Guarire con il Reiki – Ecco gli ospedali in cui viene praticato

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reiki ospedale

“Il calore che si irradia dalla mano, applicato ai malati, è altamente salutare.”
Ippocrate

Il Reiki è una tecnica di guarigione antica in cui l’operatore riesce (attraverso una iniziazione, dei simboli o perché ne è naturalmente capace) ad attingere all’energia vitale universale ed emanarla attraverso le mani che sono imposte sul paziente ed in particolare sulla zona da guarire. Questa pratica è stata riscoperta dal giapponese Mikao Usui alla fine del 1800.

Il Reiki è una tecnica di rilassamento, riduzione dello stress, ripristino della salute psico-fisica ed è in grado di trattare tutti i malanni fisici, emozionali e mentali.

L’energia impiegata nei trattamenti non è quella personale dell’operatore, ma viene attinta da quell’inesauribile serbatoio di energia che è alla base della struttura dell’universo e viene fatta scorrere attraverso i canali del sistema energetico umano (chiamato in oriente con diversi nomi come meridiani, chakra, nadi e ben noto ad agopuntori e operatori Shiatsu), lungo le braccia, per poi uscire attraverso le mani, pronta per essere trasferita a se stessi o agli altri. Infatti il Reiki è anche un potente auto-trattamento.

Da molti anni ormai il Reiki viene utilizzato con successo in numerosi ospedali e strutture sanitarie di tutto il mondo.

Dall’esperienza di altri paesi nel mondo, [il Reiki] è arrivato negli ospedali anche in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente: il 98 per cento delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico.

La sensazione descritta è di un sensibile calo dell’ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’umore. In una piccola percentuale (il 10 per cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del dolore.

Tratto da “La Repubblica” del 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino

IL POTERE DEL REIKI

Per comprendere i cambiamenti biologici prodotti dal Reiki, lo psicobiologo brasiliano Ricardo Monezi lo ha testato sui topi con il cancro. L’animale non ha implicazioni psicologiche, fede, credenze o empatia nei confronti dell’operatore“, spiega Monezi. Per la ricerca Monezi ha scelto, tra tutte le pratica che utilizzano l’imposizione delle mani, proprio il Reiki essendo l’unica senza sfumature religiose. Nell’esperimento, che è durato 5 anni, il team di ricerca ha diviso 60 topi con tumori in tre gruppi. Il gruppo di controllo non ha ricevuto alcun trattamento, il gruppo del guanto di controllo” ha ricevuto un trattamento “finto” con un paio di guanti collegati a manici in legno, ed il gruppo imposizione” ha ricevuto trattamenti di Reiki con le mani di uno stesso operatore. Gli animali sono stati sottoposti al Reiki per quattro giorni, in sessioni di 15 minuti. Dopo l’esperimento, gli animali sono stati valutati per la loro risposta immunitaria e cioè per la capacità del corpo di distruggere i tumori. I risultati hanno mostrato che nel gruppo “imposizione”, globuli bianchi e cellule immunitarie hanno raddoppiato la loro capacità di riconoscere e distruggere le cellule tumoraliSecondo il biologo, questi risultati escludono l’ipotesi che il successo del trattamento è il risultato di suggestione psicologica. Non so ancora distinguere se l’energia che agisce nel Reiki è di tipo magnetico, elettromagnetico o elettrico. Gli articoli che descrivono la natura sottile dell’energia trovano spiegazioni nella fisica attuale”. Secondo Monezi, questa energia produce onde fisiche, che rilasciano un ormone in grado di attivare le cellule di difesa del corpo. Non vi sono state, inoltre, differenze significative nei gruppi che non avevano ricevuto il Reiki. La squadra ha iniziato ad analizzare gli effetti del Reiki negli esseri umani. Lo studio non è ancora completoma lo psicologo ha detto che il primo gruppo di 16 persone, ha già mostrato risultati positivi. I risultati suggeriscono un miglioramento, per esempio, nella qualità della vita e nella riduzione dei sintomi di ansia e depressione.” Il lavoro è parte della sua tesi di dottorato presso l’Università Federale di São Paulo nel 2013.

