconda, forse più conosciuta a livello olistico (attraverso il simbolo del Tao), è la Macrobiotica, un insegnamento pratico che giunge dalle profondità del tempo. Ho avuto un pensiero, mettendo in comune questi due nomi colossali, e pensavo che 11 o 12 mila anni fa, quei piccoli gruppi di uomini e donne che hanno iniziato a modificare la natura, per qualcuno dovevano sembrare tanto avventati e arroganti quanto lo è oggi l’operato della Monsanto. È un paragone un tantino azzardato, ma prima dell’avvento dell’agricoltura, l’uomo ha vissuto per milioni di anni secondo i ritmi della natura. Un tempo per noi inimmaginabile, ma a cui dobbiamo un ringraziamento immenso. Se come specie siamo ancora in grado di andare avanti, se siamo arrivati a oggi, è proprio grazie a quel primitivo che ha raccolto dentro di sé le memorie delle sue esperienze, memorie che ci aiutano ogni giorno a sopravvivere, sebbene non ne sappiamo quasi nulla.

Oggigiorno viviamo una profonda crisi alimentare. Da una parte abbiamo l’eccesso che ha generato una serie di patologie incredibili che spaziano dall’obesità al mordo di Alzheimer; dall’altra, ha generato una carenza che costringe ogni giorno milioni di persone a vivere al limite della sopravvivenza. Giusto per scoprire qualche dato: nel mondo sono circa 165 milioni i bambini malnutriti e più di 3 milioni ne muoiono ogni anno (il 45% ha meno di 5 anni), ma le cifre, se allarghiamo il cerchio, sono a dir poco sconcertanti, vi invito a fare ricerche.

E allora entriamo nel vivo di questa lettura. Ho scovato le testuali parole di un certo Robert Fraley, vicepresidente di Monsanto: «Ci sono 7,2 miliardi di persone sul pianeta. Ce ne saranno 9,6 miliardi nel 2050. La richiesta di cibo raddoppierà […] Solo usando il cibo geneticamente modificato e la scienza saremo in grado di nutrire il pianeta”. Etc.

Allora, mettiamo i punti sulle i.

A quale parte di mondo si sta riferendo?

Perché sinceramente inizio a non capire certe affermazioni, eppure sono sicuro di vedere ogni giorno persone (tra cui il sottoscritto) che ad una certa ora “muoiono letteralmente di fame” e corrono al primo fast food o alla rosticceria preferita per abbuffarsi dei tre principali ingredienti della dieta moderna: sale, olio, zucchero bianco. Un mondo da sfamare, ne sono convinto, ma aggiungo: da sfamare meglio.

Solo da una decina d’anni ho iniziato a riflettere sulla differenza di chi mangia troppo e chi mangia poco o niente, ma non è mai troppo tardi per diventare sensibili. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che un miliardo (1 MILIARDO) di persone sono in sovrappeso e circa 300 milioni sono clinicamente (CLINICAMENTE) obese. Naturalmente, i Paesi con la maggiore incidenza di “ciccia in eccesso” sono proprio quelli che di ciccia ne mangiano a iosa: America, Germania, Inghilterra, Egitto, Israele, etc.

Saranno solo coincidenze? Andiamo avanti.

Secondo questi sedicenti manager, il mondo andrebbe sfamato grazie all’ausilio di un’agricoltura intensiva, di sole monoculture e chimica. Eppure, questi benestanti, con il loro agire disinteressato (eticamente disinteressato), non hanno fatto i conti con l’evidenza scientifica che questo tipo di agricoltura da un primo vigoroso boom negli anni che furono, sta declinando verso un baratro senza ritorno. Secondo diverse fonti dell’ONU, l’agricoltura chimica è responsabile di almeno il 30% delle emissioni di gas serra. La crescita dell’allevamento intensivo e delle monocolture è causa di deforestazione, inaridimento dei terreni per l’uso massiccio di pesticidi e di concimi petrolchimici. Secondo un rapporto dell’ong Grain, si salirebbe al 50% delle emissioni se si includesse tutta la catena agroindustriale, inclusa la trasformazione e il trasporto degli alimenti.

Dipingiamo il quadro di altri colori.

