Arriva il Solstizio d’Estate. Ecco il significato energetico e la dieta per entrare in sintonia

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solstizio estate

Il solstizio quest’anno avverrà il 20 giugno alle 22.34 circa. Ecco cosa significava per gli antichi, cosa comporta a livello energetico e come influisce molto sulla nostra alimentazione. Un fenomeno dell’Universo che è stato investito di leggende, miti, sacralità e scienza

Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, parola che significa “sole che staziona” o “sole che si ferma” infatti la Terra nel suo moto ellittico attorno al sole raggiunge il punto di declinazione massima nel solstizio d’estate dove per 3 giorni sembra quasi che il sole non si sposti dal suo percorso.

Per l’anno 2016 il solstizio avverrà il 20 giugno alle 22.34 circa. Preparate la legna da ardere e i canestri per la raccolta delle erbe, poiché ora ci avvieremo nella parte più intima del solstizio: la tradizione o cultura.

Si dice (si dice perché io non c’ero e posso esporvi solo ciò che ho appreso attraverso i racconti e gli articoli dal web) che prima del mondo moderno (avete presente quel periodo storico con la rivoluzione industriale, le guerre mondiali, gli esperimenti di Tesla, la teoria della relatività di Einstein, le macchine veloci, Woodstock, i cinema 3D, internet, i cellulari, la champions league, etc?) durante i giorni dal solstizio d’estate, i contadini accendevano falò come segno di purificazione e buon auspicio in omaggio al sole, che dal suo massimo si apprestava a una lunga discesa fino al declino con l’avvento del solstizio d’inverno. Questi sono i giorni della nascita di San Giovanni battista (24 giugno), contrapposto a quel famoso Gesù di Nazareth legato al solstizio d’inverno: la nascita del sole. Come vedremo più avanti, dopo i miti e le leggende, il solstizio estivo e invernale hanno una componente energetica contrapposta e complementare che ci porta dritti, dritti alla macrobiotica.

I rituali dell’antica roma nel Solstizio d’Estate

Tradizionalmente, sin dall’antica Roma, si raccoglievano, tra le erbe più note

  • l’iperico (erba di San Giovanni)
  • l’artemisia, erba dedicata a Diana-Artemide
  • la verbena, protettiva
  • il ribes rosso contro i malefici esterni.

Inoltre venivano raccolti:

  • aglio
  • cipolla
  • lavanda
  • sambuco
  • mentuccia
  • biancospino
  • ruta
  • rosmarino
  • corbezzolo
  • Durante la notte del 23 giugno (vigilia), si gettavano nel falò alcune di queste erbe per scacciare la malasorte. Al mattino, con la stessa funzione di scacciare la malasorte o i mali generici (fisici, mentali o spirituali), si girava attorno alle ceneri per tre volte, passandosi i residui sui capelli o sul corpo.
  • Sotto il cuscino venivano poste le “erbe di San Giovanni”, legate in mazzetto in numero di nove per avere sogni premonitori. Ci si portava appresso un mazzolino di erba di S. Giovanni per tenere lontani gli spiriti maligni.
  • Si raccoglievano 24 spighe di grano conservandole per tutto l’anno come amuleto contro le sventure. Tre spighe del grano marcio o di carbone si buttavano nel fiume per liberarsi dagli animali e dalle piante nocive.
  • Era il giorno dell’acquisto dell’aglio, perché si credeva che portasse buon auspicio.
  • Per aumentare i propri guadagni, a mezzanotte si coglieva un ramo di felce e lo si teneva in casa.
  • La prima acqua attinta la mattina del 24 giugno manteneva la vista buona.
  • Recarsi all’alba sulla riva del mare a bagnarsi preservava dai dolori reumatici, mentre stendersi sull’erba coperta di rugiada, durante la notte del santo, portava buona salute.
  • Per chi era in procinto di sposarsi, o ne era intenzionato, si usava porre un uovo in un bicchiere e lasciarlo tutta una nottata;

Quello contadino, dall’antichità a oggi, è stato un mondo di superstizioni e praticità, un mondo che ha trascinato l’intera umanità sino a oggi, e di questo gliene saremo sempre grati.

Le energie invisibili del cosmo

Ma la tradizione ha radici ben più profonde, che scavano nella leggenda, nel mito e si inabissano nella conoscenza astronomica dei più atavici esseri umani, ben prima del medioevo e dell’impero romano. Nel mondo, la conoscenza dell’universo e delle sue forze visibili e invisibili, fu messa a nudo o esposta attraverso una serie di costruzioni che tutt’oggi sono ancora la prova e l’emblema a conferma del vasto sapere umano sin dai tempi remoti. La conoscenza dell’uomo derivava in gran parte dalla sua strettissima relazione con la natura. Come ci insegna la macrobiotica, saggezza orientale che trae origine da una conoscenza millenaria, l’uomo vive grazie all’ambiente, che gli procura l’energia dall’aria, dall’acqua e dalla terra, domini o universi senza i quali non potremmo esistere.

