Intolleranza al glutine

L’intolleranza al glutine tende a generare i medesimi sintomi, sebbene in forma più leggera, tipici della celiachia. E se di fatto la “sensibilità al glutine” non comporta alcun danno a carico dell’intestino, tuttavia tali manifestazioni tendono a verificarsi subito dopo avere consumato alimenti che contengono glutine attraverso gonfiore addominale, crampi allo stomaco, emicrania, dissenteria e sovente sonnolenza.

A differenza della celiachia, la cui presenza può essere comprovata mediante l’esecuzione di esami del sangue o ancora attraverso il prelievo e la successiva analisi in laboratorio di un campione di mucosa dell’intestino, l’allergia al glutine non è riscontrabile attraverso semplici esami del sangue: questo avviene poiché ad oggi non sono ancora stati isolati i marcatori specifici che consentano di effettuare una diagnosi accurata. In questo caso neanche la parete dell’intestino risulta d’aiuto poiché l’intolleranza non la intacca in alcun modo e per questo appare comunemente inalterata. Gli effetti tuttavia non devono essere trascurati ed è sempre preferibile richiedere l’aiuto di uno specialista.

Si può dunque soffrire di intolleranza al glutine senza essere celiaci e quindi i normali test per la celiachianon funzionano in questo senso. Ricerche mediche hanno stimato che l’1% della popolazione è celiaca e che l’8% è intollerante al glutine, con sintomi che spesso i medici non sanno riconoscere. Oltre ai 165.000 soggetti diagnosticati celiaci si stima un numero sommerso di circa 440.000 persone che non lo sanno, senza considerare ancora di più quelli intolleranti.

Il glutine è un complesso proteico contenuto in alcuni cereali quali frumento (grano), farro, segale, orzo, kamut, avena. Se si è intolleranti a questa sostanza il nostro corpo manderà dei segnali spiacevoli che indicano chiaramente che non riesce a digerire questa sostanza e che va quindi assolutamente evitata altrimenti si creeranno danni gravi come infiammazionidanneggiamento cronico dell’intestinodisturbi psicologici e malattie autoimmuni (come la tiroidite ad esempio).

Intolleranza al glutine sintomi

Comprendere se sussiste realmente un’intolleranza al glutine può non essere semplice e immediato, tuttavia è importante, quantomeno come primo passo, porsi una serie di interrogativi utili a verificare tale condizione:

  • Consumi regolarmente cibi contenenti glutine?
  • Hai ansia o depressione immotivate?
  • Prendi peso anche se mangi poco?

In genere i sintomi intolleranza al glutine possono essere dunque così riassunti in linea generica:

  • Problemi digestivi – è possibile avvertire gonfiore e flatulenza e soffrire di episodi alternati di stitichezza o diarrea, oltre a una possibile dolorabilità nella zona addominale.
  • Cheratosi pilare – nota anche come “pelle di pollo” tende a coinvolgere soprattutto la parte posteriore delle braccia a causa di uno scarso assorbimento di nutrienti come vitamina A e acidi grassi causati dal glutine.
  • Stanchezza generale psico-fisica – manifestata in particolare proprio in seguito all’assunzione di alimenti contenenti glutine.
  • Sintomi di tipo neurologico – vertigini, perdita di equilibrio, capogiri, fino ad arrivare a veri e propri svenimenti.
  • Emicrania e mal di testa – se si escludono l’eccessivo stress così come la sindrome premestruale nelle donne, tale sintomo potrebbe essere dato proprio dal glutine.
  • Squilibri di tipo ormonalesindrome premestruale molto forte, sindrome dell’ovaio policistico o infertilità.
  • Gonfiore o dolore alle articolazioni – escludendo eventuali patologie in atto o traumi.
  • Problemi dell’umore – insonnia, ansia e depressione.
  • Problemi a carico della pelle pelle – dermatite, eczema o eruzioni cutanee.

La comparsa di uno o più di questi sintomi non è per forza indice di un’intolleranza al glutine, la diagnosi definitiva deve essere fatta da un medico competente con le opportune analisi del caso, specie se le suddette manifestazioni tendono ad aggravarsi integrando la sintomatologia con:

Le persone con sensibilità al glutine non devono confonderla con la celiachia, che è una patologia autoimmune per cui chi ne è affetto non può assolutamente introdurre glutine nel proprio organismo, perché quest’ultimo è in grado di danneggiare l’intestino.

Ci sono anche una serie di sintomi immediati che possono manifestarsi subito dopo aver consumato glutine:

  • Il livello di energia può scenderedopo aver consumato un pasto abbondante, mentre il tuo corpo digerisce il cibo poiché l’organismo delle persone intolleranti al glutine deve lavorare di più per combattere gli effetti del glutine nel tratto digerente, ti sentirai spesso affaticato dopo aver mangiato. A differenza della sonnolenza occasionale, le persone che soffrono di intolleranza al glutine potrebbero sentirsi esauste dopo i pasti.
  • Molte persone intolleranti si sentono irritabili dopo aver mangiato. L’irritabilità può derivare dalla fatica o da una sensazione di malessere diffusa, simile a quella provata durante un’influenza. Alcune persone intolleranti dichiarano di avere la “mente confusa” subito dopo mangiato. In altre parole, perdono spesso il filo del discorso e non riescono a concentrarsi.
  • Soffri di mal di testa o dolori articolari dopo i pasti.

