Prof. Costantini. Ho curato il Parkinson con alte dosi di Vitamina B1

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La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso che causa la perdita dei movimenti volontari e il funzionamento motorio. I sintomi della malattia di Parkinson possono rendere difficile svolgere le attività quotidiane come parlare correttamente, camminare, deglutire e dormire. Un medico italiano, il Dr. Antonio Costantini, neurologo di Viterbo, ha ottenuto enorme successo nel fermare il Parkinson grazie alla vitamina B1 e pubblicato i risultati su riviste scientifiche internazionali.

Sintomi e Segni premonitori del morbo di Parkinson

La malattia di Parkinson, o come spesso definita “morbo di Parkinson” prende il nome dal medico inglese James Parkinson, che pubblicò la prima descrizione dettagliata nel suo trattato An Essay on the Shaking Palsy (“Trattato sulla paralisi agitante”) nel 1817, ed è una malattia neurodegenerativa.

Con il morbo di Parkinson si assiste alla morte delle cellule che sintetizzano e rilasciano la dopamina probabilmente dovuto dalla progressiva morte dei neuroni situati nella “sostanza nera”, una piccola zona del cervello. La dopamina è una sostanza chimica importante per il cervello necessaria non solo per coordinare i movimenti appropriati del corpo, ma anche per l’apprendimento, la motivazione e la regolazione degli stati d’animo. Questo è uno dei motivi per cui la depressione e altri disturbi dell’umore spesso colpiscono le persone con Parkinson.

Non vi è alcuna specifica causa nota del Parkinson e quindi per molti medici è incurabile. Sicuramente è stato dimostrato che alcuni metalli pesanti e tossine, insieme all’infiammazione del cervello, sono legati all’insorgenza della malattia.

La malattia di Parkinson è più comune negli anziani; la maggior parte dei casi si verifica dopo i 50 anni e si stima che in Italia siano 300.000 le persone affette.  La diagnosi nei casi tipici si basa principalmente sui sintomi. I moderni trattamenti sono efficaci per gestire i sintomi motori precoci della malattia, grazie all’uso di agonisti della dopamina. Col progredire della malattia, i neuroni dopaminergici continuano a diminuire di numero, e questi farmaci diventano inefficaci nel trattamento della sintomatologia.

I sintomi più evidenti sono legati al movimento, ed includono:

  • Tremori
  • Rigidità
  • Lentezza nei movimenti
  • Difficoltà a camminare
  • Perdita di equilibrio

In seguito, dopo circa 10 anni, possono insorgere problemi cognitivi e comportamentali:

  • Depressione
  • Affaticamento
  • Problemi urinari
  • Difficoltà a parlare o mangiare normalmente
  • Problemi digestivi, tra cui la stipsi
  • Disturbi del sonno
  • Problemi alla pelle
  • Cambio della voce
  • Disfunzioni sessuali

La vitamina B1 nel trattamento del Parkinson

Il Dr. Costantini, neurologo in provincia di Viterbo, scopre le proprietà della vitamina B1 curando una paziente affetta da rettocolite ulcerosa acuta: “Nei primi 15 giorni di questa terapia a questa paziente sono passati la stanchezza, i dolori ai piedi, ai polpacci, l’insonnia, l’irritabilità. Questo perché? Perché non c’è nessun farmaco o medicina capace di colpire tutti gli organi, mentre tutti gli organi funzionano a Vitamina B1”. Particolare importante, la terapia con la Vitamina B1 non ha nessun effetto collaterale nel tempo”.

“Nel 2011 il nostro gruppo di lavoro faceva la cura a certi dosaggi a seconda del peso: 60 Kg di peso corporeo per 600 mg di vitamina B1, per via orale giungendo ad ottenere risultati meravigliosi: l’azzeramento della stanchezza e di tutti i sintomi di accompagnamento alla stanchezza”.

“Si trovava la normalità in questa abbondanza. Quindi la terapia basata su alte dosi di Vitamina B1 eliminava la stanchezza ed il deficit neurologico. Certo, dopo 20 o 30 anni di durata, la malattia non poteva essere eliminata completamente. Ma una parte importante sì. Inoltre abbiamo dimostrato che l’effetto della Vitamina B1 può durare nel tempo e che sintomi neurologici e stanchezza sono dovuti a una alterazione del metabolismo della Vitamina B1”.

Il Prof. Antonio Costantini, che lavora presso il Reparto di Riabilitazione Neuromotoria di Villa Immacolata a San Martino al Cimino (Viterbo) ha pubblicato in letteratura scientifica tre casi clinici in cui l’uso di dosi elevate della vitamina B1 ha permesso di migliorare notevolmente la funzione motoria.

