Il Segreto degi Ultracentenari di Okinawa

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dieta okinawa

Nel 2007 erano 457 gli ultracentenari di Okinawa, l’isola del Giappone famosa per l’eccezionale longevità dei suoi abitanti, con una media di 35 ogni 100 abitanti (35%). Il fattore più sorprendente non è tuttavia il numero di persone che riesce a raggiungere questo limite d’età, ma il fatto che esse ci arrivino in uno stato di eccezionale salute fisica e mentale.

Studi scientifici condotti da circa 30 anni da vari studiosi provenienti da tutto il mondo hanno analizzato lo stile di vita degli anziani dell’isola, arrivando a questa conclusione: non è solo importante il “corredo genetico” per vivere in salute o meno, ma soprattutto la tipologia di dieta (alimentazione), l’apporto calorico, la qualità degli alimenti, l’attività fisica, la gestione dello stress, e le interazioni sociali si sono rivelati cardini per una sana longevità.

«A 70 anni sei solo un bambino, a 80 sei un adolescente e a 90, se gli antenati ti invitano a raggiungerli in paradiso, chiedi loro di aspettarti fino ai 100: a quell’età ti porrai nuovamente il problema.» Questa è l’antica iscrizione incisa sulla roccia di una spiaggia di Okinawa.

Ma qual è il loro segreto? Che cosa permette a tanti di oltrepassare il secolo di vita in perfetta salute fisica e mentale? Qual è il motivo per cui questa popolazione è così longeva? Perché l’incidenza di malattie come diabete, ictus, cardiopatie, Alzheimer, obesità, cancro, osteoporosi e tante altre, è molto inferiore al resto del mondo e persino del Giappone?

La cosa più sorprendente non è tanto che vivono a lungo, ma che hanno una forza fisica e una salute mentale incredibili. Diversi anni fa, nello sport della boxe, il 96enne Seikichi Uehara vinse su un concorrente poco più che trentenne! Gli ultracentenari di Okinawa sono ancora capaci di lavorare, pescare, ballare e praticare il Kobudo, un’arte marziale locale.

Gran parte del merito è da attribuire alla loro alimentazione che chiamano “ishokudoghen“, che in giapponese significa “il cibo è una medicina”.

LA DIETA DEGLI IMMORTALI

Le testimonianze di longevità dell’isola giapponese sono numerose e già provengono dalle antiche leggende cinesi che già parlavano di Okinawa come la terra degli immortali. Possiamo così sintetizzare la loro dieta:

  • Poco riso, cereali e legumi;
  • Tantissimo pesce (sia grasso come il salmone, che magro come il merluzzo), sia crudo che cotto;
  • Prodotti fermentati a base di soia (come il tofu);
  • Alga kelp usata per condire tutti i loro piatti (ricchissima di minerali usata per prevenire molte malattie);
  • Molte verdure sia crude che cotte sono sempre presenti;
  • La carne di maiale e bovino viene consumata solo durante le festività (circa 7kg a persona all’anno) e preparata in modo particolare;
  • Non consumano nessun latticino;
  • Usano molti grassi come lo strutto per cucinare e condire;
  • Consumano molte zuppe calde. Uno dei piatti tipici è soki-soba, consistente in una zuppa calda con spaghetti di riso, pezzi di maiale marinato e alga konbu;
  • Si usa pochissimo sale;
  • Bevono molto tè al gelsomino (scoperto prevenire il cancro);
  • Non mangiano mai a sazietà.

Se si chiede la ricetta della longevità alla pescivendola 97enne, lei risponde che “bisogna mangiare molto pesce e molta verdura. E mai riempire del tutto lo stomaco: meglio lasciarne vuoto almeno un quinto“.

CONSIDERAZIONI

Il salmone dei supermercati è allevato, cosa che lo rende un alimento non molto salutare, l’ideale è trovarlo pescato. La carne dei supermercati è piena di ormoni, antibiotici, nitrati e gli animali sono alimentati con ogm e miscele speciali che non hanno nulla a che vedere con quello che dovrebbe essere la loro vera alimentazione. Inoltre sono trattati in modo deplorevole che un essere umano non dovrebbe mai fare a nessuno. L’ideale è avere un produttore locale con animali alimentati ad erba e che pascolano tutto il tempo. I cereali è meglio consumarli a cena sotto forma di zuppa (in inverno) e accompagnati da verdure cotte. Le proteine meglio a pranzo (ad Okinawa le consumano anche a colazione talvolta) e accompagnate da molte verdure crude.

Non so se hai notato, ma ad Okinawa non consumano prodotti sintetici: niente biscotti, niente pane, niente merendine, niente zucchero, niente chips, niente pizze. Se venissero in occidente rischierebbero la fame insomma!

Va anche detto che vivono in un paradiso terrestre ai tropici, niente cemento, niente smog e inquinamento, niente rumori, ma tanto sole, aria acqua e terra.

LATO SPIRITUALE

Non va sottovalutato il loro lato interiore. La popolazione è molto ottimista, spontanea e felice. Molto forte il legame spirituale di ogni individuo con se stesso e con la comunità, vita e morte vengono viste come continuità di uno stesso percorso divino, e il morto viene venerato secondo il rito degli antenati. Tutti gli abitanti si aiutano tra loro, lasciano le porte aperte e hanno il senso della comunità (cosa che non esiste più da noi).

PROGRAMMA OKINAWA

Il dottor D. Craig Willcox, autore del “Programma di Okinawa”, ha studiato per decenni la popolazione arrivando a delineare delle linee guida che compongono uno stile di vita sano e non di un semplice regime alimentare. In sintesi:

  • introduce una dieta alimentare basata su pesce, verdure e altri alimenti a basso indice calorico, con grassi sani e proteine, che aiuta ad avere un corpo perfettamente in forma;
  • insegna a mettersi in forma con il tai chi, a ridurre lo stress con la meditazione, a sviluppare la propria spiritualità interiore e a costruire ottimi rapporti con amici e parenti. In altre parole, a vivere bene.

L’alimentazione è la vera medicina ed è molto interessante che ad Okinawa abbiano proprio una parola per esprmere questo legame: “ishokudoghen“. Ippocrate 2500 anni fa disse la stessa cosa “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo”. E ogni giorno sempre nuove scoperte dimostrano che le sostanze naturali dei cibi sono più efficaci dei medicinali. Quindi alimentiamo correttamente questo tempo chiamato corpo-mente.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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9 Commenti su questo post

  1. Anonimo says:

    se hanno più di cento anni significa che il pesce che mangiavano quando ne avevano 20, 30 ecc… era di altra “qualità”. Mica c’era l’inquinamento del mare che esiste oggi.E le verdure erano coltivate in altro modo. Non esistevano OGM nè pesticidi attuali. Come la mettiamo ?

  2. Anonimo says:

    se hanno più di cento anni significa che il pesce che mangiavano quando ne avevano 20, 30 ecc… era di altra “qualità”. Mica c’era l’inquinamento del mare che esiste oggi.E le verdure erano coltivate in altro modo. Non esistevano OGM nè pesticidi attuali. Come la mettiamo ?

  3. Acqua alcalina e curcuma i segreti dell’isola giapponese!!!

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  5. Il pesce cotto perde tutti gli omega 3

  6. Il pesce cotto perde tutti gli omega 3

  7. Probabilmente non si è ancora capito il perché di tanti centenari …

  8. Forse c’e’ qualcosa che a noi sfugge…

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