Il selenio fu scoperto nel 1817 a Gripsholm, una città svedese, dal chimico svedese Jacob Berzelius. E’ un minerale presente in tracce nel nostro organismo ma che è essenziale per la nostra salute. Viene incorporato nelle selenoproteine che hanno una vasta gamma di effetti, da quelli antiossidanti e antinfiammatori alla produzione dell’ormone tiroideo attivo. La parola “selenio” deriva dalla parola greca “selene”, che significa luna.

Oligoelementi o microelementi, una piccola premessa

Il selenio è quindi un oligoelemento, ma cosa significa?

Gli oligoelementi o microelementi sono i minerali che, pur presenti nel nostro organismo solo in piccole quantità o addirittura in minime tracce, svolgono funzioni biologiche fondamentali. Si possono suddividere in:

  •  essenziali, la cui carenza compromette funzioni fisiologiche vitali (ferro, rame, zinco, fluoro, iodio, selenio, cromo, cobalto).
  • probabilmente essenziali (manganese, silicio, nichel, vanadio).
  • potenzialmente tossici, in quanto possono provocare gravi danni all’organismo se presenti ad alte concentrazioni.

Benefici

Il selenio è un bioelemento essenziale, necessario per il funzionamento di tutti gli organismi e di fondamentale importanza per la salute umana. Sotto forma di selenoproteine, svolge varie funzioni. Sono stati identificati diversi enzimi selenio-dipendenti in cui il centro attivo contiene selenio sotto forma di selenocisteina.

Il selenio è importante perchè:

  • difende dallo stress ossidativo,
  • protegge l’integrità delle membrane cellulari,
  • rallenta i processi di invecchiamento,
  • mantiene elastici i tessuti,
  • interviene nel metabolismo della tiroide

Il selenio ha infatti ruolo come coenzima nel metabolismo degli ormoni tiroidei. Nella ghiandola tiroidea si trova per questo un alto contenuto del minerale. Il selenio determina la corretta sintesi, attivazione e metabolismo degli ormoni tiroidei. Le deiodinasi di iodotironina che convertono la tiroxina inattiva (T4) in ormone tiroideo attivo, la triiodotironina (T3), sono infatti dipendenti dal selenio.

Attraverso la glutatione reduttasi e altre selenoproteine controlla il funzionamento di sostanze caratterizzate da attività antiossidante, svolgendo così un ruolo chiave nel proteggere l’organismo dalle specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto.

Ha funzione anticancro, modifica il metabolismo degli agenti cancerogeni e la loro interazione con il DNA, aumenta la quantità di glutatione, intensifica i processi di disintossicazione, rallenta il metabolismo energetico nelle cellule tumorali, modifica la permeabilità delle membrane cellulari e infine stimola il sistema immunitario dell’organismo [10].

Il selenio mostra sinergia con la vitamina E. L’interazione combinata di selenio e tocoferolo offre i migliori risultati nella protezione degli organi dagli effetti distruttivi dei radicali liberi. La combinazione di questi composti protegge efficacemente i mitocondri, i citocromi e le membrane microsomiali dall’ossidazione degli acidi grassi. La somministrazione combinata di selenio e vitamina E determina un effetto immunostimolante [9].

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Il fabbisogno di selenio

Il selenio è un minerale presente in tracce nel nostro organismo (~ 3–20 mg). Il fabbisogno giornaliero di selenio è di 55 μg anche se il suo apporto varia in relazione al contenuto proteico della dieta. Si è scoperto infatti che gli alimenti ricchi di proteine contengono livelli più alti di selenio.

Il suo assorbimento non dipende solo dalle quantità introdotte, ma anche dalla forma chimica in cui si trova, non sempre è infatti nella forma biodisponibile. Viene assorbito più facilmente sotto forma di composti organici e in presenza di vitamine A, D ed E. La biodisponibilità del selenio contenuto negli alimenti è anche determinata da fattori dietetici quali contenuto di grassi, proteine e metalli pesanti.

L’indicatore più comunemente usato dello “stato di selenio” è la determinazione della sua concentrazione nel siero, stimata a 60–120 ng / mL.

La quantità di questo elemento presente in natura e nell’organismo umano è però molto varia, non solo per questioni legate alla dieta ma anche in base alla regione geografica. Questo perché il contenuto di selenio presente nei vari alimenti dipende dalla sua presenza nel suolo, e dunque varia da zona a zona, e i livelli sierici possono differire anche di molto tra le popolazioni.

L’Italia è una zona che ha basso contenuto di selenio nel terreno e quindi il suo apporto con la dieta è piuttosto scarso.

La dose giornaliera raccomandata di selenio, cioè quella da assumere con la dieta, è quindi diversa a seconda della zona geografica. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) però raccomanda una dose giornaliera di selenio a un livello di 55 µg per gli adulti.