Ecco un altro esempio della “buona riuscita” degli OGM e della petrolchimica, settori di cui la Monsanto è l’Imperatore indiscusso.

In argentina, da quando nel ‘96 il governo ha approvato la coltivazione della soia OGM Monsanto, i casi di tumore, aborto e malformazioni sono aumentati in modo spropositato, e vi consiglio di vedere le foto del fotoreporter Pablo Piovano.

Quale è il fattore che provoca tutto questo? Lo sapete benissimo: il glifosato (un erbicida).

“Che il Glifosato faccia male alla salute dell’uomo e dell’ambiente, che si accumuli nei cibi e nell’acqua, lo sappiamo da anni e da anni combattiamo contro questo e gli altri pesticidi, spacciati per innocui”. Dichiarazione del presidente di Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) Vincenzo Vizioli. “Ora anche le agenzie delle Nazioni Unite (lo IARC fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) indicano vari principi attivi come potenzialmente lesivi della salute in forma grave. Lo studio dello IARC non solo riporta la ‘probabile cancerogenicità’ del Glifosato, ma rileva la correlazione fortissima con danni riscontrabili sul Dna umano: molti lavoratori esposti hanno sviluppato una alta vulnerabilità al linfoma non Hodgkin”.

Purtroppo, a quanto pare, le indicazioni della IARC non rappresentano un parere vincolante per i Governi, che non sono dunque tenuti a vietare il glifosato sulla base delle nuove evidenze scientifiche e, tuttavia, l’EFSA (che fa parte dell’OMS) ha ribadito che trova improbabile che il glifosato sia dannoso per l’uomo. Interessante come due organizzazioni legate all’OMS esprimano prima un parare e poi uno opposto. Peccato che le evidenze sono ormai all’estremo, persino il morbo di Parkinson è in stretta correlazione con l’inquinamento da pesticidi, inquinamento che avvelena aria, acqua e terra, le nostre uniche fonti di vita (oltre al sole e a tutti gli astri del cosmo chiaramente). Anche su quest’ultimo punto le cifre sono spaventose.

Andiamo avanti.

Secondo studi di qualche anno fa, il glifosato interferirebbe con gli enzimi del fegato e impedirebbe all’organismo di disintossicarsi naturalmente, e hanno evidenziato che le piante trattate con questo erbicida producono ammoniaca in eccesso. Secondo un rapporto 2013 pubblicato da un team internazionale di esperti, il glifosato può provocare difetti alla nascita su animali da laboratorio e l’UE ne sarebbe a conoscenza da tempo.

La Monsanto ha fatto causa a diversi agricoltori, tra le storie più importanti che vi invito a ricercare ci sono quella dell’agricoltore canadese Percy Schmeiser e di quello francese Paul Francois (che ha ottenuto la condanna della multinazionale obbligandola a versagli un risarcimento), e la storia degli abitanti di Nitro, in West Virginia, dove la lobby produceva l’Agente Arancio. Vi lascio immaginare.

Di cosa tratta l’altra colossale M, la Macrobiotica?

Sarò sintetico, bastano pochi passi. Ohsawa, Muramoto e Pianesi ci insegnano che la via della felicità e della longevità (della salute, insomma), passa attraverso un’agricoltura in grado di produrre cibi naturali (almeno biologici) e da una alimentazione equilibrata (dove naturalmente l’obesità diventerebbe un cimelio e le malattie croniche un brutto sogno dal quale ci siamo svegliati).

La vita biologica esiste grazie alla biodiversità, a tutto un insieme di insiemi: gli ecosistemi che fanno funzionare con equilibrio il complesso meccanismo/connubio vegetale-animale. Uno studio condotto dalla ricercatrice Lucia Mancini (dell’Università Politecnica delle Marche, facoltà di agraria), esamina tre filiere agro-alimentari (la filiera convenzionale, quella dei GAS e di Un Punto Macrobiotico), cercando di dimostrare l’impatto ambientale delle produzioni agricole attraverso i flussi di materia, cioè del consumo delle risorse naturali utilizzate nel ciclo di vita dei beni materiali e immateriali in agricoltura (acqua, anidride carbonia, etc.). In sintesi, lo studio ha rilevato che il sistema convenzionale (cioè il sistema agricolo dominante) ha il più alto consumo delle risorse ambientali, e che il sistema biologico e/o a filiera corta dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) riduce solo di un 10% l’impatto rispetto alla prima filiera, ma che il sistema agro-alimentare ideato da Un Punto Macrobiotico lo riduce di quasi il 90%.

