Smog oltre la norma, in Italia muoiono 106 persone al giorno

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Ogni cittadino italiano perde, a causa dell’inquinamento dell’aria, 9 mesi di vita. Ogni giorno muoiono, in media, 106 persone. L’inquinamento atmosferico legato alla mobilità causa ogni anno la morte di decine di migliaia di persone in Europa. Il “particolato fine”, in sigla pm (particulate matter), cioè il materiale minutissimo sospeso nell’aria che respiriamo, prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore e dagli impianti di riscaldamento, accorcia in media la vita di ogni persona nell’Unione di 8,6 mesi (e i valori salgono per l’Italia: 9 mesi di vita). Questo è quanto emerge da uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha analizzato i livelli delle polveri sottili, le cosiddette Pm 10, le particelle con un diametro inferiore ai 10 millesimi di millimetro, abbastanza piccole da infiltrarsi nelle alte vie respiratorie e polmoni trascinando metalli pesanti e altre sostanze tossiche e cancerogene. 

I dati indicano che il pm (costituito di minuscole particelle variabili in dimensione, composizione e origine) aumenta il tasso di mortalità legato ai disturbi cardiovascolari e respiratori.

Quelle che sono chiamate “particelle fini” (pm2,5, cioè con un diametro inferiore ai 2,5 micron) sono molto più pericolose, perché penetrano più a fondo nei polmoni e possono raggiungere gli alveoli. La Direttiva Ue 99/30/Ce stabilisce i valori limite per il pm10: 50 microgrammi (millesimi di grammo) per metro cubo come media giornaliera e 40 microgrammi per metro cubo come media annua.

Applicando la direttiva europea ogni cittadino europeo guadagnerà, in media, 3,2 mesi di vita (3,4 mesi se è un italiano) evitando migliaia di morti premature.

Con la diminuzione della mortalità legata alla riduzione del pm, si stima che in Europa si avrebbe un vantaggio monetario annuo compreso tra i 58 e i 161 miliardi di euro, mentre con la diminuzione delle malattie si risparmierebbero intorno ai 29 miliardi di euro l’anno. In Italia si arriverebbe a risparmiare, complessivamente, fino a 28 miliardi di euro.

Tuttavia i valori non stabili dalla normativa non vengono rispettati, come già ce n’eravamo accorti camminando per le città. Legambiente all’inizio di quest’anno ha affermato che il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati ha livelli di pm10 fuori legge, e afferma

“La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. Lo confermano i dati del dossier Mal’aria, lo studio annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. I principali imputati sono le polveri sottili: nel 2011, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.”

E inoltre:

“Nel 2011, secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno del limite di legge giornaliero per la protezione umana del PM10 (50 µg/m3). In particolare l’area della pianura Padana rimane la zona più critica. Tutti i capoluoghi lombardi hanno superato il “bonus” dei 35 giorni, in Piemonte si salva solo Verbania, in Veneto Belluno, Cesena in Emilia Romagna e Gorizia in Friuli Venezia Giulia.”

Nella tabella seguente sono mostrati i superamenti del limite medio giornaliero di protezione della salute umana (50 µg/m3) nei capoluoghi di provincia nel 2011.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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