La spiegazione del potere del Reiki può essere compresa chiaramente alla luce delle recenti scoperte sui biofotoni che vengono emessi dal corpo umano.

I BENEFICI DEL REIKI

Il Reiki può essere usato nel trattamento di praticamente tutte le malattie e disturbi conosciuti. Può essere affiancato ad altre terapie sia naturali che allopatiche migliorandone l’efficacia. Infatti ogni squilibrio fisico o mentale è il risultato di uno squilibrio energetico come ogni tradizione antica affermava ed oggi gli scienziati della fotobiologia possono dimostrare. La nuova medicina che si sta affacciando e sempre più persone stanno sperimentando è una medicina quantistica che si basa sulle frequenze come ho spiegato nell’articolo Le frequenze che guariscono – L’antica medicina del futuro.

Ecco alcuni benefici riconosciuti alla pratica del Reiki:

  • Riduce stress, ansia, fobie e depressione
  • Elimina il dolore fisico e psicologico
  • Scioglie l’emicrania
  • Stimola la fuoriuscita delle tossine
  • Rinforza il sistema immunitario favorendo la guarigione da ogni malattia
  • Stimola il sistema linfatico ed endocrino
  • Riattiva la circolazione
  • Rigenera i tessuti
  • Riduce edemi e gonfiori
  • Attenua i disturbi gastrici
  • Migliora la digestione
  • Riduce i sintomi delle intolleranze alimentari ed allergie
  • Favorisce un profondo stato di rilassamento
  • Lavora in profondità nell’inconscio andando a destrutturare gli schemi mentali all’origine di infelicità e blocchi emotivi
  • Stimola il contatto con la parte profonda di noi
  • Favorisce la crescita personale e la maturazione psicologica

IL REIKI NEGLI OSPEDALI ITALIANI

La pratica del Reiki, qualora il paziente lo richiedesse, è impiegata in vari ospedali di tutto il mondo, Italia compresa, da volontari o da infermieri e personale medico. Ecco quali ospedali italiani impiegano questa pratica.

• ROMA. Il Reiki viene praticato in un solo ospedale, il Regina Elena.

MILANO. Il Reiki viene praticato nell’Ospedale San Carlo Borromeo. Viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica.

• TORINO. Il Reiki viene praticato presso l’Ospedale San Giovanni Battista, al C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino). Il paziente è seguito da un’equipe composta da differenti figure professioali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki dell’associazione Cerchio di Luce.

ASTI.  Il Reiki viene praticato presso l’Ospedale Cardinal Massaia nel reparto di Oncologia.

VICENZA. Pratiche di Reiki vengono svolte presso il Servizio per le Tossicodipendente e l’Alcologia (Ser.T). Il Reiki, dunque, viene inserito tra i programmi di recupero di soggetti alcool dipendenti.

• NAPOLI. Il Reiki si pratica anche a Napoli, alla ASL NA1, distretto 33 all’ambulatorio di ginecologia diretto dalla dottoressa Giulia Zinno e a cura dei volontari dell’associazione Yantra.

Esistono inoltre tantissimi centri privati e liberi professionisti che praticano il Reiki.

IL REIKI IN SVIZZERA

In Svizzera alcune assicurazioni e casse mutualistiche rimborsano i trattamenti di Reiki. Ecco una lista:

Groupe Mutuel (5, rue du Nord 1920 Martigny Tel. 0848 803 111), gruppo che comprende 15 assicurazioni diverse, che per brevità non sono qui elencate.

  • Intras (Direction Générale 10, rue Blavignac 1227 Carouge Tel. 022 8279292)
  • Swica (39, Boulevard de Grancy 1006 Losanna Tel. 02116130404)
  • La Caisse Vaudoise (11, rue de Carojine CP 288 1001 Losanna Tel. 021 3482511)
  • Supra (35, Chemin de Primerose 1000 Losanna 3 Cour Tel. 021 6145454)

IL REIKI NEGLI USA

La nazione in cui il Reiki è più diffuso negli ospedali è senza dubbio gli Stati Uniti, che ha infatti il maggior numero di ospedali che integrano pratiche Reiki in reparto. Basti pensare che se ne contano più di 800. Eccone alcuni.

