La Pietra del Sole dei Vichinghi non è più un mistero

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La favolosa “pietra del Sole” che, secondo le saghe norvegesi,  se tenuta rivolta verso il cielo, avrebbe avuto la capacità di rivelare la posizione del sole anche durante una giornata nuvolosa permettendo ai marinai vichinghi di orientarsi, non è solo una leggenda. Lo affermano dei ricercatori che hanno dimostrato la sua efficacia.

I Vichinghi, come è noto, popolarono Islanda e Groenlandia e raggiunsero l’America ben prima di Cristoforo Colombo.

Ma come facevano a orientarsi ?

All’epoca dei loro grandi viaggi, intorno all’anno 1000, la bussola era stata inventata e neppure strumenti, assai diffusi nel Mediterraneo, quali gli astrolabi. Avevano i loro espedienti: per esempio, si narra di un navigatore che portava con sé una gabbia di corvi e che lasciava andare per osservarne il comportamento. Se volavano in tondo attorno alla nave e vi si posavano: “no terra!”. Se invece puntavano verso un direzione precisa: “terra!”.

Un altro modo per scegliere la rotta era ovviamente l’uso delle stelle ma il cielo, sopra ai mari che navigavano i “Vikings”, era spesso coperto; inoltre, le notti in estate, stagione nella quale viaggiavano duravano poco o nulla alle alte latitudini (vedi Sole di mezzanotte). E per il Sole si presentava un problema identico di copertura nuvolosa.

Oltre alle loro grandi conoscenze astronomiche e marittime, avrebbero utilizzato le “pietre del Sole”, guardandole in modo tale da rilevare l’esatta posizione della stella, invisibile ad occhio nudo, in modo da poter conoscere la direzione della loro nave.

La leggenda dell’eroe vichingo Sigurd parla di una “pietra del sole”. Re Olaf, durante una giornata nevosa, chiese a Sigurd di cercare di localizzare il sole. Per verificare che la risposta di Sigurd fosse corretta, Olaf afferrò una pietra del sole e riuscì a trovare la stella, nascosta da uno spesso strato di nubi.

Le leggende che ne fanno menzione, tuttavia, non danno alcuna indicazione sulla natura di queste pietre leggendarie, nessuna delle quali è mai stata formalmente identificata nei reperti archeologici.

Tuttavia la leggenda della pietra del sole potrebbe davvero essere basata su un fondo di verità: nel 1967, l’archeologo danese Thorkild Ramskou suggerì che questa pietra potesse essere un cristallo polarizzante.

L’idea di Ramskou era che i Vichinghi sollevando verso il cielo questo cristalli e ruotandolo si creava una traccia di luce che rivelava dove si trovava il Sole anche in giornate nuvolose o nebbiose.

Per decenni questa teoria si attirò critiche da ogni parte. In questi ultimi anni però è ritornata in auge e messa nuovamente alla prova grazie a Ropars Guy, ricercatore presso il Laboratorio di Fisica Laser dell’Università di Rennes-1, per cui la “pietra del Sole” non è altro che “uno spato d’Islanda“, un cristallo di calcite trasparente relativamente comune in Scandinavia e che viene ancora utilizzato in alcuni strumenti ottici.

Le proprietà polarizzanti di questo cristallo erano note a Huygens e Newton, e a chi venne prima di loro. Ma prove storiche dell’utilizzo di questa forma di calcite da parte dei Vichinghi non ne sono ancora state trovate.

Questo cristallo ha infatti la proprietà di “depolarizzare” la luce del Sole, vale a dire di filtrarla in modo diverso a seconda di come viene orientata la pietra.

spato

In pratica, se si guarda la luce attraverso il cristallo, questo produce due “fasci” diversi, l’uno “ordinario” e l’altro “depolarizzato”. Guy Ropars e il suo collega Albert Le Floch, affermano: “Quando si gira il cristallo su se stesso per ottenere una posizione, se l’intensità delle due immagini sono rigorosamente uguali, allora il cristallo dice esattamente qual è la direzione del Sole.”

I raggi del sole che ci arrivano sono in effetti parzialmente “polarizzati”, cioè orientati in un senso specifico.

“Quando si guarda il cielo allo zenithla luce del sole, che inizialmente non è polarizzata, cade sulle molecole dell’atmosfera. Queste molecole si comportano come piccoli ripetitori che portano al nostro occhio soltanto una vibrazione orizzontale, perpendicolare alla posizione del Sole “.

Un cristallo di calcite è stato trovato a bordo di un relitto britannico del XVI secolo scoperto al largo dell’isola britannica di Anderley.

Guy Ropars ha realizzato un piccolo apparecchio, una scatoletta, chiusa da due piccole tavole di legno, una delle quali, forata, lascia passare un raggio di luce. Fra le due tavolette è collocata la calcite e la luce, passando attraverso la “pietra del Sole”, si divide in due raggi che proiettano due deboli macchioline di luce.

Spostando a caso la scatola c’è solo una posizione in cui le due macchioline si equivalgono in brillantezza: ed è così che si capisce dove è posizionato il Sole. Orientarsi, poi, diventa facile e, di conseguenza, raggiungere il “Nuovo Mondo”.

Con l’aiuto di calcoli teorici molto sofisticati rinforzati da una lunga serie di test effettuati con i loro colleghi canadesi e americani, i ricercatori hanno concluso che “la direzione del Sole può essere facilmente determinata grazie ad una semplice osservazione basata sulla differenziazione tra le due immagini “prodotte dallo spato d’ Islanda.

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica britannica Proceedings della Royal Society A, riporta che “Può essere raggiunta una precisione di soli pochi gradi, anche in condizioni di luce crepuscolare”. Anche senza alcuna conoscenza scientifica sulla polarizzazione, i vichinghi hanno potuto facilmente osservare le proprietà di questo cristallo e usarlo per trovare il Sole a colpo sicuro.

Fonti

Did Vikings navigate by polarized light?

Vikings’ crystal clear method of navigation

LEGENDARY VIKING SUNSTONE NAVIGATION: SOLVED

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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