Aggiornamento. L’inchiesta iniziata nel 2012 (da cui è tratto l’articolo seguente) si è conclusa nel 2017 con l’assoluzione di tutti e 40 medici e informatori farmaceutici della Sandoz per assenza di prove, come riporta FEDAIISF (Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco). Aggiunge che l’inchiestà parti proprio da una denuncia della multinazionale Novartis, di cui fa parte la Sandoz. La casa farmaceutica licenziò comunque tutti i dipendenti coinvolti.

“Un vero e proprio tariffario per piazzare ormoni bambini. Duemila euro per ogni nuovo paziente. I medici venivano premiati anche con false attestazioni di partecipazioni a congressi. L’azienda aveva scoperto i comportamenti illeciti e aveva adottato misure disciplinare nei confronti degli informatori.” così annuncia la notizia il Fatto Quotidiano.

Secondo l’inchiesta condotta dai Nas, coordinata dalle Procure di Bologna e Busto Arsizio e che avrebbe visto indagati 67 medici di ospedali pubblici e privati e 12 informatori scientifici.

Si indaga su un presunto sistema di corruzione a cui gli informatori della Sandoz, casa farmaceutica svizzera di proprietà della Novartis, sarebbero ricorsi per spingere la prescrizione di due farmaci: uno ormone della crescita con il principio attivo della Somatropina, e l’altro un farmaco che fa aumentare la produzione di globuli rossi, entrambi utilizzati anche come anabolizzanti e considerati sostanze dopanti.

Gli informatori farmaceutici applicavano puntualmente il tariffario: oltre duemila euro per ogni nuovo paziente, tra cui molti bimbi. Ma per i medici non c’erano solo soldi o regali. All’Umberto I di Roma, ad esempio, per alcuni medici la merce di scambio erano anche stipendi in nero e false attestazioni di partecipazione a congressi a New York per giustificare le assenze dal servizio. Il tutto in cambio di 60 nuovi pazienti a cui prescrivere un farmaco per l’ormone della crescita. Nello stesso caso è stato “promesso” ad un medico compiacente anche il pagamento di una quota del contratto di ricercatrice per 50mila euro all’anno, per otto anni a partire dal 2010. Inoltre ai medici venivano anche regalati vestiti, computer e viaggi.

I media italiani avevano vagamente parlato di un’indagine complessa da parte della magistratura italiana e della decisione di Sandoz di licenziare dodici dipendenti e dirigenti sospettati appunto di aver cercato di aumentare le vendite ricorrendo a pratiche illegali, ma senza entrare nello specifico. Comunque ciò emerge è che il sistema messo in piedi dai 67 informatori era imponente: gli ospedali coinvolti in tutta Italia sono oltre 40 e tra questi ci sono anche strutture pediatriche d’eccellenza.

In Italia praticamente non si è detto nulla, mentre la TV Svizzera si dimostra, come sempre, attenta alle esigenze informative dei consumatori raccontando i particolari di una vicenda che ha assunto non solo profili penalistici che sono sotto la lente d’ingrandimento della magistratura inquirente, ma soprattutto, risvolti umani drammatici, a partire dalle sofferenze dei ragazzi costretti ad assumere ormoni della crescita e incorrere nel rischio di pericolose conseguenze per la salute.

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