90.000 tonnellate di OLIO TUNISINO senza dazi arriverà in Europa

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L’Europa ha pianificato il più grande attentato all’agricoltura nella storia d’Italia. Ricordate le arance lasciate marcire sugli alberi? Potrebbe ripetersi per un’altra eccellenza italiana: le olive. Il 10 marzo il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria ha approvato l’importazione senza dazi in Unione Europea di 35.000 tonnellate in più all’anno di olio d’oliva prodotto in Tunisia.

Le 35.000 tonnellate in più l’anno vanno ad aggiungersi alle 56.700 tonnellate senza dazio già previste dall’accordo di associazione tra UE e Tunisia, portando il totale delle importazioni senza dazio di olio d’oliva tunisino a più di 90.000 tonnellate l’anno.

Questa proposta era stata avanzata dall’unico Commissario italiano Federica Mogherini (Pd) e approvata in Commissione Commercio internazionale con i voti favorevoli degli europarlamentari del Pd. Secondo i dati dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) l’Italia vanta ben 902.075 aziende agricole e 4.501 frantoi attivi. Il 40% degli oli riconosciuti come Igp dall’Unione europea sono prodotti nel nostro Paese. L’Italia è il secondo produttore, il primo importatore e il secondo esportatore del mondo. Ma ai politici non interessa.

Negli ultimi anni la produzione italiana ha subito una brusca frenata. Nel 2014 si è fermata a 222 mila tonnellate, meno della metà del livello di due anni prima. Nel 2015 la Tunisia fa il boom con un incremento dell’esportazione del 600% rispetto all’anno precedente. Questa ulteriore quota concessa farà calare ancora di più la produzione nostrana.

L’olio tunisino infatti costa meno della metà di quello italiano e, a prezzi cosi bassi, così come già avvenuto per le arance, agli agricoltori non converrà più raccogliere le olive.

Molti piccolissimi produttori già adesso non rientrano nelle spese per pagare il frantoio e i recipienti per immagazzinare l’olio. Al rischio di abbandono degli oliveti si aggiunge anche l’impoverimento del patrimonio culturale legato all’olio d’oliva.

Questa invasione conviene ai grandi marchi che commercializzano olio comprandolo a prezzo inferiore rispetto a quello italiano e vendendolo a 3-4€ al litro. Per gli affari di pochi si compromette la sopravvivenza di molti piccoli contadini e proprietari terrieri che producono un olio di eccezionale valore nutritivo e di qualità superiore riconosciuto in tutto il mondo.

La Coldiretti, la principale associazione che rappresenta gli agricoltori, ha detto che la misura danneggia l’economia italiana.

Chi ci garantisce poi la qualità dell’olio tunisino? Noi italiani abbiamo il potere di supportare la nostra nazione e i nostri contadini scegliendo prodotti locali del nostro territorio e acquistando al supermercato l’olio 100% made in italy. Attenzione infatti!

E’ legale che sull’etichetta sia scritto OLIO ITALIANO sebbene l’olio che venga prodotto con olive spremute in Italia anche se provenienti da coltivazioni estere. Quindi deve essere riportato che le olive sono coltivate in Italia. Questa legge ridicola qualche tempo fa aveva suscitato l’indignazione del New York Times Olio italiano ma solo sull’etichetta, ecco la truffa che indigna l’America.

Per chi volesse approfondire sulla qualità dell’olio importato invito a leggere l’articolo Olio comprato a 3€ nei supermercati, guardate da dove viene e cosa c’è dentro!

L’olio è un potente rimedio naturale ricco di benefici è dimostrato che previene il cancro al seno e secondo la Fondazione Veronesi è un vero e proprio Elisir di Lunga Vita. Quindi consumiamo quello buono!

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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5 Commenti su questo post

  1. Basta non comprarlo

  2. ” il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria ha approvato l’importazione senza dazi in Unione Europea di 35.000 tonnellate in più all’anno di olio d’oliva prodotto in Tunisia.” Questo quanto emerge dall’articolo. COMMENTO : Mo m’è chiaro il caso XILELLA !!!

  3. Lina says:

    Davvero siamo in balia dei nemici della nostra Italia, Renzi e compagni! Dobbiamo votarli ancora? speriamo che finisca prima che compiano altre scellerataggini!

  4. ignazio says:

    ma scusate cosa ce da commentare se questi signori chiamate onorevole per me so no disonorevole che si ventono l’anima al diavolo per il suo potere vildire che la tunisia fa il suo dovere finanzilente ecosi i nostri coltivatori non solo pagano le tasse ma sono costretti a chiudere le loro aziente a voi un giudizio

  5. francesco says:

    Chiedete alla beneamata Barilla e agli altri trasformatori peggio di loro quanto costa il grano e osservate l’incredibile divario dei prezzi fra grano e pasta; chiedetevi anche perché la pasta integrale costa ancora di più.
    Chiedete ai trasformatori di latte quanto costa un litro di latte alla stalla e poi osservate quanto costa, non dico in negozio, ma al supermercato, quel litro di latte.
    Gli esempi sono tantissimi.
    Poche persone unite e coordinate hanno molto più potere di milioni di persone divise.
    E’ sempre stato così e questa è la causa principale (ce ne sono altre) di tutte le ruberie, legalizzate o meno.

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