Le sigarette elettroniche vengono commercializzate come “uno stile di vita”, potrebbero incoraggiare le persone ad usarle per troppo tempo, avverte il vice direttore generale del servizio di sorveglianza della salute del NHS.

Durante una conferenza al comitato scientifico e tecnologico, il professor Gillian Leng, dell’Istituto nazionale per l’eccellenza della salute e della cura (Nizza), ha affermato che i rischi per la salute a lungo termine dello svapo sono ancora sconosciuti.

Egli riferisce che mentre parlava delle e-cig come un valido aiuto per smettere di fumare, ha ricevuto domande sul fatto che dovrebbero essere commercializzate come una “scelta di vita”.

“Penso che ci sia una distinzione tra usare le e-cig come aiuto per smettere di fumare, cosa che si può chiaramente fare e considerarle come una scelta di vita vera e propria”.

La domanda è se diventa una scelta di vita a lungo termine? Sono commercializzate come un prodotto interessante, eccitante e giovanile che potrebbe incoraggiare le persone a utilizzarle sempre.

Non sappiamo quale sia l’impatto a lungo termine dell’utilizzo delle sigarette elettroniche perché sono prodotti nuovi e abbiamo davvero bisogno di raccogliere più informazioni.

“Sono il 95 per cento più sicure delle sigarette, ma per il restante 5 per cento non lo sappiamo”.

“Modifica la struttura del Dna e la sua capacità di ripararsi”, osserva Gerry Melino, biologo molecolare dell’università di Roma Tor Vergata. “Non è stata dimostrata una cancerogenesi vera e propria, ma si è visto – rileva – che il fumo delle e-cig altera alcune basi del Dna, in particolare la guanosina, in più organi: oltre che nei polmoni, molto sensibili al fumo, nella vescica e nel cuore”. Tutto ciò è dovuto sia alla nicotina che all’nnk, che “a sua volta forma altri derivati che attaccano le basi del Dna. Nelle cellule umane si è notata inoltre una riduzione delle proteine impiegate nella riparazione dei danni del Dna”. Per l’esperto è un dato “allarmante”, che però andrebbe confermato nell’uomo e quantificato rispetto al fumo di tabacco e sigaretta.

“Nello studio infatti – osserva – il confronto è stato fatto tra fumo di e-cig e aria filtrata. Il fumo di tabacco produce le stesse alterazioni delle sigarette elettroniche, più altre in altre basi del Dna, ma andrebbe verificato se in proporzione i danni del fumo delle sigarette elettroniche sono molto minori o simili a quelli del tabacco”. Per Fabio Beatrice, otorilangoiatra dell’Università di Torino, resta il fatto che “le sigarette elettroniche producono sostanze nocive in misura di almeno il 95% inferiore rispetto al normale fumo da combustione dei prodotti del tabacco tradizionale” e costituiscono di conseguenza “una formidabile alternativa per tutti i fumatori incalliti che non riescono o che non vogliono smettere di fumare”.

In un altro studio, pubblicato a marzo 2017 sulla rivista Aerosol Science & Technology dalla Tobacco Control Unit della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, le sigarette elettroniche e iQOS risultano comunque meno nocive per la salute, delle sigarette tradizionali, ma non possono essere considerate prive di rischi.

Lo pneumologo Roberto Boffi in un intervista al Corriere della sera ha affermato che: “Nonostante le sigarette elettroniche e iQOS abbiano minori emissioni di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, questi dispositivi possono comunque emettere livelli statisticamente significativi di metalli, composti organici e aldeidi, che suggeriscono quindi cautela nel loro utilizzo, specialmente in ambienti chiusi, poiché non del tutto innocui”

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