Dr. Salvatore Simeone: “Il digiuno risveglia l’intelligenza del corpo, libera da tossine e acidosi, rigenera le cellule staminali, favorisce la guarigione”

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La digiunoterapia ovvero guarire con il digiuno è la pratica curativa più antica che l’uomo conosca e menzionata nei testi di medicina di tutte le culture. Oltre ad avere valenza terapeutica, il digiuno è ottimo a livello preventivo per eliminare gli scarti, le tossine, favorire l’equilibrio acido-basico, rigenerare le cellule e sostenere il benessere psico-emotivo.

di Salvatore Simeone, medico esperto in digiunoterapia e autore del libro “Il digiuno felice

Ritrovare l’intelligenza del corpo con una pratica così semplice e così ecologica è il dono più bello che si possa ricevere con pochi giorni di astensione dal cibo. Una piccola rivoluzione che libera il corpo dall’acidosi metabolica e dalle tossine che ammalano, da diete frustranti quanto inutili, dall’assunzione costante di farmaci.

Sarà sorprendente scoprire la ragione di guarigioni insperate e constatare che è possibile il superamento delle più svariate malattie, da quelle cardiovascolari a quelle autoimmuni, da quelle degenerative alle patologie allergiche, da quelle dell’apparato gastrointestinale fino alle malattie tipiche delle sindrome metabolica (diabete, ipertensione, colesterolo e trigliceridi elevati, sovrappeso e obesità).

L’acidosi metabolica la madre di tutte le malattie

Avete presente quando si dice che una persona “è acida”? Ebbene, questa condizione non è solo emotiva e psicologica, ma può anche essere fisiologica. Accade quando l’organismo è particolarmente sovraccarico di catabolismi e tossine e, in tal caso, si parla di “acidosi metabolica”, che potete immaginare come la “madre” di tutte le malattie da civilizzazione. Le scorie acidogene sono come la “cacca” di un bebè nel pannolino: non deve mai essere lasciata per troppo tempo a contatto con il sederono altrimenti si infiamma tutto. Chi ha avuto un bambino piccolo, lo sa benissimo. A “togliere la cacca” al bebè ci pensa la mamma, mentre quando si tratta di togliere le scorie acide dalla matrice ci pensa, in prima istanza, il sistema linfatico. Vi invito a immaginarlo come lo spazzino che tutte le mattine passa da casa vostra per portar via i sacchetti dell’immondizia.

Infiammazione e drenaggio suppletivo

Quando il sistema linfatico è sovraccarico, si mettono in moto meccanismi di detossificazione e drenaggio suppletivi, grazie alla produzione di alcuni enzimi (per esempio la ialuronidasi) che producono una condizione continuativa di “stato di Sol” del connettivo (che è la fase di smaltimento delle tossine). Questa fase di Sol, che di solito dura 12 ore, in questo caso continua fino a quando non viene ottenuta una pulizia profonda e completa. Tale meccanismo di drenaggio suppletivo prende il nome di infiammazione! Quindi la gelatina disciolta (stato di Sol) della matrice connettivale rigelificherà (stato di Gel) solo quando sarà stata fatta completa pulizia del connettivo stesso. Soltanto allora, dopo aver svolto la sua funzione di drenaggio suppletivo, l’infiammazione finirà e verrà ripristinato il normale bioritmo giornaliero tra fase di Sol e fase di Gel della matrice.

Da questa prospettiva l’infiammazione e, ovviamente, la febbre rappresentano meccanismi biologicamente opportuni e non malattie da combattere, come normalmente vengono considerate. Perciò, l’infiammazione non è altro che una febbre “localizzata”ed è caratterizzata, come dicevano gli antichi romani, da tumor, rubor, dolor e calor, cioè da tumefazione, rossore, dolore e calore. Negli ultimi anni, la scienza ha dimostrato che il nostro sistema immunitario inizia a funzionare in maniera ottimale a partire da una temperatura di circa 38°C e mezzo, al di sopra del quale è particolarmente pronto a “dichiarare guerra agli intrusi”, che si trattino di batteri, virus, tossine ecc. Guarda caso, una delle terapie utilizzate nella cura dei tumori è l’ipertermia, che produce un forte aumento della temperatura nella zona malata, cioè uno stato infiammatorio artificiale, proprio perché questo determina un forte stimolo immunitario. Infatti, basta elevare anche soltanto di un grado la temperatura corporea per produrre un forte aumento del potenziale immunitario!

Che cosa accade se si blocca l’infiammazione?

Se l’infiammazione e la febbre non vengono considerate correttamente, cioè come meccanismi biologicamente opportuni, bensì come una malattia da combattere, saranno ovviamente affrontate con farmaci “anti” (antinfiammatori, antibiotici, antipiretici, antinevralgici ecc.), che bloccheranno l’infiammazione stessa, abbassando semplicemente la temperatura del corpo, così che anche la febbre scomparirà.