Perché? Lo studio si può trovare in inglese su internet (dal sito mdpi.com si può scaricare il pdf).

La Lucia Mancini afferma: “… se l’intera popolazione seguisse il regime alimentare pianesiano (quindi macrobiotico), i sistemi agroalimentari mondiali potrebbero soddisfare i fabbisogni nutritivi di una popolazione dieci volte superiore a quella attuale”. L’agricoltura macrobiotica ideata dal Prof. Pianesi si basa su una filiera corta e locale, con semi autoriprodotti in azienda o dal contadino, e la piantumazione di alberi da frutto sul campo agricolo (fattori che contribuirebbero a ridurre il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico). Inoltre, questo tipo di agricoltura (policoltura), prevede nello stesso campo, diverse varietà di vegetali, per ritrovare l’orma energetica naturale delle varietà coltivate. Quindi, un’agricoltura vicinissima al ciclo naturale, che rigeneri gli ecosistemi, in modo da ridurre e abbattere i costi derivanti da produttori e catene distributive varie. È tutto fatto in casa. Utopia? No, la rivoluzione, almeno in Italia, ha avuto inizio a metà degli anni ’70 e portava i nomi di Angela Cattro e Mario Pianesi. Autoriprodurre i semi significa riportare in natura ciò che era della natura e dare la dovuta autonomia lavorativa e economica ai contadini, persone che al supermercato non vediamo, ma che hanno contribuito alla realizzazione di ciò che compriamo. Mangiare semi antichi, rinselvatichiti, ha un effetto benefico nell’organismo umano (grazie a quelle memorie che ci ha lasciato il primitivo) differente dell’effetto del cibo impoverito, raffinato e geneticamente modificato che sta producendo nuove malattie ogni anno.

E, dunque, chi più di tutti può essere accusato di minacciare la sovranità alimentare dei popoli tramite i brevetti sulle sementi e la privatizzazione degli organismi viventi se non colossi come la Monsanto? Sapete che la Fondazione tribunal Monsanto, creata all’Aja, nei Paesi Bassi, con il sostegno di movimenti civici come Via Campesina, di ONG e di personalità internazionali (tra cui l’ecologista indiana Vandana Shiva e l’australiano Andre Leu, presidente della Federazione internazionale dei movimenti d’agricoltura biologica), intende “giudicare i crimini di cui è imputata la multinazionale nei settori ambientali e sanitari e contribuire al riconoscimento del crimine di ecocidio nel diritto internazionale”? Cinque giudici, provenienti da varie parti del Mondo, saranno chiamati all’appello per dare un incredibile giudizio a questa multinazionale. Il tribunale si riunirà all’Aja dal 12 al 16 ottobre 2016 e intende ascoltare un centinaio di querelanti provenienti da America, Europa, Asia e Africa.

Un bel passo in avanti, anche se tale sentenza non avrà un riconoscimento internazionale, ma sono certo che darà un’altra bella scossa a chi ogni giorno porta avanti la distruzione delle terre, che ci danno il buon cibo della vita, a danno di chi ogni giorno lavora per una sostenibilità ambientale, agricola e alimentare.

E forse non è chiara abbastanza la differenza tra queste due grandi M? La prima desidera dominare il mondo attraverso la modifica e la privatizzazione delle sementi, mantenendo il controllo sul mercato e sulla vita (quindi economia e salutare) dei contadini. La seconda grande M, la Macrobiotica (come altri Movimenti per il biologico, la Permacultura, la Biodinamica etc.), intende creare autosufficienza, dare al contadino la giusta ricompensa e l’autonomia di avere i propri semi, per riscoprire le varietà antiche e un’alimentazione più legata al territorio.

