alluminio rilascio

La sperimentazione dell’Istituto Superiore di Sanità dimostra il rilascio delle particelle di alluminio da parte di pentole, caffettiere, carta stagnola e in generale tutti i contenitori a base di alluminio, in particolare dal contatto con sostanze acide come pomodoro e aceto.

Allo scopo di disporre di una campionatura significativa e pienamente rappresentativa, è stata avviata un’indagine per verificare i tipi d’alluminio utilizzati nel settore alimentare.

Ne è risultato che i tipi sono sostanzialmente due:

  • il primo interessa le vaschette, i film ed il pentolame che risulta costituito di alluminio praticamente puro (al 99,5%)
  • il secondo riguarda gli articoli cosiddetti fusi, è utilizzato quasi esclusivamente per le caffettiere

Si rilevano immediatamente alcuni aspetti particolarmente interessanti. Il primo è che, come era prevedibile, gli alimenti più aggressivi sono il pomodoro e l’aceto in quanto i più acidi. Il secondo è rappresentato dal fatto che il sale contribuisce ad aumentare la migrazione.
E’ evidente poi che l’acqua potabile, a parità di altre condizioni, estrae più alluminio di quella distillata, presumibilmente ancora per la presenza dei sali.

Le prove negli alimenti hanno dato valori tali per cui ipotizzando un pasto normale per un italiano medio si può arrivare ad una contaminazione di meno di 1 ppm (parte per milione) per pasto, nel caso ipotetico che tutto venga preparato in contenitori di alluminio.

E’ ribadita la constatazione che i soli contatti prolungati a temperatura ambiente, o comunque non refrigerata, con alimenti acidi (v. il dato con acido acetico al 3% e con aceto) debbano essere, per prudenza, evitati.

In conclusione un breve accenno al rischio di alterazione delle caratteristiche organolettiche dell’alimento ad opera dell’alluminio migrato. Prevedibilmente, nei limiti d’alluminio riscontrati direttamente negli alimenti, non pare sussistere un rischio di questo genere.


Una possibilità di insorgenza di sapore metallico potrebbe verificarsi solo nel caso dell’aceto e, quindi, di prodotti sott’aceto conservati per periodi prolungati in alluminio, in considerazione dell’elevato tasso di migrazione d’alluminio riscontrato. Anche questo aspetto del problema, però, può essere facilmente superato adottando la misura prudenziale, prima suggerita, di una riduzione dei tempi di contatto a temperature non refrigerate.

Sperimentazione Rilascio Alluminio ASSOMET by Erin Willis on Scribd

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