Con quale meccanismo agiscono i farmaci “anti”? Purtroppo, la caratteristica comune di questi farmaci è proprio quella di abbassare la temperatura del corpo, impedendo al sistema immunitario di mettersi in moto; questo produce un immediato viraggio dalla fase di Sol (fase in cui agisce l’infiammazione) a quella di Gel (stasi), senza prima aspettare che la matrice sia stata completamente ripulita dagli agenti tossici che hanno scatenato la logica reazione del sistema immunitario. Questo viraggio intempestivo verso la fase di Gel fa rapidamente scomparire tutti i sintomi dell’infiammazione, così che medico e paziente risultino soddisfatti del risultato ottenuto, convinti di aver raggiunto la guarigione attraverso l’eliminazione di tutti i sintomi.

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In realtà, però, è stato solo staccato il segnale d’allarme… Tale guarigione, pertanto, è solo apparente poiché il fine ultimo, cioè la rimozione della causa per cui si era accesa l’infiammazione, non è stato raggiunto: le tossine sono rimaste nel connettivo e il problema è solo rimandato. Una volta passato l’effetto dei farmaci, le stesse tossine che avevano provocato il primo episodio di infiammazione ne faranno riaccendere un altro. Il medico prescriverà nuovamente le stesse medicine ogni volta che si ripresenterà l’infiammazione, con il beneplacito del paziente stesso che pensa di essere stato guarito, in precedenza, grazie a quei farmaci “anti”.

Questo meccanismo perverso di blocco immunitario, che si ripete ogniqualvolta il paziente denuncia uno stato infiammatorio, può durare anni. Pensate a quante persone oggi utilizzano con superficialità gli antinfiammatori senza neanche più chiederli al medico! Per non parlare dei cortisonici oppure dei farmaci immunosoppressori. Prima o poi, però, ci si trova a sperimentare che gli effetti ottenuti non sono più quelli attesi, in quanto con il passare del tempo le infiammazioni tenderanno a ripresentarsi con maggiore frequenza e sempre più gravi, e non potranno più essere così facilmente gestibili come lo erano state la prima volta, poiché l’inarcamento tossiemico della matrice aumenterà sempre di più, dato che proprio quei farmaci hanno impedito lo smaltimento tossinico.

La malattia autoimmune

Da quanto appena detto, potete ben comprendere che non esiste una reale differenza tra i vari farmaci che si usano di solito negli stati infiammatori, sia che essi si chiamino antinfiammatori, antibiotici, antipiretici ecc. Sono tutti farmaci “anti”: del resto, basta pensare al termine antibiotico, composto da “anti” e “bios”, cioè anti-vita! La cosa davvero incredibile è che tutti pensano che l’infiammazione dipenda dai batteri e che guariamo perché gli antibiotici eliminano gli intrusi, cioè quelli che si credono esserne i responsabili.

Non esiste ancora la consapevolezza che lo stato infiammatorio esiste quasi sempre a prescindere dai batteri: si pensi, per esempio all’artrite o all’artrite reumatoide. Inoltre, se anche volessimo dare credito alla causa batterica, visto che ne ospitiamo miliardi, quanti batteri pensate possa uccidere un antibiotico? Per fortuna pochi, altrimenti morirebbe anche il paziente, visto che viviamo in simbiosi con il nostro “microcosmo”.

Non si ha ancora, purtroppo neanche la coscienza dell’esistenza di un “terreno organico” dove i batteri tendono ad adattarsi e a trasformarsi in ceppi più virulenti e, quindi, resistenti ai comuni antibiotici a mano a mano che il terreno diventa più compromesso, cioè quando è infarcito di veleni e acidificato (questa realtà sta sempre più allarmando il mondo della Sanità, perché si verifica soprattutto nelle strutture sanitarie quali ospedali e cliniche). A peggiorare la situazione troviamo anche un cambiamento dei parametri elettromagnetici, come il pH, lo stato di ossidazione ecc. La formazione di batteri “cattivi” nella matrice è anch’essa la logica conseguenza di un terreno alterato, cioè non sano.

E’ dunque legittimo chiedersi a cosa serva l’uso di questi farmaci “anti”, se non in rari casi, cioè per quelle patologie ormai troppo compromesse. L’infiammazione e la febbre passano proprio perché tutti questi farmaci hanno lo stesso identico meccanismo d’azione: abbassano la temperatura del corpo, con la nefasta conseguenza di ostacolare il potenziale lavoro benefico del sistema immunitario.

Appare ora chiaro che, sopprimendo sistematicamente le infiammazioni, si determina un accumulo sempre maggiore di tossine le quali, producendo uno stato di Gel continuativo, contrastano la fase catalitica, cioè la fase di smaltimento delle scorie metaboliche e delle tossine stesse. In tal modo il connettivo si impregna sempre più profondamente di sostanze estranee, alle quali vanno ad aggiungersi anche le proteine dei batteri “uccisi” dai farmaci. Infatti, se è vero che una piccola parte di batteri muore, è altrettanto vero che i “batteri” morti non hanno perso il loro potenziale “antigenico”, poiché restano comunque nel tessuto connettivo, contribuendo al perverso meccanismo dell’autoimmunità.