Facciamo un breve giro del mondo, e vediamo quali sono alcuni di questi esemplari di conoscenza che ci hanno lasciato in eredità gli antichi esseri umani.

Stonehenge. Il primo fra tutti, a me molto caro (ci sono stato due volte: pochi giorni prima del solstizio d’inverno e, la seconda, il 21 dicembre dello stesso anno), è Stonehenge, sulla piana di Salisbury. L’asse del tempio è allineato verso il punto in cui il sole sorge al solstizio d’estate. L’asse del monumento, un macigno conosciuto come Heel Stone, è orientato astronomicamente con l’avvento del solstizio d’estate. Insomma, Stonehenge, nella sua millenaria storia (almeno 5 mila anni), è una sorta di calendario astronomico costruito in antichità da uomini che conoscevano certamente i segreti delle stelle.

Nabta Playa. A Nabta Playa (in nord Africa) vi è un cerchio di pietre, dove due monoliti hanno allineamento Nord-Est in direzione del sorgere del sole il 21 giugno e risulta essere più antico di Stonehenge di almeno mille anni. Questa popolazione africana conosceva la precisa disposizione degli astri luminosi e lo confermano le altre pietre allineate con il complesso di stelle di Orione di migliaia di anni prima.

Incredibile? Tra questi luoghi speciali vi sono inoltre: Externsteine (in Germania), Giza, Chaco CanyonVal Camonica e Argimusco (Sicilia), e i calendari Inca e Maya di cui potremmo parlare per ore. Luoghi legati, tra storia e leggenda, al solstizio invernale ed estivo.

La nostra gita ancestrale, però, ci porta oltre. Giungiamo al mito nel suo spettro più ampio. Approdiamo in Grecia. Gli antichi greci si riferivano ai solstizi con il termine di “Porte”, Il Solstizio d’Estate rappresenta la “porta degli Uomini” e quello Invernale la “Porta degli Dei”, e non sono altro che le aperture che collegano i due mondi, simboli del passaggio tra il mondo terreno e quello celeste.

Iniziamo così ad addentrarci nella dualità, nel moto che coinvolge e sconvolge ogni cosa nell’Universo, le due forze primordiali che hanno dato avvio a ciò che conosciamo: Yin e Yang. Nel mito greco questa dualità era presente, c’è il mondo visibile (Yang) e il mondo invisibile (Yin), entrambi manifestazioni della realtà. Nell’antica Roma, i solstizi erano dedicati a Giano bifronte (anche qui presente la dualità, le due forze in contrapposizione, legate all’Uno che le ha generate), rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro più femminile. Giano ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due porte solstiziali, accompagnando il passaggio da uno stato all’altro. Il solstizio d’estate si colloca come confine che separa la crescita dal declino (anche in questo caso presente la forza-dualità Yin e Yang).

Il significato energetico

Come avete appena letto, questi attributi mistici conferiti al sole e alla terra, hanno anche una valida connotazione scientifica.

Il Sole, simbolo del Fuoco (Yang), durante il solstizio d’estate entra nel segno del Cancro, segno d’acqua, dominato dalla Luna. Così, secondo l’immaginario, Sole e Luna, Fuoco e Acqua, Luce e Ombra, Maschio e Femmina, Positivo e Negativo si fondono in una sorta di “matrimonio divino”, in grado di generare energie le une contrapposte alle altre (proprio come Yin e Yang, opposti e complementari).

Il solstizio d’estate rappresenta l’inizio della discesa del sole verso la sua rinascita durante il solstizio invernale. Infatti, nelle culture antiche, il sole nasce il 21 dicembre, che è poi legato all’avvento di Gesù, ma queste sono altre sfumature che sfioriamo solamente.

Solstizio d’Estate ed alimentazione

Cosa ci dice la Macrobiotica? È una disciplina molto pratica. L’estate è il periodo dell’anno più Yang. E’ il massimo energetico dello Yang. A cosa ci prepariamo? L’energia del grande Yang (forza centripeta), l’energia che genera ed emana calore, il sacro fuoco, la luce, partorisce lo Yin del sud. Il clima estivo dà vita a piante più Yin per la loro forza energetica dilatante e, quindi, rinfrescante. In generale, se si segue la stagionalità degli alimenti, le piante che si mangiano in estate preparano gli animali (uomini compresi) a vivere meglio la stagione presente e successiva, in questo caso l’autunno. Ogni stagione ci prepara a quella successiva. L’energia Yang dell’estate ha una sua influenza sugli organi interni dell’uomo. Il massimo valore energetico, in estate, verrà espresso dal cuore, per quanto riguarda il sistema nervoso centrale sarà l’ortosimpatico. Tuttavia, per il passaggio di ogni stagione, ovvero gli intermedi (solstizi ed equinozi), gli organi più stimolati sono milza e pancreas, che sono legati al centro del cervello. All’estate possiamo, grazie allo studio di yin e yang, collegare suoni, colori e sapori che sono anche connessi al cuore:

