La sciatalgia, o lombosciatalgia, è una condizione clinica dolorosa caratterizzata dall’infiammazione del nervo sciatico, facente parte del plesso lombare. Il nervo sciatico è uno dei più lunghi del nostro corpo: origina dalla regione lombare e prosegue sino al piede, passando posteriormente alla regione glutea e lungo tutto l’arto inferiore.

Epidemiologia

Da alcuni studi epidemiologici risulta che tra il 2% e il 40% delle persone lamentano episodi di sciatica almeno una volta nella loro vita, con maggiore incidenza tra i 40 e i 50 anni e nel sesso maschile. Oltre il 30% dei pazienti con sciatalgia presentano sintomi clinicamente significativi ad un anno dall’insorgenza.

Cause, segni e sintomi

Il dolore sciatico può avere diverse cause a seconda della storia clinica del soggetto o in base ad eventuali esiti traumatici. Nella maggioranza dei casi il soggetto lamenta dolore a livello lombare e lombo-sacrale, con interessamento progressivo di un arto inferiore. E’ molto raro che il dolore possa essere avvertito contemporaneamente in entrambi gli arti inferiori. La sensazione dolorifica è assimilabile ad una “morsa” con formicolio, intorpidimento e scosse lungo tutto l’arto, sino a perdita di sensibilità e di forza. Nella maggioranza dei casi, i primi sintomi sono riferibili proprio alla perdita di sensibilità, con sensazioni di intorpidimento, riconducibibili ad una modesta compressione sul nervo stesso. Nei casi più gravi, con l’aumentare della compressione, il nervo viene compresso maggiormente, sino a determinare segni e sintomi più marcati, quali debolezza dell’arto, difficoltà deambulatorie, sino alla totale anestesia (perdita totale di sensibilità). Tendenzialmente peggiora con movimenti estremi, come la massima flessione e l’estensione, mentre migliora in posizione coricata sul fianco (decubito laterale).

Le cause possono essere:

  • Ernia discale: tra la quarta e la quinta vertebra lombare (L4-L5) oppure tra la quinta vertebra lombare e la prima vertebra sacrale (L5-S1) con compressione della radice del nervo sciatico;
  • Protrusione discale: con interessamento della componente neurologica;
  • Sindrome del piriforme: detta anche “pseudosciatalgia o falsa sciatica”, consistente in una profonda contrattura del muscolo piriforme che determina una compressione canalicolare del decorso del nervo sciatico;
  • Trigger points della muscolatura glutea e/o lombare;
  • Traumi e cadute: possono determinare l’instaurarsi di condizioni infiammatorie ed edemigene, con interessamento del nervo stesso;
  • Gravidanza: le modificazioni posturali della futura mamma, potrebbero instaurare situazioni compressive a livello delle radici nervose della regione lombare;
  • Stenosi del canale vertebrale;
  • Artrosi degenerativa avanzata;
  • Sindrome della cauda equina: in caso si presentino anche incontinenza fecale o urinaria.

Lo specialista avrà premura, attraverso un’approfondita anamnesi e l’esecuzione di test ortopedici e neurologici, di comprendere l’origine del dolore sciatalgico.

Diagnosi e cura

Le linee guida (LG) del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) sintetizzano i processi per la valutazione e il trattamento delle sciatalgia negli adulti, basate su una revisione sistematica delle migliori evidenze disponibili e sull’esplicita considerazione della costo-efficacia degli interventi sanitari. E’ utile una visita ortopedica o fisiatrica per poter fare diagnosi di sciatalgia ed eventualmente essere visitati in prima o seconda battuta da un neurologo/neurochirurgo, nel caso in cui la condizione sciatalgica possa includere e prevedere una terapia chirurgica o infiltrativa. Il test elettivo per la valutazione e la diagnosi dei dolori di tipo sciatico è il test di Lasegue, conosciuto anche come segno di Lazarevic, in quanto non si ha piena certezza dell’assegnazione del “proprietario dei diritti d’autore”. Il test viene eseguito con il paziente in posizione supina, flettendo passivamente e gradualmente l’arto inferiore sul bacino a gamba estesa. Il test presenta delle varianti, con la flessione della caviglia oppure con l’extrarotazione della stessa, poiché distendono maggiormente sia le radici dei nervi sia la dura madre spinale.

In caso di necessità il test può essere eseguito anche a paziente seduto, ma ciò riduce la sensibilità dello stesso. La manovra è considerata positiva nei casi in cui il paziente avverta un dolore vivo nella fase di flessione tra i 30 e i 70° gradi, provocato dallo stiramento del nervo sciatico. Il test presenta una sensibilità del 91% ed una specificità del 26%. I limiti del test possono essere in parte ovviati ripetendo la manovra nell’arto controlaterale “sano” ottenendo una specificità del 29% ma una sensibilità dell’88% (Cleland J., 2005). Per una diagnosi ancora più accurata, il medico eseguirà sempre una batteria di test, in modo da avere ancora più accuratezza dei dati rilevati. Se il dolore è molto forte e invalidante, perdura da più di 4 settimane ed è associato intorpidimento e/o dolore alle natiche, alle cosce, alla gamba o all’inguine e peggiora nel cambio di posizione, il medico potrà prescrivere esami diagnostici specifici quali radiografie, risonanza magnetica nucleare ed elettromiografia. Laddove le condizioni cliniche non prevedano l’approccio chirurgico, gli specialisti indirizzeranno il soggetto dal fisioterapista, dall’osteopata o dal chiropratico, con il consiglio di un’integrazione farmacologica specifica (per lo più FANS – farmaci antinfiammatori non steroidei). La terapia manuale mira a correggere la postura antalgica, sostenere la muscolatura e aiutare la flessibilità del rachide, oltre che migliorare lo scorrimento del nervo sciatico. Nelle prime fasi terapeutiche, è consigliato riprendere gradualmente l’attività fisica e sportiva. Alcuni specialisti consigliano anche esercizi a corpo libero o lezioni di yoga e pilates, utili a mantenere i risultati ottenuti. In caso in cui il dolore si manifesti durante la notte, alcuni pazienti trovano sollievo dall’interposizione di un cuscino tra le gambe (sempre in posizione di decubito laterale) in modo da “scaricare” la regione lombare.

 

Prevenzione

La componente predittiva per le condizioni di dolore sciatico non sono di semplice attuazione, a causa della multifattorialità delle possibili cause. I consigli più pratici prevedono attività fisica regolare e non eccessiva (attenzione ai pesi!), svolgere almeno una volta a settimana sessioni di stretching e tenere sotto controllo il peso corporeo. La conduzione di uno stile di vita quanto più regolare, basato anche su di un’alimentazione sana e attività di svago, riducendo al massimo la sedentarietà, possono contribuire in maniera positiva nella prevenzione di disturbi a carattere muscolo-scheletrico.

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