Rischio Incidenti Aerei in Sicilia a causa del MUOS

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L’arrivo di TIR e di mezzi per il completamento del MUOS, l’enorme sistema radar militare ad altissima frequenza della US Navy in costruzione in Sicilia, a Niscemi, fanno intendere che i rischi messi in luce dal personale competente non sono stati minimamente considerati.

Nell’articolo La magistratura sequestra il Muos, «Pericolo di morte fino a 140 chilometri» si era mostrato come questa struttura, l’unica del suo genere ad essere vicina a centri abitati, mette a rischio la salute delle persone che vivono in un’area vastissima, ma ci eravamo anche rincuorati del fatto che la magistratura avesse a ragione emesso il sequestro della struttura.

Purtroppo qualche settimana dopo arriva la notizia dell’annullamento del sequestro e della ripresa dei lavori di completamento, come spiegato nell’articolo Muos di Niscemi: Annullato il Sequestro, Riparte il Raggio della Morte.

Il Muos di Niscemi, a causa delle sue onde elettromagnetiche, è in grado di interferire con il traffico aereo. Lo sostiene il professor Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino in suo articolo pubblicato sul ‘Manifesto’ di ieri, che afferma:

“Come già scrissi per il 6 ottobre,  gli aeroporti di Sigonella, Comiso e Fontanarossa sono vulnerabili: l’installazione del MUOS comporterebbe gravi rischi. L’inquinamento dello spazio aereo civile non è stato tenuto in conto. […]

Una cartina illustra poi la zona investita, mostrando come sia interessata buona parte della Sicilia sud-orientale, compresa l’intera provincia di Ragusa e l’aeroporto di Comiso. Le emissioni interessano quindi, verosimilmente, buona parte del traffico aereo della Sicilia orientale, le loro possibili interferenze con gli aeromobili andrebbero quindi attentamente valutate, anche se ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Sicilia) non si dichiara competente.

Dobbiamo aspettare un altro incidente aereo “misterioso” come quello di Ustica, per farci dare ragione?

Massimo Coraddu e Massimo Zucchetti, autori della Relazione scritta come consulenti del Comune di Niscemi sul MUOS nel 2011, hanno ora approfondito il tema dell’interferenza sul traffico aereo del MUOS. Zucchetti e e il suo collega Massimo Corraddu, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che esaminano la vicenda della realizzazione del Muos, esprimendo pareri scientifici autorevoli e indipendenti da più di un anno. Hanno raccolto indagini e documenti e adesso chiedono chiarezza sulla vicenda.

Gli altri tre sistemi simili al MUOS sono tutti in luoghi isolatissimi (vedi la pagina dedicata di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/MUOS), non in mezzo alla popolazione, e vicini agli aeroporti civili.

Nella relazione allegata all’articolo di Zucchetti e presentata dai due docenti nel novembre del 2011 è stato analizzato l’impatto dei fasci di onde elettromagnetiche che le parabole del Muos sarebbero capaci di generare. Secondo lo studio, l’intensità del campo emesso da ogni parabola, in una distanza inferiore ai 20 chilometri, sarebbe superiore ai 40 V/m. Il limite di sicurezza previsto per le strumentazioni di bordo degli aerei è di appena 1 V/m.L’aeroporto di Fontanarossa dista 67 chilometri dal Muos, quello di Sigonella 52, quello, ancora inattivo, di Comiso solo 19. Sei anni fa la marina militare americana variò il progetto iniziale, che prevedeva la costruzione del Muos all’interno della base militare americana di Sigonella, scegliendo come sito alternativo la sughereta di Niscemi, proprio per evitare le interferenze elettromagnetiche che il Muos avrebbe potuto causare.

L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente siciliana (Arpa-Sicilia) nel maggio del 2012,in uno studio prodotto sull’impatto del Muos, non ha valutato il rischio di interferenza con il traffico aereo perché attiene “alle competenze dei soggetti deputati all’assistenza ed al controllo del traffico aereo (ENAV, ENAC, Aeronautica Militare)”. Le altre analisi sull’impatto ambientale e sanitario prodotte da Arpa-Sicilia sono già state ampiamente contestate dagli attivisti No-Muos e dai docenti del Politecnico.

Nel febbraio di quest’anno, ad un vertice tenuto all’assessorato ai Trasporti di Palermo sulla navigazione aerea dell’aeroporto di Comiso, presieduto dal prefetto di Ragusa, erano presenti i rappresentanti di Enav, Enac e Aeronautica Militare. “Al rappresentante dell’Aeronautica è stata rivolta una richiesta di chiarimento in merito all’eventualità di interferenze tra le attività Muos e quelle sull’aeroporto di Comiso. Egli ha segnalato che non era a conoscenza del sistema Muos, perché tematica di non sua competenza e non afferente allo specifico tema dell’incontro”, è quanto riportato a ottobre nella risposta che il ministro della Difesa Di Paola ha fornito all’interrogazione presentata a marzo dal senatore Giambrone.

Il silenzio reticente di Enac, Enav e Aeronautica Militare sulla questione non aiuta alla chiarezza. Lascia invece un dubbio, instillato dal ragionamento, e messo nero su bianco dai professori: “Che l’intenzione vera e inconfessata sia quella di lasciare che il Muos venga realizzato in tempi rapidi, per mettere poi tutti di fronte al fatto compiuto”.

Fonti

http://caltanissetta.blogsicilia.it

http://blog.ilmanifesto.it

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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