Chi è celiaco ha gli stessi sintomi di intolleranza, con l’aggiunta che il suo sistema immunitario si attiva e quindi danneggia pesantemente le pareti intestinali. È davvero importante scoprire quindi se si è celiaci perché la propria vita può essere un inferno quando basterebbe solamente non consumare più glutine. Se la lettura di questi sintomi ti hanno venire il sospetto che può darsi che la spiegazione ai tuoi problemi può essere proprio il glutine, sappi che non sei l’unico ma tantissimi hanno la stessa condizione, ma rimediare è davvero semplice.

Molti soggetti sensibili al glutine dopo un cambiamento dell’alimentazione priva di glutine vedono attenuarsi o risolversi del tutto tale condizione, ripristinando facilmente l’originario stato di salute e benessere del proprio organismo. Al momento non sono ancora disponibili terapie farmacologiche in grado di curare efficacemente tale intolleranza e l’unica soluzione è rappresentata pertanto solo dalla totale eliminazione del glutine dalla propria dieta. Tuttavia essendo tale elemento presente in gran parte degli alimenti più comuni, non è affatto semplice ma tutto sommato basta solo prestare attenzione alle etichette, selezionando solo alimenti denominati “gluten free”.

Diagnosi intolleranza al glutine

Avere la conferma di essere intollerante al glutine può essere relativamente semplice. Ecco come verificarne l’effettiva presenza:

  1. Un metodo “casalingo” è quello più naturale ed istintivo: togli tutti i cibi contenenti glutine e vedi se stai meglio. Scegli cereali senza glutine come riso, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno e mais (deve essere scritto esplicitamente che il mais è NO OGM altrimenti non consumarlo)Puoi anche assumere della vitamina D per avere un effetto più marcato dato che è dimostrato essere essenziale per riparare un intestino danneggiato dall’intolleranza al glutine, che altrimenti impiegherebbe 10 anni. Se dopo una settimana senza glutine ti senti sgonfiato, leggero e più lucido e vitale allora non consumarlo più. Dopo qualche mese puoi consumarlo una volta a settimana, magari nelle occasioni conviviali preferendo quando possibile grano biologico e lievitazione naturale, e ancora meglio grani antichi (CappelliRussello, ecc.).
  2. Il metodo più “rigoroso” è quello di sottoporsi a dei test specifici che sono:
  • Test kinesiologico – Si basa sui principi della kinesiologia secondo cui, se teniamo in mano un cibo o una fiala contenente la diluizione della sostanza che ci disturba, la nostra forza muscolare diminuisce. Il calo di energia è valutato esaminando una particolare muscolatura che varia da persona a persona a seconda dell’analisi dell’operatore.
  • Test bioelettrici (Vega, Moral) – Con appositi apparecchi si misura la resistenza della cute al passaggio di uno stimolo elettrico, dopo aver posto una fiala contenente la diluizione della sostanza nell’apparecchio.
  • Test citotossico – Viene effettuato con un prelievo del sangue. Consiste nel porre a contatto il siero e i leucociti del paziente con gli estratti alimentari. È l’unico riconosciuto dalla medicina allopatica.
  • Test ELISA – È praticato sul sangue, e valuta la reazione delle immunoglobuline IGG a contatto degli allergeni degli alimenti sospetti. Presenta una buona affidabilità. Il risultato cambia dopo che non si consuma il cibo da tempo.

Infine esiste anche l’allergia al frumento (grano), che può comprendere anche asma, rinite e problemi della pelle (eczema, psoriasi, ecc.) dato che interessa soprattutto la cute e l’apparato respiratorio. Test allergologici specifici possono dare la certezza se si tratta di un’allergia al frumento.

Attenzione. Dopo la sospensione del glutine si possono manifestare sintomi di dipendenza, depressione, irritabilità, insonnia, stitichezza, disbiosi intestinale o diarrea che rivelano che ci si sta disintossicando. Sappi che sono provvisori e positivi: ti sentirai come nuovo e rinato. Questo ci fa capire quanto è importante e potente quello che mettiamo nella nostra bocca, e quanto è influente su di noi.

Come curare l’intolleranza al glutine

Importante, sia per definire una diagnosi che per stabilire una successiva cura, non confondere la sintomatologia tipica dell’intolleranza al glutine con quella legata alla sindrome del colon irritabile, in entrambi i casi piuttosto simile. L’unica soluzione utile ad alleviare i sintomi dell’intolleranza al glutine è seguire dieta entro la quale tale elemento venga escluso. Tuttavia anche è sempre preferibile ricorrere a uno specialista, illustrando dettagliatamente la situazione. In genere il medico dispone l’eliminazione del glutine dall’alimentazione, sospendendone l’assunzione per un periodo di almeno due mesi. Al termine potrà effettuare una valutazione, stabilendo se interrompere la cura, o protrarla nel tempo qualora l’intolleranza sia ancora in atto.

Intolleranza al glutine cosa mangiare

Gli alimenti gluten free che possono essere assunti in caso di intolleranza sono in genere:

  • riso
  • mais e grano saraceno
  • formaggi freschi
  • yogurt fresco
  • frutta, verdura e legumi
  • caffè
  • vino
  • aceto di vino e di mele
  • passata di pomodoro fresca
  • uova
  • carne e pesce freschi o congelati, ma non piatti composti che potrebbero contenere glutine

Durante il cambio di alimentazione privata della presenza di glutine, fondamentale è bere una sufficiente quantità d’acqua, questo al fine di disintossicare l’organismo dalle tossine in maniera più rapida ed efficace. Assumere un bicchiere d’acqua tiepida e limone la mattina a digiuno può rivelarsi un valido aiuto per agevolare tale processo. È possibile utilizzare drenanti e depurativi acquistati in erboristeria sempre tuttavia su suggerimento del medico curante.

Articolo aggiornato al 22 Gennaio 2020

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