Un altro fattore che influenza la concentrazione di questo elemento nel sangue è l’età [6]. La massima concentrazione di selenio è raggiunta infatti in età adulta. Il contenuto di questo elemento nel siero diminuisce però progressivamente negli individui di età> 60 anni. La quantità di selenio necessaria cambia dunque con l’età ed è 40-70 µg per gli uomini e 45–55 µg per le donne. Per i bambini, la dose giornaliera raccomandata dovrebbe essere di 25 µg.

Alimenti ricchi di selenio

L’elemento entra nella catena alimentare attraverso le piante, che lo assorbono dal terreno, e lo accumulano sotto forma di composti inorganici, selenati, convertiti in forme organiche, in particolare selenometionina e selenocisteina, più facilmente assimilabili.

L’assorbimento dipende da molti fattori, dal tipo di suolo, dal ph, dalla quantità di materia organica, dall’attività microbica, dalla temperatura e dall’umidità. [13] Quindi la quantità di selenio nei cibi è diversa perché dipende dalla posizione nella quale piante e animali sono cresciuti. Vediamo quindi quali sono i cibi più ricchi di selenio.

Frutta e verdura sono caratterizzate da un contenuto di selenio relativamente basso, fanno eccezione diversi rappresentanti delle Brassicaceae come cavoli e broccoli o le agliacee (aglio, cipolle, porri). La noce del Brasile, quella che vedete anche in foto, è in assoluto il cibo vegetale che ne contiene di più.

I prodotti a base di cereali coprono circa il 50% dell’assunzione giornaliera di selenio, anche se la variabilità è alta, e dunque i valori medi sono spesso poco rappresentativi. Ad esempio il grano americano contiene molto più selenio di quello italiano o inglese.

Dai vegetali il selenio arriva agli animali, il pesce ne è ricco, ma anche le frattaglie (fegato, reni, polmoni etc), la percentuale di carne, pollame e pesce rappresenta circa il 35% del fabbisogno. Acqua e bevande forniscono il 5–25% di selenio. Il contributo della frutta nel soddisfare la domanda di selenio è relativamente piccolo ed è <10%. Le verdure fresche e non trattate termicamente forniscono circa l’11% di selenio, il trattamento termico dei prodotti alimentari può portare alla perdita di selenio negli alimenti a causa della formazione di composti volatili, con perdite anche piuttosto significative. I cavoli ad esempio ne perdono l’89% se fatti bollire.

Sintomi di carenza

La carenza prolungata di selenio nell’organismo umano influisce negativamente sul funzionamento del sistema cardiovascolare e porta a cardiopatie, ipertensione, ma anche anemie emolitiche, cirrosi, neoplasie e sclerosi multipla. [7]

Negli anni ‘70 nella provincia cinese del Keshan era endemica una cardiomiopatia, malattia di Keshan appunto, che colpiva soprattutto bambini e giovani donne anche con esiti fatali. I terreni di quella particolare area geografica sono infatti ricchi di selenio ma in una forma non biodisponibile e quindi non viene assorbito dalle piante. La popolazione assumeva tra i 10 e i 15 microgrammi di selenio al giorno, una quantità insufficiente. Per correre ai ripari è stata fatta una grossa campagna pubblicitaria e si è iniziato ad integrare il selenio, riducendo così notevolmente l’incidenza della cardiopatia. [12]

Una carenza moderata di selenio nella dieta quotidiana influisce sullo sviluppo di malattie derivanti da una ridotta immunità, può influire negativamente sul funzionamento del sistema nervoso con lo sviluppo di depressione o intensificazione dell’ansia.

Il selenio influisce sul funzionamento della ghiandola tiroidea. I cambiamenti nella funzione tiroidea risultanti da un’insufficiente introito possono provocare un peggioramento dell’umore, una compromissione del comportamento e delle funzioni cognitive. Tutti effetti che possono essere alleviati con la corretta integrazione.

Sovradosaggio

L’eccesso di selenio può essere tossico per l’organismo, anche se l’avvelenamento acuto è raramente osservato.

I sintomi di avvelenamento da selenio sono:

  •  perdita di capelli e lesioni della pelle e delle unghie
  • odore dell’aglio nel respiro (a causa della presenza di un metabolita volatile — dimetil selenide)
  • ipotensione e tachicardia
  • sintomi neurologici che comprendono tremore e contrazioni muscolari
  • danni alla mucosa dell’apparato digerente, nausea e diarrea
  • anemia
  • tosse secca
  • febbre
  • ipersalivazione
  • problemi renali

Questi sintomi sono stati osservati in aree in cui il contenuto di questo elemento nel suolo era ~ 1000 volte maggiore rispetto ai suoli con una quantità media di selenio.