Il tutto è cominciato mentre stava trattando pazienti con sclerosi multipla, ed un’altra paziente ricoverata ha chiesto di ricevere la terapia.  Era affetta da una malattia neurodegenerativa, l’atassia spinocerebellare di tipo 2.  Dopo 3 mesi di terapia a base di vitamina B1 per iniezione intramuscolare era migliorata non solo la stanchezza, ma erano migliorati anche i sintomi neurologici, soprattutto il linguaggio gravemente compromesso da disartria era diventato comprensibile. A questo punto il Prof. Costantini ha provato a trattare altre patologie neurodegenerative, quali l’atassia di Friedreich e la malattia di Parkinson, anche perché l’atassia cerebellare di tipo 2 in alcune famiglie nel mondo, può presentarsi con sintomi parkinsoniani e non con i sintomi caratteristici dell’incoordinazione.

La ricerca, poi pubblicata sul sito The National Center for Biotechnology Information degli Stati Uniti ha riguardato 33 uomini e 17 donne, con una età oscillante tra i 70 ed i 13 anni e con una durata media della malattia tra i 6 ed i 7 anni. Tutti i pazienti hanno iniziato con un trattamento di 100 mg di tiamina (Vitamina B1)  intramuscolo due volte a settimana senza nessuna variazione della terapia personale prescritta dai neurologi. Tutti i pazienti sono stati rivalutati dopo un mese e sottoposti a controllo successivo ogni tre mesi durante il trattamento. Il trattamento con tiamina ha portato ad un significativo miglioramento dei sintomi motori e non motori in circa tre mesi e la loro condizione è rimasta stabile nel tempo. Alcuni pazienti di media gravità hanno avuto una completa regressione dei sintomi.

Le conclusioni cui sono giunti i ricercatori Italia, tra cui è anche il dott. Roberto Fancellu, sono che la somministrazione di alte dosi di tiamina per via parenterale è stata efficace nel far regredire i sintomi motori e non motori del Parkinson. Il miglioramento clinico è stato stabile nel tempo in tutti i pazienti, la tiamina potrebbe avere un’azione ristorativa e neuroprotettiva nella malattia di Parkinson ed è importante sottolineare come un’assunzione prolungata di questa sostanza non ha alcun effetto collaterale nel tempo.

Tuttavia alcuni professori e medici sostengono che lo studio del dott. Costantini, era uno studio aperto, ovvero non aveva un gruppo di controllo che prendeva un placebo (preparato dall’aspetto simile, ma senza il principio attivo), per cui gli effetti positivi osservati potevano essere dovuti all’effetto placebo. Inoltre, dovrebbero essere considerati alcuni elementi importanti, per esempio, se la terapia dopaminergica assunta funzionava oppure no.

E’ lo stesso dottor Costantini a voler mantenere un profilo equilibrato sua scoperta e la sua metodologia. Non ha deliberatamente avviato alcuna campagna promozionale. Ha rifiutato di brevettare i risultati del suo lavoro perché non vuole “ speculare” su malattie così devastanti. Ha accettato il confronto scientifico ed ha inviato i risultati delle sue ricerche a riviste specializzate oltre a partecipare a convegni e conferenze dove si è sottoposto al vaglio di colleghi ed esperti.

Contattare il Dr. Costantini

Per chi volesse contattare lo studio di Villa Immacolata dove opera il Dr. Antonio Costantini può chiamare il numero: 0761292559

Sebbene la vitamina B1 sia presente anche nel cibo, l’integrazione di alte dosi ha un effetto terapeutico molto più marcato e veloce rispetto al consumo alimentare, soprattutto quando si cerca di contrastare una malattia che andava avanti da anni. Ecco la lista dei cibi con il maggiore contenuto di vitamina B1:
  • Lievito di birra
  • Germe di grano
  • Semi di sesamo
  • Semi di girasole
  • Coriandolo fresco
  • Pinoli
  • Noci di macadamia

Un ultimo consiglio finale sul trattamento: evitare cibi pro-infiammatori come glutine, latticini, alcolici, carne rossa; praticare il digiuno intermittente; effettuare una disintossicazione da metalli pesanti (nei centri dove praticano il mineralogramma consigliano poi anche la cura adatta).

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Riferimenti
– Antonio Costantini et al. High-dose thiamine as initial treatment for Parkinson’s disease. BMJ Case Rep. 2013; 2013: bcr2013009289.
– Costantini A et al. Long-Term Treatment with High-Dose Thiamine in Parkinson Disease: An Open-Label Pilot Study. J Altern Complement Med. 2015 Dec;21(12):740-7.

Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione vietata senza il consenso scritto dell'autore.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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