Scie chimico-biologiche: è già cominciato il controllo mentale per mezzo delle nanostrutture

Nessun Commento

Fonte: TankerEnemy

Un articolo di Chemtrailsplanet.net avvalora quanto in questi anni era stato arguito da scienziati e ricercatori non allineati. Lo scopo ultimo della Biogeoingegneria è un generalizzato controllo mentale, da conseguire non solo con l’irradiazione di campi elettromagnetici, ma soprattutto per mezzo di una “colonizzazione” nanotecnologica.

Riportiamo i passaggi cruciali dell’articolo, sorvolando sugli scopi che, non a torto, l’autore ritiene secondari o complementari di questa ciclopica e dispendiosa operazione. Focalizzare l’attenzione, infatti, solo sulla modifica meteorologica e climatica denota una visione parziale, se non angusta del problema. Non solo, un tale approccio alla questione rischia di avallare la Geoingegneria che potremmo definire ufficiale, quella propugnata da alcuni governi ed enti, spacciandola come rimedio contro i “cambiamenti climatici” ed ammessa a livello progettuale e sperimentale. Tra l’altro la dicitura “riscaldamento globale” è stata abbandonata, poiché si è dimostrato che il global warming da CO2 è una colossale fandonia. Nel momento in cui si circoscrive il proprio interesse all’iincidenza delle chemtrails sui fenomeni atmosferici, si è pericolosamente vicini ad ammettere che, di fronte a gravi rischi ambientali (ad esempio, una prolungata siccità comunque provocata deliberatamente dai militari), il ricorso a tecniche di manipolazione dei fenomeni naturali potrebbe non essere così inopportuno. In verità, il sabotaggio del tempo e degli ecosistemi obbedisce, oltre che ad una logica follemente distruttiva, a scopi strategici e di dominio.

UN AIUTO PER TANKER ENEMY – Il Comitato “Tanker enemy” dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come “scie chimiche” o “geoingegneria clandestina”, tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l’indagine sulle polveri sottili).

Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog “Tanker enemy” e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un’informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell’apertura di procedimenti “legali“, volti all’oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all’origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici.

Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze…) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell’interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.

E’ possibile ottenere il controllo completo in remoto di un ospite, come profetizzato da alcune pellicole cinematografiche, ad esempio, “Metropia” del 2009 ed “Ultrasuoni” del 2012. (Anche gli orrendi “Teletubbies” descrivono dei bambini radiocomandati, n.d.t. ). Un set di nano-bots (letteralmente automi nanotecnologici, ossia microsensori o M.E.M.S., n.d.t.) penetra in un ospite a sua insaputa. I nano-bots creano una Bio-API (un’interfaccia bio-elettronica) che interagisce con i neuroni. L’idea-base consiste in un insieme di nanofili da introdurre in una particolare porzione del sistema vascolare del cervello. Tale idea necessita di un numero molto elevato di sonde (milioni). Ogni nano-cavo può essere usato per registrare l’attività elettrica di un singolo neurone o di un piccolo gruppo di neuroni, senza invadere il parenchima cerebrale.

Per installare una BioAPI negli abitanti del pianeta, gli eserciti hanno bisogno di disperdere nell’ambiente le nanofibre intelligenti ed autoreplicanti. Queste fibre possono essere diffuse anche nella catena alimentare, ma in questo modo la loro azione non è altrettanto efficace. Risulta dunque molto più efficiente diffondere con gli aerei i nanopolimeri sulla popolazione: la mentalità da gregge che contraddistingue l’umanità attuale dimostra che un capillare spargimento di nanostrutture è in atto.

La tecnologia esiste: bisogna solo applicarla ai danni dell’umanità e del pianeta, ma presentandola, complici i media di regime, come panacea.

Ringraziamo l’amico Paolo per la fondamentale segnalazione.

Fonte: CHEMTRAILS: Has Nanobot Mind Control Already Begun?, 2013

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione consentita solo se l'articolo non viene modificato, includendo i link incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi riproduzione vietata.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

Leggi anche
loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inline
Inline