Il selenio può anche entrare nel corpo per inalazione; pertanto, la sua concentrazione massima nell’aria non deve superare 0,2 mg / m3. In generale, la concentrazione di selenio nell’aria urbana è compresa tra 1 e 10 ng / m3.

Integratore di selenio

La fonte primaria di selenio è la dieta equilibrata, che ne copre la domanda. La carenza di selenio in soggetti sani deriva da un basso contenuto di questo elemento negli alimenti o nel consumo di prodotti con uno scarso contenuto.

L’introduzione di questo elemento nel corpo umano può avvenire indirettamente, attraverso l’aggiunta di selenio ai fertilizzanti o ai foraggi usati per nutrire gli animali.

Tra i metodi di integrazione diretta, gli integratori di selenio inorganico prodotto in laboratorio sono sconsigliati. Il migliore integratore di selenio è da fonte organica che ha una biodisponibilità maggiore e quindi maggiore assorbimento ed efficacia.

Gli effetti della supplementazione di selenio possono essere osservati dopo alcune settimane. Dipendono dal grado di carenza di selenio nell’organismo, dalla sua dose e dalla forma chimica, si hanno infatti effetti più rapidi con l’integrazione della forma organica, selenometionina, rispetto alle forme inorganiche di selenio.

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Testimonianze

Queste di seguito sono recensioni di persone che usano l’integratore di selenio da noi consigliato e hanno lasciato una testimonianza sul prodotto acquistato online.

“Ottimo integratore di selenio tutto naturale, come cercavo io, e quindi più biodisponibile. Il medico mi ha consigliato di prendere selenio per il mio ipotiroidismo ma io cerco di evitare gli integratori sintetici, per questo ho scelto questo prodotto naturale”

“HO preso questo integratore (dopo aver usato per un po il selenio in forma liquida) e devo dire che mi trovo bene! Lo uso per rinfornzare sistema immunitario e tiroide sotto consiglio medico e mi aiuta tanto. Lo consiglio.”

“Ho appena iniziato a utilizzare i tuoi prodotti. Prendo iodio nascente e selenio e sento più energia e solo un senso generale di benessere. Ho problemi alla tiroide e credo che questi integratori e la depurazione stiano facendo un miglioramento molto positivo della mia salute. Sono una giovane di 75 anni 🙂 Grazie”

“L’ho acquistato per me e mio figlio. Entrambi abbiamo notato che abbiamo più energia. Lo adoro!”

“Lo iodio e il selenio lavorano insieme per mantenere in salute la tiroide. Stavo iniziando a soffrire di problemi alla tiroide alcuni anni fa (diradamento dei capelli, crampi, seno dolorante, pelle secca, forti emozioni durante la sindrome premestruale, cicli mestruali sempre con una settimana di ritardo) e ora se ne sono andati dopo pochi mesi di assunzione della tiroide kit di salute con iodio nascente e selenio.”

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Riferimenti Scientifici

[1] Rayman MP1.

The importance of selenium to human health.

[2] Rayman MP

Selenium and human health.

[3] Aparna P. Shreenath; Jennifer Dooley.

Selenium Deficiency

[4] Rita Stoffaneller and Nancy L. Morse

A Review of Dietary Selenium Intake and Selenium Status in Europe and the Middle East

[5] Marek Kieliszek

Selenium–Fascinating Microelement, Properties and Sources in Food

[6] Muntau AC1, Streiter M, Kappler M, Röschinger W, Schmid I, Rehnert A, Schramel P, Roscher AA.

Age-related reference values for serum selenium concentrations in infants and children.

[7] https://www.epicentro.iss.it/sali/oligoelementi

[8] Hsueh Y.M., Su C.T., Shiue H.S., Chen W.J., Pu Y.S., Lin Y.C., Tsai C.S., Huang C.Y.

Levels of plasma selenium and urinary total arsenic interact to affect the risk for prostate cancer.

[9] Sodhi S., Sharma A., Brar R.S.

A protective effect of vitamin E and selenium in ameliorating the immunotoxicity of malathion in chicks.

[10] Hatfield D.L., Carlson B.A., Tsuji P.A., Tobe R., Gladyshev V.N.

Selenium and cancer. In Molecular, Genetic, and Nutritional Aspects of Major and Trace Minerals.

[11] Kieliszek M., Błażejak S., Bzducha-Wróbel A., Kurcz A.

Effects of selenium on morphological changes in Candida utilis ATCC 9950 yeast cells

[12] Liu Y1, Chiba M, Inaba Y, Kondo M.

Keshan disease–a review from the aspect of history and etiology

[13] Dario Bressanini

Le bugie nel carrello. Le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo

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