Memorial Sloan-kettering Cancer Center (New York). L’ospedale propone il Reiki come terapia individuale per i degenti, a richiesta di questi ultimi. Nell’ospedale inoltre ci sono 6 dottori e 25 infermiere che usano Reiki. I corsi sono stati tenuti da Marylin Vega, che esegue trattamenti di Reiki ai malati, inclusi malati di cancro e trapiantati ai reni.

Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital (New York). Marylin Vega esegue trattamenti Reiki pre/post operazione e a malati di ogni genere.

• Women&Infant Hospital (Providence, Rhode Island). Reiki Clinic nel Dipartimento di Oncologia, gestita da Ava Wolf e Janet Wing.001 401-727-3034- [email protected]

Rhode Island State Nurse’s Association. Al suo interno si effettuano training di Reiki per infermieri. La formazione è gestita da Ava Wolf e Janet Wing  – 001 401-727-3034 – [email protected]

Tucson Medical Center (TMC) (Arizona). Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia, e poi gradualmente anche negli altri reparti. -Programma gestito da Sally Soderlund, infermiera, Support Service Coordinator for Oncology (001 520 3242900).

Portsmouth Regional Hospital (New Hampshire). Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte dei 20 membri formati al Reiki. Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi. Programma gestito da Patricia Alandydy, infermiera, Assistand Director of Surgical Service.Patricia: 001 603 433 5175

California Pacific Medical Center (North California). E’ uno dei più grandi ospedali della California. Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki. Programma gestito da due medici, Dr. Mike Cantwell e Dr. Amy Saltzman con successo: la lista di attesa è spesso sopra i 100 pazienti. I pazienti che reagiscono bene ai trattamenti di Reiki partecipano ad un corso di Reiki in modo da continuare ad auto-trattarsi, liberando il personale interno all’ospedale che può così trattarne altri. Dr. Cantwell: 001 415 923 3503

University of Michigan Medical School. Mary Lee Radka, infermiera, gestisce i corsi di Reiki all’interno dell’ospedale destinati a infermieri ed allo staff ospedaliero. Nell’ospedale è usato il Reiki, tra l’altro anche nel pronto soccorso.

Ospedali del New England (USA). Più di una dozzina di ospedali della regione hanno formato il loro staff al Reiki e lo applicano come cura complementare. Libby Barnett e Maggie Chambers sono i Reiki Masters: 001 603 654 2787.

Columbian Presbyterian Medical Center (New York). Dr. Mehmet Oz, noto cardiochirurgo, si fa aiutare da Julie Motz (operatore Reiki) durante le operazioni a cuore aperto ed i trapianti di cuore con ottimi risultati sul decorso post-operatorio.

Marin General Hospital (Marin, California). Julie Motz (operatore Reiki) ha sperimentato Reiki durante le operazioni (ad. es. mastectomia) con ottimi risultati.

Albert Einstein Healtcare Network (Philadelphia). True Gala conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato. [email protected]

Dana-Farber Cancer Institute (Boston). Le cure complementari (CAM), tra cui Reiki, sono state integrate alle normali cure oncologiche. Conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki ed altre discipline in oncologia. Informazioni sul database del CRISP.

Warren Grant Magnuson Clinical Center of the National Institutes of Health (NIH). Ann Berger, responsabile del Pain and Palliative Care Service (Servizio Dolore e Cure Palliative) dell’ospedale, nel 2000 ha introdotto il Reiki con successo in quest’ambito: Per maggiori informazioni contattare Pamela Miles, che ha scritto un articolo sull’uso del Reiki in questo ospedale.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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5 Commenti su questo post

  1. caterina says:

    io l ho praticato ma non ho avuto nessun benefici è solo pscologico e negativo

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