Omega 3: Studio dimostra che si assorbe meglio dai vegetali che dal pesce

8 Commenti

Pesce-omega-31

IN BASE A UN NUOVO STUDIO APPARSO DI RECENTE SULL’AMERICAN JOURNAL OF CLINICAL NUTRITION

E’ stato confermato che l’assunzione di omega-3 si può ricavare più facilmente da fonti vegetali che da diete a base di pesce e senza effetti collaterali.È già noto da tempo come gli omega-3 si possano ricavare molto più facilmente da fonti vegetali, come noci, semi di lino, pinoli e mandorle, piuttosto che dal pesce (che ne contiene decisamente meno di quanto si crede), ma questo nuovo studio rende ancora più evidente come la fonte privilegiata di questi acidi grassi essenziali sia proprio quella vegetale. Il Dr. Welch e la sua equipe hanno analizzato dapprima 14.422 uomini e donne dai 39 ai 78 anni all’interno dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) e successivamente hanno selezionato 4.902 soggetti nei quali erano stati misurati i livelli plasmatici dei PUFAs (polyunsantured fatty acids: acidi polinsaturi, cioè omega-3 e omega-6).

IL MITO DELL’OMEGA 3 DEL PESCE

Gli Omega 3 quelli privi di pesanti effetti collaterali da prostaglandine negative del pesce, stanno nelle mandorle, nei pinoli e nei vari semini, e non nell’olio di pesce. Il simbolo ideologico degli Omega 3, oltre che produttore leader di pastiglie, era David Servan-Schreiber, francese celebre, oltre che docente medico alla Sorbona, a Miami e a Toronto. Circondato da ricchezza, da amici medici e da Omega 3. Niente di tutto questo è riuscito a salvarlo e nel 2011, a soli 49 anni, se ne è andato per cancro al pancreas.

L’ACIDO ALFA-LINOLENICO “ALA”

(precursore degli acidi grassi omega-3 a lunga catena) una volta introdotto nel nostro organismo con l’alimentazione, viene metabolizzato e trasformato in EPA e DHA, entrambi votati alle fondamentali funzioni organiche quali la formazione delle membrane cellulari, lo sviluppo e il funzionamento del cervello e del sistema nervoso periferico, la produzione di eicosanoidi che regolano la pressione arteriosa, la risposta immunitaria ed infiammatoria. Lo studio ha mostrato come, a fronte di una minore introduzione di omega-3 attraverso la dieta tipica dei vegetariani/vegani, se paragonata a chi consuma pesce in quantità (con una percentuale che va dal 57% all’80 % di differenza), i livelli di EPA e DHA sono risultati essere pressoché uguali nei due gruppi di campioni studiati. Ci sarebbe dunque – spiegano i ricercatori – una “efficienza di conversione” in acidi grassi omega-3 a lunga catena significativamente maggiore nei vegetariani/vegani rispetto a coloro che consumano pesce.

E’ UN DATO IMPORTANTE

Che, oltre al significato etico, getta una luce positiva anche sul futuro delle specie marine selvatiche che, pericolosamente depauperate, sono destinate ad estinguersi. L’EPIC rappresenta il più vasto studio di popolazione condotto sui livelli di ALA e sulla conversione in EPA e DHA e, se questi risultati saranno supportati da ulteriori studi, cambieranno le raccomandazioni per la Salute pubblica, il che avrà un effetto positivo anche sulla preservazione delle specie marine.

Fonte scientifica: http://www.ncbi.nlm.nih.gov

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione consentita solo se l'articolo non viene modificato, includendo i link incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi riproduzione vietata.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

Leggi anche
loading...

8 Commenti su questo post

  1. Cit.: IL MITO DELL’OMEGA 3 DEL PESCE
    Gli Omega 3 quelli privi di pesanti effetti collaterali da prostaglandine negative del pesce, stanno nelle mandorle, nei pinoli e nei vari semini, e non nell’olio di pesce. Il simbolo ideologico degli Omega 3, oltre che produttore leader di pastiglie, era David Servan-Schreiber, francese celebre, oltre che docente medico alla Sorbona, a Miami e a Toronto. Circondato da ricchezza, da amici medici e da Omega 3. Niente di tutto questo è riuscito a salvarlo e nel 2011, a soli 49 anni, se ne è andato per cancro al pancreas…………………NON MI SEMBRA CORRETTO QUEST’ULTIMO RIFERIMENTO al Dr. Servan-Schreiber in quanto il suo lavoro non si può relegare ad una semplice ricerca sui benefici degli omega3 !

  2. Alefgb Alex says:

    Mi pare logico

  3. Io studio nutrizione Ri, mi è stato insegnato esattamente il contrario, cioè che gli Omega 3 derivanti dai vegetali (come i semi di lino) hanno una conversione minima in epa e dha, mentre quelli derivanti dal pesce molto maggiore (infatti li compro in farmacia in capsule, per le loro proprietà antiinfiammatorie)……non so se questo studio sia obiettivo, o semplicemente fatto per un pubblico vegetariano, così come non so se ciò che mi viene insegnato sia obiettivo, o semplicemente dettato da un buisness……boh

    • antonio angelini says:

      Mi sembra saggezza alimementate nutrirsi sia di.pesve che di frutta secca.La natura e’ armonia alimentate!!!

  4. Dario Galia says:

    Io mi trovo molto bene con quelli di pesce.

  5. Io sono estremamente intollerante a qurlli del pesce e per alcuni allergica addirittura….

  6. Sono finita con orticaria gigante al Pronto Soccorso con 4 ore di flebo al cortisone…. viva le mandorle e company….parlo per me!!!!!!!!

  7. Davi De says:

    Non sapete nemmeno tradurre:

    “RESULTS:

    Most of the dietary intake of EPA and DHA was supplied by fish; however, meat was the major source in meat-eaters, and spreading fats, soups, and sauces were the major sources in vegetarians. Total n-3 PUFA intakes in non-fish-eaters were 57-80% of those in fish-eaters, but status differences were considerably smaller [corrected]. The estimated product-precursor ratio [corrected] was greater in women than in men and greater in non-fish-eaters than in fish-eaters.
    CONCLUSIONS:

    Substantial differences in intakes and in sources of n-3 PUFAs existed between the dietary-habit groups, but the differences in status were smaller than expected, possibly because the product-precursor ratio [corrected] was greater in non-fish-eaters than in fish-eaters, potentially indicating increased estimated conversion of ALA. If intervention studies were to confirm these findings, it could have implications for fish requirements.”

    Se studi di intervento dovessero confermare questi risultati, si potrebbe avere implicazioni per i requisiti di pesce. “SE”.

    QUESTA E’ MERA DISINFORMAZIONE!!! VERGOGNA!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inline
Inline