La schizofrenia è un disturbo psichiatrico debilitante, che porta a diverse problematiche sia fisiche che sociali. È caratterizzato da sintomi positivi (deliri, allucinazioni, flusso aberrante di pensieri) e sintomi negativi (apatia, lentezza).

Nonostante la sua importanza, l’eziologia della schizofrenia rimane poco conosciuta. I trattamenti tradizionali non riescono ad affrontare tutti gli aspetti del disturbo e sono spesso associati a significativi effetti collaterali. È necessario quindi indagare nuove strategie di trattamento.

Recentemente, c’è stato un crescente interesse per la relazione tra il microbiota intestinale e la salute mentale, inclusa la schizofrenia. Una disbiosi potrebbe rientrare nelle ipotesi note sulla patogenesi della schizofrenia? I dati attuali che mostrano le alterazioni del microbiota nella schizofrenia sono altamente discrepanti e insufficienti per concludere che effettivamente i cambiamenti del microbiota siano associati ad un aumento del rischio del disturbo piuttosto che essere invece dati da fattori esterni o dal trattamento.

La ricerca sul ruolo del microbiota nella schizofrenia è ancora agli inizi

Nonostante alcuni risultati incoraggianti della supplementazione pro / prebiotica, ci sono anche prove inconcludenti per la loro efficacia nella schizofrenia. Pertanto, sono necessarie ulteriori ricerche e ulteriori studi clinici per testare la validità della manipolazione del microbiota intestinale per migliorare il trattamento di questo disturbo.

La schizofrenia colpisce ~ 21 milioni di persone in tutto il mondo. La genetica non può spiegare completamente la sua eziologia, e quindi altri fattori, in particolare l’ambiente, devono essere implicati.

Gli effetti del microbiota intestinale sul sistema nervoso centrale, insieme al suo possibile ruolo nei disturbi mentali, hanno ricevuto una crescente attenzione.

Il microbioma intestinale è stato implicato nei disturbi psichiatrici ed è ben descritto per la depressione, con la disbiosi suggerita in studi clinici [1] e trapianti fecali da pazienti depressi a ratti germ-free (ratti privi di microrganismi) che hanno dimostrato di indurre comportamenti depressivi [2].

Il microbiota intestinale è una ricca comunità di microbi, sono diversi e personalizzati, sebbene dominati da phyla Bacteroidetes e Firmicutes.

È anche dinamico, influenzato da fattori dallo stile di vita: dieta, sonno o stress, uso di sostanze, fumo ecc. Il microbiota è dunque personale e quindi diventa difficile dare un concetto ben definito di disbiosi e stabilire quali cambiamenti (qualitativi e quantitativi) costituiscano una reale deviazione dalla normalità.

Tuttavia ad oggi, dagli studi pubblicati, emerge che ci sono delle differenze tra il microbiota dei controlli sani e di individui con schizofrenia si è visto che la ricchezza / diversità microbica è inalterata, ma ci sono differenze significative nell’abbondanza di taxa specifici tra i gruppi.

In che modo la disbiosi può contribuire alla schizofrenia?

Le risposte infiammatorie sono state a lungo implicate nella schizofrenia [3], sebbene le loro origini non siano ancora del tutto comprese. La schizofrenia è associata a livelli elevati di IL-6, IL-8 e TNF-α e a riduzioni dell’IL-10 antinfiammatorio. Inoltre, sono stati identificati elevati anticorpi contro Saccharomyces cerevisiae (marker di infiammazione intestinale), il che è coerente con il fatto che le patologie gastrointestinali sono tra le più comuni comorbilità della schizofrenia.

La disbiosi potrebbe esacerbare l’infiammazione del disturbo attraverso una maggiore permeabilità intestinale. È anche possibile che la disbiosi faciliti le infezioni batteriche e contribuisca all’infiammazione, un’ipotesi coerente con uno studio che indica le infezioni batteriche come fattori di rischio per la schizofrenia [4]. Inoltre, è stato segnalato che il microbioma intestinale regola la permeabilità della barriera emato-encefalica, e quindi la disbiosi potrebbe potenzialmente facilitare l’infezione e l’infiammazione del SNC, che sono anche associate alla schizofrenia. [5]

Prebiotici e probiotici nella schizofrenia

I prebiotici sono substrati utilizzati dai microrganismi ospiti, che forniscono condizioni favorevoli per i batteri “benefici”. Includono comunemente oligosaccaridi del fruttano (FOS) non digeribili e oligosaccaridi del galattano (GOS), selettivamente degradati dai bifidobatteri. Recentemente, uno studio ha dimostrato il potenziale dell’uso dei prebiotici come trattamento aggiuntivo nella schizofrenia e si è basato su studi sugli animali che hanno esplorato due aspetti della schizofrenia: disfunzione cognitiva e aumento di peso mediato da antipsicotici.

Nel loro insieme, i risultati degli studi sui probiotici sono altamente discrepanti. Ci sono però prove preliminari che l’integrazione con i probiotici potrebbe portare benefici alle persone con schizofrenia sia in termini di sintomi che di condizioni di comorbidità, nonostante non ci siano grandi effetti sugli aspetti principali del disturbo. Ciò che è veramente necessario sono studi su vasta scala con trattamenti standardizzati e nei una buona analisi dei risultati.

Se studi futuri confermeranno che la disbiosi predice la schizofrenia, allora potrebbe collegare una serie di osservazioni già evidenziate nei pazienti schizofrenici, come ad esempio il fatto che ci siano marcatori infiammatori elevati e quindi contribuire al quadro sempre più complesso dell’eziologia del disturbo.

Nonostante le prove limitate, pare che pre e probiotici siano promettenti come trattamenti aggiuntivi nella schizofrenia. Il loro utilizzo potrebbe essere volto a migliorare gli effetti collaterali degli antipsicotici e anche completare la loro azione, soprattutto per quanto riguarda i deficit cognitivi.

Riferimenti Scientifici

[1] Making Sense of … the Microbiome in Psychiatry

Thomaz F S Bastiaanssen, Caitlin S M Cowan, Marcus J Claesson, Timothy G Dinan, John F Cryan

[2] Transferring the blues: Depression-associated gut microbiota induces neurobehavioural changes in the rat

John R Kelly 1, Yuliya Borre 2, Ciaran O’ Brien 3, Elaine Patterson 3, Sahar El Aidy 4, Jennifer Deane

[3] Analysis of microbiota in first episode psychosis identifies preliminary associations with symptom severity and treatment response

Emanuel Schwarz, Johanna Maukonen, Tiina Hyytiäinen, Tuula Kieseppä, Matej Orešič, Sarven Sabunciyan, Outi Mantere, Maria Saarela, Robert Yolken, Jaana Suvisaari

[4] Hospital contacts with infection and risk of schizophrenia: a population-based cohort study with linkage of Danish national registers

Philip R Nielsen, Michael E Benros, Preben B Mortensen

[5] The gut microbiota influences blood-brain barrier permeability in mice

Viorica Braniste, Maha Al-Asmakh, Czeslawa Kowal, Farhana Anuar, Afrouz Abbaspour, Miklós Tóth

 

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