Olio: Davvero italiano? Contraffatto? Ecco cosa puoi avere in tavola

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Olio contraffatto

Con una produzione di olio in calo del 50% secondo la Coldiretti, la questione della qualità del prodotto è sempre più attuale. Il prezioso liquido, emblema della cucina mediterranea, sotto accusa. Scopriamo da dove, effettivamente, deriva l’olio d’oliva che consumiamo tutti i giorni.

Considerato l’“oro liquido” della tradizione culinaria del nostro paese, l’olio d’oliva è sicuramente uno degli alimenti più diffusi sul nostro pianeta. Ma proprio l’olio extra vergine di oliva italiano, noto quale prodotto altamente genuino e di origine controllata, sta iniziando a perdere la sua consolidata fama a causa di varie inchieste il cui scopo è quello di scoprire la reale provenienza dell’olio commercializzato dalla grande distribuzione. Ma perché ci si prende la briga di indagare l’origine di un prodotto così comune e naturale?

Spagna, Grecia, Tunisia, Marocco. Sono i principali paesi dai quali importiamo olio. E quell’olio  –  lo hanno accertato in questi tre anni indagini giudiziarie concluse con massicci sequestri  –  in alcuni casi viene manipolato, miscelato e reimbottigliato in modo fraudolento. Mischiato con olio italiano. Corretto per lo più con beta-carotene (per mascherare il sapore) e clorofilla (per modificarne il colore). E venduto infine con etichetta “extravergine made in Italy”. Olio di semi e olio di sansa sono le “basi” più utilizzate dai furbetti della tavola, per lo più sono imbottigliatori. Tecnicamente il vizietto si chiama adulterazione e contraffazione. È una scelta sleale alla quale ricorrono prevalentemente le aziende di grandi dimensioni. Questo è quello che ha scatenato l’ira del NewYork Times Olio italiano ma solo sull’etichetta, ecco la truffa che indigna l’America.

PROPRIO ITALIANO?
Cominciamo con il considerare che l’80% dell’olio d’oliva utilizzato in Italia (uno dei maggiori paesi consumatori) è composto da olio di importazione derivante da Spagna, Tunisia, Grecia e che, quindi, solo il 20% del prodotto venduto dalle note ditte nazionali è effettivamente di origine italiana, in netto contrasto con quanto dichiarato in etichetta.
Ma, vi chiederete, come è possibile riportare in etichetta il falso senza incorrere in un illecito. Semplice: conformemente ad un recente regolamento europeo, è sufficiente, affinché un olio sia considerato italiano, che venga prodotto con olive spremute in Italia anche se provenienti da coltivazioni estere. Come si dice: “fatta le legge, trovato l’inganno”.
Ecco che ci ritroviamo quotidianamente a consumare olio di marche conosciute e diffusamente pubblicizzate ma per la maggior parte di origine extracomunitaria (di qualità decisamente inferiore rispetto a quello nostrano) completamente ignari del raggiro di cui siamo vittime. L’unico modo per sottrarsi a quest’ultimo consiste nell’acquistare solo olio extravergine di oliva che riporti la denominazione “d.o.p.”, sigla che sta per “denominazione di origine protetta”, qualifica in grado di garantire relativamente alla zona di produzione e di lavorazione del prodotto.

DI OLIVA O DI ALTRO?
Come conseguenza della pratica riguardante l’importazione nel nostro paese di olio d’oliva, viene a galla un’ulteriore inquietante questione che, ancora di più, ingarbuglia la già difficile scelta del consumatore di questo prodotto.
Parliamo della frequente pratica delle contraffazioni grazie alla quale accade spesso che giunga in Italia olio targato come olio d’oliva ma che nei paesi d’origine era tutt’altro. Questa scellerata consuetudine viene attuata per mezzo delle cosiddette “triangolazioni”, ossia manovre durante le quali navi che trasportano olio di semi proveniente da paesi extracomunitari fanno sosta in un porto comunitario dopodiché giungono in Italia con un carico “prodigiosamente” trasformato in olio di oliva.

