Pier Luigi Ighina – Capitolo 2: I Segreti di Marconi

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Gradirei porgere un cordiale ringraziamento alla Scienza Ufficiale la quale ha dato la possibilità di sviluppare in Imola, città tanto cara a Guglielmo Marconi, i segreti da lui lasciati. Una particolare gratitudine a tutti i collaboratori e simpatizzanti che hanno partecipato alla costruzione degli apparecchi scientifici e che ancora fedelmente perseverano a tale ideale. 

Sino ad ora la Scienza Ufficiale ha fondato le proprie basi sulle teorie dei più grandi scienziati del mondo, una delle quali sarebbe che il nostro globo terrestre ruotando su se stesso percorre tante orbite attorno al sole, generando i fenomeni che attualmente tutti possiamo osservare.

Questo è giusto, ma Guglielmo Marconi, come tutti i geni, non contento delle evidenze inconfutabili elargite dalla scienza, ha voluto penetrare le indiscusse realtà di fatto, considerando ciò che gli studiosi di tutti i tempi avevano tralasciato di notare e che Madre Natura con lenta costante perseveranza, al di là della mente e dell’occhio umano, produceva con perenne alacrità. Guglielmo Marconi, sensibile acuto captatore di energie, entrava così in quel regno di verità, avvertendo tutte le conseguenze del movimento della Materia. La prima cosa che ha messo in atto dopo la conoscenza dell’energia solare e terrestre è stata la realizzazione di un antico sogno: la radio trasmittente e ricevente.

In seguito ha provato l’emozione di poter constatare che ogni cosa sulla terra come pure la nostra esistenza è subordinata all’influenza, di un effetto stroboscopico, vale a dire un effetto ottico causato dalle due rotazioni di energia, una solare discendente (luminosa), ed una terrestre ascendente (opaca), le quali recano un effetto di movimento sulle materie ferme. Infatti se noi facessimo ruotare una sorgente luminosa in senso destrorso e un’altra opaca nel senso contrario noteremmo in tutte le materie ed in noi stessi un movimento per effetto ottico. La stessa cosa avviene sul nostro pianeta, ma in che modo? Vediamo come Marconi è riuscito a scoprire l’arcano.

(Procediamo nelle spiegazioni con una certa metodicità in modo che al lettore non vengano dubbi sull’autenticità delle osservazioni effettuate dallo scienziato). L’energia solare contiene in se stessa tutte le composizioni cellulari esistenti nel nostro pianeta. Vediamo dunque come avviene la trasformazione dell’energia in materia. Marconi cominciò osservando gli effetti che i minerali, i vegetali, e gli animali producevano sulle due energie da lui scoperte. Constatò quindi che ogni materia possedeva forme rotonde per la rotazione a spirale delle due energie. Ne seguì uno studio dettagliato della chiocciola (o lumaca) terrestre e marina, perché all’esterno ed all’interno di essa (vedi Nautilus), era più che mai evidente la forma della spirale.

Dopo varie osservazioni Marconi riuscì a scoprire che l’abitacolo della chiocciola riceveva l’energia solare e terrestre a seconda della posizione in cui ella istintivamente si poneva. Ebbe così la certezza che ciò era dovuto alla forma della spirale in essa contenuta. Effettivamente, se l’abitacolo della lumaca è rivolto verso l’alto ella capta l’energia solare, al contrario, verso il basso assorbe l’energia terrestre, se in posizione orizzontale, può caricarsi sia di energia solare che terrestre contemporaneamente. Da queste considerazioni lo scienziato, riuscì dopo qualche anno a scoprire l’enigma della luminosità solare e, fu qui che mi mise al corrente delle sue scoperte incaricandomi di proseguire nelle ricerche anche dopo la sua morte. Come vedete, così ho fatto.

Guglielmo Marconi, per scoprire che cos’era il sole non fece altro che suddividerlo in sette parti. Attraverso i sette colori dell’iride egli comprese che ognuno di essi possedeva un’energia, ed era mediante codesta energia che si poteva comporre o scomporre l’intero sole riuscendo così a conoscerne la potenza. Ma la parte principale era il comprendere come poter prelevare l’energia solare ed usufruirla.

Le attente osservazioni di Marconi verso la natura lo portarono ad intuire che i pendii delle colline erano scivoli importanti per fare scorrere l’energia solare. Ciò viene tuttora dimostrato dalla finestra del suo laboratorio a Villa Grifone, la quale è situata proprio alla fine di un pendio. Da questo vediamo come lo scienziato tenesse conto delle risorse naturali che Madre Natura metteva a sua disposizione.

Il sole, o meglio l’energia solare nello scendere verso il globo terrestre ha una rotazione destrorsa identica a quella osservata nella spirale della lumaca. Tale movimento ha lo scopo di fare penetrare l’energia solare all’interno della terra rendendola satura, ed in un secondo tempo di rilanciare l’energia superflua nuovamente verso il sole tramite il magma interno che è nel centro della terra. Essendo questa energia una riflessione, il suo moto rotatorio verso il sole sarà così in senso contrario a quello antecedente.

Queste due energie rotative contrarie una dall’altra producono un ritmo costante. Dentro questo ritmo si possono prelevare tutti i ritmi corrispondenti alle cellule delle materie esistenti sul nostro pianeta. Prelevando un ritmo completo e bloccando le due velocità rotative, le loro energie si solidificano diventando una cellula di materia con caratteristiche diverse a seconda della distanza del ritmo dal sole.

Le cellule di materia di diversa costituzione, possono alimentarsi dal ritmo generale sole è terra e diventare così cellule viventi. Questo è il segreto di Madre Natura, la quale trasforma l’energia in materia, così come avviene in noi e su tutte la materie esistenti nella terra perché siamo dentro ad un ritmo di energia rotativa. Ecco perché abbiamo dunque scoperto che la terra è bloccata da questo ritmo e ruota soltanto l’energia solare e terrestre in essa contenuta.

Ora vediamo come avviene la rotazione solare.
Ogni pianeta esistente nel cosmo forma un ritmo identico a quello della terra. Tutte le energie uscenti dai pianeti che ci circondano sono destinate a tornare al sole. Per penetrare nel sole tali energie producono un cuneo, il quale spostando l’energia solare imprime ad essa una rotazione obbligatoria, nel medesimo tempo con il loro spostamento creano varie intensità di luce più o meno forte generando così pulsazioni luminose. Queste pulsazioni servono al sole per direzionare l’energia in un punto stabilito.

La rotazione dell’energia solare ha una grande proprietà, quella di poter penetrare nelle materie in qualsiasi posizione esse si trovino, alimentando continuamente le cellule di cui sono composte. Questa rotazione nel cosmo, produce una condensazione di ritmi che forma una cupola magnetica protettrice della materia esistente.

Pier Luigi Ighina

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Pier Luigi Ighina – Capitolo 1: Il lato Buono della Scienza

Pier Luigi Ighina – Capitolo 2: I Segreti di Marconi

Pier Luigi Ighina – Capitolo 3: Ecco come far scomparire la materia

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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