Se oggi nei supermercati possiamo trovare del riso integrale, o cereali dimenticati come il miglio (benefico per la sua capacità di alcalinizzare il sangue e apportare preziosi minerali al corpo, soprattutto alle ossa), avere il porro e altre verdure che per decenni sono state messe al bando, non lo dobbiamo al lavoro delle multinazionali, ma a quei coraggiosi uomini e a quelle coraggiose donne (come Pianesi e la Cattro) che hanno combattuto contro un sistema politico ed economico interessato al business, per darci benessere e felicità. È il cibo che ci dà la vita non il denaro.

Verso che futuro desideriamo andare? Quale delle due M presenta una prospettiva migliore?

Gli effetti climatici del nostro tempo ormai sono evidenza di tutti. Gli equilibri si alterano e la sopravvivenza delle specie è messa a rischio (gli orsi polari, le api, l’umanità stessa etc.). L’olio di palma distrugge le terre e contribuisce al ritiro dei ghiacciai, provocando il surriscaldamento globale. I pesticidi inquinano le acque e l’aria, facendoci ammalare. Non è una bella prospettiva. Intanto, pochi ma valorosi uomini e donne ogni giorno lavorano per portarci verso un nuovo sviluppo sostenibile, che non è fatto di modificazioni ma di rispetto, rispetto nei confronti della natura che ci ha creato.

Il Medico di Se Stesso
Manuale pratico di medicina orientale
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By M

By M, appassionato di storia, fisica, religioni, filosofia, matematica, chimica, ha conseguito i livelli Reiki e curiosato per diversi anni nel mondo olistico/spirituale, facendo esperienze e pratiche (dallo yoga, al vegan, dai viaggia astrali, i sogni lucidi alle meditazioni trascendentali, etc.).Da più di 4 anni si dedica allo studio della Macrobiotica Pianesiana cercando di seguire gli insegnamenti antichi che spaziano dall'alimentazione all'etica, al rispetto di aria, acqua, terra e esseri viventi, vegetali e animali.

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5 Commenti su questo post

  1. da leggere e rileggere,tante importanti informazioni..e non vedo l’ora che sia ottobre..

  2. Malles says:

    Questo mi sembra un articolo veritiero, franco e del tutto condivisibile.
    Un saluto
    Malles

  3. Artamia says:

    .
    ………
    MONSANTO: US: Consumers Rights Under Attack Yet Again
    http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/07/05/gmo-smart-labels.aspx

    Us Senate negotiators have now made a deal4 to create a national labeling standard for GMOs using voluntary “Smart Labels” (so-called QR codes5) rather than clear labeling — a deal that goes against the 88 percent of Americans who have said NO to being forced to use a smartphone app to find this important information.

    Senators Roberts and Stabenow have made a deal with MONSANTO to create a national labeling standard for GMOs using voluntary “Smart Labels” (so-called QR codes) rather than clear labeling, nullifying Vermont’s law after the fact
    The new legislation also changes the very definition of bioengineering. The newest biotech methods, such as gene editing technology, would be exempt from the disclosure standards
    The bill bars states from enacting GMO-labeling requirements that differ from the national standard, and delays the disclosure
    .
    ZUKA
    http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/07/05/zika-virus-bill.aspx?utm_source=dnl&utm_medium=email&utm_content=art2&utm_campaign=20160705Z1&et_cid=DM112090&et_rid=1558584978
    .
    VACCINES
    http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/07/05/flumist-vaccine-use.aspx?utm_source=dnl&utm_medium=email&utm_content=art3&utm_campaign=20160705Z1&et_cid=DM112090&et_rid=1558584978
    .

  4. peppino says:

    Bayer e Monsanto riunite in un’unica azienda.
    E chi li ferma più?
    Oltretutto di recente è apparsa la lettera dei 100 premi Nobel a favore degli OGM.
    Siamo condannati a morire tutti di cancro (oggi uno su tre, fra poco uno su due) mentre gli studi dimostreranno che niente lo fa venire.

  5. ByM says:

    L’essere umano deve riscoprire la sua intelligenza e sensibilità. … Non possiamo accettare un cibo Ogm. Non possiamo veramente accettare che ci distruggano in un modo così subdolo. Aria … acqua… terra …. hanno tutto e ci avvelenano attraverso le cose di cui abbiamo più bisogno per vivere. Che futuro di attende se questo continuano a vincere? Per fortuna ci sono realtà come upm… coldiretti… e aziende noi serie… sono una speranza.

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