2014, anno nero per le olive.
Intanto la Coldiretti scatta una fotografia drammatica sulla campagna olivicola in via di conclusione nel nostro Paese, fortemente penalizzata dall’anomalo andamento climatico e dall’attacco di fitopatie che, mai come quest’anno, hanno compromesso i raccolti. L’associazione degli agricoltori ha calcolato infatti per il 2014 un calo della produzione nazionale del 30%, pari a 300mila tonnellate. A risentirne maggiormente sarà il Centro-Nord, con cali del raccolto tra il 35 e il 50 per cento. Anche al Sud la situazione è difficile sia in Calabria che in Puglia, che è la principale regione di produzione.
Con questo scenario spiega l’associazione dei coltivatori diretti – il mercato europeo dell’olio di oliva, con consumi stimati attorno a 1,85 milioni di tonnellate, rischia di essere invaso dalle produzioni provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che non sempre hanno gli stessi requisiti qualitativi e di sicurezza. Un rischio che riguarda soprattutto l’Italia, che è il principale importatore mondiale di olio per un quantitativo pari a 460mila tonnellate“.

Come si trasforma l’olio di semi in extravergine d’oliva
L’olio di semi, una materia prima indefinita, dalle origini sconosciute e irrintracciabili, incolore e insapore, viene addizionato con betacarotene e clorofilla e poi passato alle aziende compiacenti che provvedono a colorare gli oli, imbottigliarli e distribuirli. Non è la prima volta che si scopre che vengono usati per trasformare, almeno all’apparenza, oli di semi di bassissima qualità in pregiati oli extravergine di oliva.
Negli ultimi dieci anni sono già state scoperte operazioni simili, la più grave delle quali trasformava in “extravergine d’oliva”, sempre con l’aggiunta di clorofilla, il non commestibile olio lampante (cioè olio di scarti di lavorazione, o di noccioli, non destinato a consumo umano, bensì a essere bruciato come combustibile).
Alla luce di tutto questo, è facile comprendere il motivo per il quale spesso si trova in commercio olio d’oliva venduto ad un prezzo talmente esiguo da non poter neanche coprire i costi di acquisto delle olive da parte dell’agricoltore.

Come difendersi e riconoscere il vero olio extravergine d’oliva
Diffidare dell’olio extravergine d’oliva venduto a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive. Tranne che nel caso di promozioni commerciali e offerte speciali a tempo, è difficile che un olio extravergine d’oliva possa essere venduto al dettaglio a meno di 6 euro al litro.
L’ideale è che specifichino in etichetta con grande trasparenza e abbondanza di dettagli l’origine delle olive, il metodo di spremitura, l’utilizzo di cultivar particolari e ben individuate o addirittura la regione di produzione, con simboli di consorzi locali di tutela, o Dop. Maggiori sono le informazioni in etichetta, maggiori gli indizi di atteggiamento onesto e trasparente da parte del produttore. Scegliere prodotti da agricoltura biologica dove le disciplinari sono molto rigorosi sia sul metodo di coltivazione delle olive, sia sui metodi di produzione.

NOTA

La Monini S.P.A mi ha intimato tramite avvocato di rimuovere la foto originale dell’articolo in cui erano presenti varie bottiglie di olio di oliva che si trovano al supermercato che oltre a Monini erano De Cecco, Carapelli, Farchioni e Delverde.

Inoltre devo affermare:

“Precisiamo che la pubblicazione della fotografia dell’olio extravergine Monini a corredo delle precedenti edizioni di questo articolo è frutto di un mero errore. La Monini S.p.A. ed i suoi prodotti sono completamente estranei alle truffe, frodi e adulterazioni, nonché in generale agli illeciti, descritti nelle precedenti edizioni di questo articolo. Ci scusiamo con la società interessata per l’equivoco al quale abbiamo dato luogo con la pubblicazione di detta fotografia”.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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31 Commenti su questo post

  1. Ho lavorato saltuariamente per grandi aziende che producano olio d’oliva. Comprano olive da tutto il mondo e poi le miscelano nel loro stabilimento dandogli lo stesso sapore. Il ‘made in italy’ come in mille altri settori, può essere messo anche se solo un passaggio della catena viene fatto in Italia, quindi non vuol dire niente in fin dei conti.

