I pesticidi in frutta e verdura danneggiano il DNA

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PESTICIDI DNA

Tutta la frutta e verdura che compriamo nei supermercati o mercati cittadini è piena di pesticidi. Purtroppo è un fatto che fino a qualche tempo fa era considerato normale ed anche innocuo, mentre ora recenti analisi mostrano che consumare molta frutta e verdura trattata può provocare danni seri alla salute.

L’argomento è venuto alla ribalta dei media qualche tempo fa col servizio delle Iene che aveva fatto analizzare dei prodotti del mercato ortofrutticolo e scoperto che molti di essi avevano pesticidi oltre la norma e addirittura alcuni vietati nel nostro paese per la loro pericolosità (accade con la frutta importata dall’estero). Solo per fare alcuni esempi: nella banane è stato trovato un pesticida cancerogeno da noi illegale, nei pompelmi un erbicida e, in altri casi, è stata individuata una quantità enorme di pesticidi anche se legali.

Il fatto è che questi pesticidi (vedi ad esempio i fitofarmaci) spesso entrano nel ciclo vitale della frutta e verdura e quindi anche lavandola benissimo con tutti gli accorgimenti possibili, elimineremo solo i pesticidi nella parte esterna e quindi li mangeremo lo stesso. Lo sa bene chi vive nella Val di Non, famosa per la produzione delle mele, che si è trovato i pesticidi nelle urine. Infatti la mela è il frutto più contaminato di pesticidi in assoluto come emerge da una analisi dell’EWG, sottoposta a 38 trattamenti diversi per fargli avere l’aspetto e la lucidità che la rendono appetibile anche se tossica.

Ma i cittadini della Val di Non ne hanno abbastanza di questa contaminazione e qualche settimana fa si è svolto in trentino un convegno dal titolo «Ambiente è salute: esposizione cronica a pesticidi e Dna umano» dove il Dr. Marco Tomasetti dell’Università Politecnica delle Marche ha spiegato l’azione dei pesticidi sul Dna umano:

  • I pesticidi provocano una rottura del genoma
  • inibiscono la naturale funzione ricostruttiva e rigenerativa del DNA che ha danneggiato
  • e quindi obbligano la cellula a riprodursi in maniera errata, causando tutto quello che ne consegue dal cancro a malattie neurodegenerative

La dottoressa Renata Alleva del Irccs Rizzoli di Bologna ha spiegato da un’analisi fatta sulla popolazione che vive vicino ai campi coltivati dove sono usati i pesticidi che

  • “Il danno al Dna si accumula e una donna in gravidanza può trasferire al feto le sostanze. Ciò può avvenire anche durante l’allattamento, visto che i residui dei pesticidi si accumulano nei grassi”.

Infatti è stato dimostrato il collegamento tra pesticidi ed autismo: il rischio di avere un bambino affetto da autismo o da un altro ritardo dello sviluppo aumenta di oltre il 60% per le donne che vivono nelle vicinanze di campi e fattorie in cui vengono utilizzati pesticidi.

Quello che nel convegno ha scaturito le proteste è stata la risposta del rappresentante delle aziende produttrici di mele, tra cui anche la Melinda era presente, che aveva affermato “Noi agricoltori siamo accusati di essere gli artefici delle problematiche esposte in questo studio. Non crediamo sia così. Noi agiamo nel rispetto delle norme.” Insomma dello stile: “Se ti ammali è a norma di legge non preoccuparti!

Per questo è importante fare informazione perché quando gli agricoltori sanno cosa stanno facendo allora sì che diventano colpevoli di proseguire in una pratica che si è dimostrata dannosa per la salute della popolazione, dei loro clienti.

Il mio consiglio è infatti sempre quello di consumare prodotti biologici o non trattati, meglio se locali da contadini di fiducia che non usano tali prodotti. E’ stato fatto infatti uno studio su una famiglia che ha consumato SOLO cibi biologici per una settimana ed è emerso che la quantità di pesticidi nel corpo è diminuita del 90%.

I pesticidi sono un cocktail chimico che è correlato a

  • riduzione della fertilità
  • aumento di alcuni tipi di tumore
  • pubertà precoce
  • diabete
  • obesità
  • interferiscono con i farmaci

Quello che metti in bocca ha un grande effetto sul tuo corpo e la tua mente, sceglilo con cura.

Alcuni studi scientifici sui danni del DNA legato ai pesticidi
Analysis of pesticide exposure and DNA damage in immigrant farmworkers
Oxidative stress and DNA damage in agricultural workers
Effects of model organophosphorous pesticides on DNA damage and proliferation of HepG2 cells

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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5 Commenti su questo post

  1. Mina Simone Mina Simone says:

    Ditemi cosa dobbiamo mangiare

  2. Vale Ntina Vale Ntina says:

    Anch’io lo vorrei sapere!!!!

  3. Cose coltivate da noi col sistema biodinamico

  4. Ci sono anche i negozi che vendono il biodinamico

  5. Giorgio says:

    Da anni studio gli agenti nutrienti presenti nei cibi e gli agenti tossici dei veleni naturali presenti in verdure e semi (metaboliti secondari, o fitotossine).
    Spesso mi ritrovo a dialogare con teorici che minimizzano alcuni dati scientifici affermando che tutta la frutta, le verdure e i semi sono ottimali per l’uomo.
    Abbiamo già parlato in passato (articolo 1 – articolo 2 – articolo 3 – articolo 4) delle fitotossine e del meccanismo utilizzato da OGNI essere vivente (erbe e semi inclusi) per difendersi dal proprio predatore (l’erbivoro e il semivoro in questo caso).
    Recenti studi interdisciplinari di geologia, paleobotanica e paleontologia hanno evidenziato che l’estinzione del più grande mammifero terrestre mai esistito sulla faccia della Terra (l’indricoterio) sia stata causata 30 milioni di anni fa non da un asteroide, non da enormi predatori come il Tirannosaurus Rex, men che meno da una glaciazione, bensì dalle microscopiche fitotossine delle piante

    http://www.paradisefruit.altervista.org/fitotossine-milioni-volte-piu-tossiche-dei-pesticidi/

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