 

 

Estratti dal libro “Il digiuno felice” di Salvatore Simeone

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Salvatore Simeone, laureato in medicina e chirurgia nell’aprile 1986 presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sperimentale in agopuntura. Successivamente mette a punto la tecnica per il digiuno assistito dalla pratica dell’agopuntura, che gli consente di digiunare per ben 28 giorni nell’agosto dell’86. In seguito approfondisce anche altri aspetti della Medicina Quantica (o Biologica), che gli permetteranno di riportare importanti successi terapeutici nel trattamento della sindrome metabolica, delle malattie della tiroide, delle malattie autoimmuni e degenerative. Attualmente è considerato uno dei massimi esperti mondiali del digiuno terapeutico, avendo alle spalle più di trent’anni di pratica e migliaia di casi risolti, sia singolarmente, sia attraverso stage di gruppo.

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21 Commenti su questo post

  1. Sarà per questo che quando uno sta male gli passa la fame? Resterò nel dubbio finché qualche illustre non me lo dirà

  2. Paolo Pino Paolo Pino says:

    Confermo ! Ho fatto 40 giorni di digiuno terapeutico

  3. Quindi come me avrai uno di quei rosari che se li sgrani tiri giù tutti i santi,i politici, i calciatori, gli opinionisti, i cantautori, i giornalisti, i sindacalisti, i dottori, le forze dell’ ordine, i preti, le suore e gli alti prelati, e tutti i pastori, gli insegnanti, gli statisti, i professori, i padroni, gli organizzati, gli anarchici, gli scambisti, i cronisti, gli attori, i legulei e i legislatori, insomma sei di quelli che se vuoi perdere 40 kg, non chiedermi come ma prova a seguirmi?

  4. Quella era prima, quelle di poi non le può caricare perché appena ci prova il suo device si disconnette, qualunque esso sia ; stanno vedendo se riescono a farne un firewall per servers contro gli attacchi che provano ad intasare il server aprendo miriadi di connessioni fittizie, pare ci stiano riuscendo

  5. Ma poi, mi pare strano che ancora nessuno ti abbia rinfacciato che sei su internet, quindi non sei povero

  6. Gentilmente chiedo in cosa consiste questo tipo di digiuno.

    • Un Digiuno ,serve a pulire l Organismo internamente ,pero c e da precisare secondo me, che conviene farlo piano ,se ci sono molte tossine nel corpo potrebbe creare problemi seri.Ti consiglio di leggere il libro di Arnold Eret inizando con semi di psillio macinati,un cucchiao per una settimana la mattina ,cosi facendo si inizia a pulire gli intestini.e vedi cosa succede.se ti servono inf fatti sentire Ciao Carmelo Scandurra

    • Questi semi macinati di psillio sciolti in un bicchiere d acqua sono molto effettivi a pulire le pareti Intestinali

    • Signor Carmelo la ringrazio per la sua risposta.Sicuramente leggero il Libro.Buona giornata.

  7. Corretto Gia nel 1833 Arnold Eret curava i suoi pazienti col digiuno e nel vicino1960 Curava i malati anche gravi con succhi freschi ,endoclismi al caffe,adesso la figlia Charlotte 90 gestisce due cliniche una in Messoco una in Ungheria

  8. È vero , fare digiuno una volta la settimana è salutare

  9. carmela says:

    io mi sono curata un potente herpes zooster tra l’ombelico e la colonna vertebrale a dx, con 7 giorni di digiuno, 2 ore di sole diretto tra le 12 – 14 sulle bolle, dopo 4 giorni le bolle ormai di colore blu-nere, minacciose, restano appiccicate sull’asciugamano dopo la doccia e sotto una nuova pelle chiara…tutto finito, continuo il digiuno per altri 3 giorni..splendida guarigione..senza residui e piena di energia..perfettamente guarita e per sempre..sono ormai trascorsi 8 anni..quando ho messo tre impianti dentali..(denti che mi furono tolti da piccola)..ho fatto tre giorni di digiuno ..senza prendere antibiotici, antinfiammatori e cortisoni come prescritti dal dentista….attecchimento perfetto senza controindicazioni.. qualsiasi problema..dalla febbre al raffreddore..indigestione..lo risolvo con il sole e il digiuno..

    • dioni says:

      Ciao Carmela,
      Grazie mille per la tua splendida testimonianza che è di stimolo per tutti coloro che si avvicinano al digiuno e non ne conoscono i potenti effetti guaritori.
      I migliori auguri per tutto!

    • maya says:

      Bellissima testimonianza Carmela. Quanti anni avevi quando ha fatto il digiuno e in che ” condizioni” eri reativamente al grado di tossiemia? Sarebbe interessante saper qualche dettaglio in piu! Grazi infinite

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