  2. Elena Citi says:

    Sull etichetta c è scritto : fatto con okive delk unione europea opoure 100% italiano e anche il prezzo é diverso….. sbaglio?

  3. Elena Citi says:

    La coop vende olio coop mediterraneo fatto con olive europee e olio coop 100% italiano che dovrebbe essere fatto con olive solo italiane e costa 5,49 euro circa…. può essere sano? Io lo uso e di sicuro no ha lo stesso sapore di quello ” eufopeo” si sente….

  4. Dionidream says:

    Ciao Elena, deve essere espressamente scritto che è fatto con olive raccolte o coltivate in Italia. Inoltre se vuoi mangiare qualcosa che contiene ancora qualche nutrimento scegli quello Estratto a freddo.

  5. Elena Citi says:

    Non c è scritto come viene estratto parla solo di procedimebti meccanici….però dice che le okive sono raccokte e lavorate in Italia….Del resto l olio andrebbe acquistato direttamente dal contadino ma poi rimsne nei contenitori di plastica ed è una compkicazione. Wuello buono già in bottiglia costa molto come delresto tutti i prodotti più genuini…. Comunque grazie per i tuoi suggerimenti e scusa gli errori ma col cell è così. … Sai che c è: a volte mi trovo a pensare” mangio o non mangio?” Poi la fame prevale e penso “tanto a me non può far male nulla perché sono invincibile e trasformo tutto in roba buona. “

  6. Elena Citi says:

    Ah cerco sempre di mangiare la cosa giusta ed ho eliminato un bel po’ di cose…..

  7. Luca Pertici says:

    Allora mi sembra ci sia un po di confusione in tutto questo… allora premetto di nn essere un agronomo. Cmq le olive raccolte all estero devono essere lavorate in loco. Oer ik semplice motivo che il prodotto ibzia I suoi processi organici fin da subito. Una volta franto viene trasportato in cisterna in assenza di aria. Poi il giochino è presto fatto. Il problema nn è tanto da dove viene l oliva. Ma dalle miscele che ci fanno per vendere questo prodotto. Di fatto lo schifo nn è olio fatto con le olive. Per la frangitura a caldo o a freddo nn so qua to possa variare in termini di proprietà nutrizionali. Perché a caldo è fatta circa a 35- 38 gradi ib vasche dove l okiva macera per xirca un ora. Questo in Italia almeno. Tagliando corto vista la confusione ckme scritto nell articolo comprate prodotti da aziende che rilasciano certificati e analisi chiari di provenienza e qualita prodotto

  8. Luca Pertici says:

    E prodotto o da contadini che hanno I loro oliveti lontani da centei urbani e nn usano diserbi particolari. Io la mia piccola esperienza nel settore ce l ho e vi posso dire che l olio della frande distribuzione quindi coop ecc per io 90 per cento nn è solo olio. Ma viene miscelato con altre sostanze indicate nell articolo

  9. Elena Citi says:

    Ops…..graxie!

  10. Elena Citi says:

    Ops…..graxie!

  11. si allarga l’idea di salvaguardia ?!

  12. si allarga l’idea di salvaguardia ?!

  13. Dionidream says:

    Elena nei negozi di prodotti biologici e naturali puoi trovare molte scelte genuine in assenza del contadino vicino casa. Si le paranoie mentali non aiutano, basta usare il buon senso e usare I nostri olfatto e gusto e panciq per capire.

  14. La maggior parte delle olive sono turche, oggi un buon olio meno di sei euro al litro non lo paghi, per buono intendo uliveti italiani , senza miscele ed estratti a freddo, io ho la fortuna del famoso.contadino vicino casa , ma nei negozi di prodotti biologici se ne trova di buono.

  15. Bene… dopo aver osservato e letto le marche delle bottiglie nella foto ponetevi questa domanda: ma queste ditte posseggono almeno un albero di ulivo? La risposta è no!
    Sono fortunato, vivo in puglia e l’oliva coratina la vedo quotidiamente 🙂
    Ah dimenticavo: quest’anno l’olio va a 6 euro al litro!!!

  16. Bene… dopo aver osservato e letto le marche delle bottiglie nella foto ponetevi questa domanda: ma queste ditte posseggono almeno un albero di ulivo? La risposta è no!
    Sono fortunato, vivo in puglia e l’oliva coratina la vedo quotidiamente 🙂
    Ah dimenticavo: quest’anno l’olio va a 6 euro al litro!!!

  17. Dionidream says:

    Al centro nord mi hanno detto anche 11 euro al litro!

  18. Io lo compro solo da un amico di cui mi fido ciecamente

  19. come mai in calo del 50%???? Non lo trovo per niente normale…

  20. ….e di grazia quale olio dovremmo acquistare visto che tutte le ulive sono guaste? di scie chimiche non si può parlare ! è stata la mosca killer…allora diteci con quale olio condire o friggere !!!

  21. forse de cecco il resto per me le olive non esistono

  22. Olio fatto con olive europee non vedo il problema. Ricordate che non esistono olive nazionali per far olii a tutti gli italiani.

  23. Mario Brogna says:

    Non credo convenga importare olive, subirebbero processi di fermentazione durantei il viaggio, per cui credo che dai psesi comunitari ed extra comunitsri si imports dirrttamente olio. Che poi esistano furbi che spacciano per italiano quello che non è qyeklo è un altro discorso. Olio estratto a freddo o spremuto a freddo ” i primi sono quelli fatti da frantoi più moderni e igienicamente migliori, mentre quelli ottenuti con la dizione spremuto sono quelli spremuti con i torchi. Ma è bene rucordare che non esiste. Olio extravergine ottenuto a caldo ,”solo la burocrazia italiana è capace di questo. Permettetemi un ultimz riflessione,credo che il. Primo inganno sia nella parola extravergine,noi italuani e anche quelli del Mediterraneo chiamiamo normalmente l’ olio ottenuto dalle olive Olio di Oliva non extravergine. Qualche furbo di industriale qualche anno. fa coniò questo termine per frenare gki li ottenuti dalla spremitura delle olive e vendere oli ottenuti dalla raffineria. Ricordo che per oli olio oliva si intende un olio ottenuto dal RAFFINATO A ” incolore inodore,insapore ” con aggiunta di olio vergine, la legge non stabilisce quanto ,basta che clora il liquido. QUESTA È. LA PRIMA GRANDE TRUFFA DELL’OLIO, IL NOME

  24. CARMINE says:

    UN TEST.ANTICO PER SAPERE SE L OLIO E FRUTTATO BUONO SENZA TRUCCHI IMBROGLI …
    E ABBASTANZA RIEMPIRE UN BICCHIERE DI OLIO PORLO IN CONGELATORE PER 5 ORE SE RESTA LIQUIDO E ALTERATO UNA TRUFFA L OLIO DEVE CONGELARE TUTTO RICORDATEVI CHE L OLIO E UN FRUTTO SI VENDE A CHILO NON AL LITRO

  25. si perche’ se e’ italiano ci possiamo fidare….!?!?!?!

  26. si perche’ se e’ italiano ci possiamo fidare….!?!?!?!

  27. concordo………il sapore di quello italiano è inconfondibile ma oggi in giro ve ne è rimasto poco al di là delle bottiglie ed etichette

  28. Vivo in Nuova Zelanda e l’olio italiano che si trova al supermarket e in molti negozi sa molto di truffa, il che è un gran peccato e ha dato al nostro paese un brutto nome, a scapito dei produttori onesti. Adesso è comune dire qui: ‘comprate olio di qualità (magari locale o australiano) e non gli scadenti oli italiani’. (Che poi italiani probabilmente non sono).
    Chi truffa non imbroglia solo i consumatori, ma danneggia tutto il paese.

    Produttori e imbottigliatori, mi appello a voi e alla vostra onestà: risolvete questo problema. Meglio avere meno olio e buono, che tanto e ‘cheap’.

  29. gjhgj says:

    Olio Extravergine Italiano solo su http://www.tenutemannone.it

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