  • Il colore del solstizio è il  rosso
  • Il suono per l’estate è l’emanazione Ha-Hah
  • Il sapore legato al cuore e all’estate, al grande Yang, è l’amaro

La vita è data dall’ambiente e l’ambiente è un insieme di insiemi sostenuti dalle due forze primordiali, Yin e Yang, forza centrifuga e forza centripeta. La natura è un mondo meraviglioso. Il carciofo selvatico, ad esempio, è un indicatore del passaggio tra la primavera e l’estate. L’uva, in estate, prepara i polmoni a vivere meglio la stagione successiva, l’autunno, a cui loro sono collegati energeticamente, poiché in questo clima esprimono il loro massimo valore biologico (attività, etc.). Per sopperire al grande caldo estivo, Yang, la natura ci dona piante più Yin, come i diversi frutti e la verdura più variegata.

Consigli pratici

In un ambiente come questo, caldo e secco, integriamo l’alimentazione con l’acqua, una delle nostre tre fonti di vita, preceduta solo dall’aria. L’acqua riattiva l’organismo, lo rinfresca. Fate attenzione alle acque che comprate, il rapporto Sodio-Potassio (Na-K) deve essere il più vicino possibile a 1 (Na) – 7 (K). È pressoché impossibile trovare un’acqua di questo tipo, ma diffidate dai rapporti invertiti.

Il sapore amaro è legato al cuore, lo tonifica, gli dona energia, ma l’eccesso di amaro lo danneggia e vi crea il desiderio di salato. Non strafate solo perché ora avete questa informazione.

Se il vostro intento sarà quello di vivere un’estate equilibrata e prepararvi al meglio per la stagione successiva, il consiglio è

  • mangiare più cibi crudi (legati al sapore piccante e quindi allo Yin)
  • molta frutta e verdura (cruda e cotta)
  • bere molto e utilizzare al minimo il sale (che è di per sé troppo Yang).
  • per quanto riguarda i cereali, quello corrispondente all’estate e legato al cuore è il grano saraceno (Yang), ma sempre con moderazione, preferite l’orzo (perlato) e il riso integrale (anche semi-integrale), che sono cibi più equilibrati e rinfrescanti. Ai dolci complessi, preferite la frutta.
  • Alcune verdure legate alla stagione estiva: lattuga, cicoria, cardi.
  • Legumi: borlotti, fagioli di spagna, fagioli rossi e bianchi.
  • Olio: di sesamo.

Ricordatevi che in un ambiente caldo (Yang), il corpo ha bisogno di cibi dilatanti (Yin) per contrastare l’eccessiva energia prodotta dal calore. Evitate cotture lunghe e godetevi mare e montagna facendo passeggiate e profonde respirazioni. Il cervello, come tutti gli altri organi, ha bisogno di ossigeno e l’ossigeno viene dall’aria e dai cibi più legati alle stagioni corrispondenti, come elencato sopra.

Se seguirete questi piccoli consigli, facendo attenzione a ciò che mangiate, starete bene.

I Riti del Solstizio
Feste, Rituali e Cerimonie che Celebrano i Cicli della Terra

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Autore

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By M, appassionato di storia, fisica, religioni, filosofia, matematica, chimica, ha conseguito i livelli Reiki e curiosato per diversi anni nel mondo olistico/spirituale, facendo esperienze e pratiche (dallo yoga, al vegan, dai viaggia astrali, i sogni lucidi alle meditazioni trascendentali, etc.).Da più di 4 anni si dedica allo studio della Macrobiotica Pianesiana cercando di seguire gli insegnamenti antichi che spaziano dall'alimentazione all'etica, al rispetto di aria, acqua, terra e esseri viventi, vegetali e animali.

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3 Commenti su questo post

  1. Anna Maria Basiglini says:

    In estate secondo la macrobiotica non bisogna mangiare grano saraceno,
    che è un cereale che si mangia in inverno soprattutto.

  2. ByM says:

    Ciao Anna! Grazie per la precisazione. In effetti, per brevità, non ho sottolineato questo aspetto. Ora lo approfondisco. Il saraceno è un “cereale” molto Yang, che ha un effetto contraente nel corpo, perché genera calore. E’ legato al cuore perchè al cuore è legato il sapore amaro, un sapore che lo tonifica e di conseguenza il saraceno essendo molto yang è legato al sapore più yang, l’amaro appunto. Come hai ben sottolineato tu è preferibile consumarlo in inverno, perché riscalda. In effetti nell’articolo dico che è preferibile consumare riso e orzo perché sono alimenti più rinfrescanti, soprattutto l’orzo. Potevo citare il mais, la segale e l’avena, ma non l’ho fatto perché sono legati ad altri territori. L’orzo, invece, è più legato alla nostra fascia geografica, sin dai tempi dei romani se ne conosce il consumo, si può dire che l’italiano si è sviluppato grazie all’orzo, a cui dovremmo prestare maggiore attenzione e dare risalto. Il riso integrale è il cereale più completo, sia a livello chimico che a livello energetico e lo menzionerò sempre. Il mais è rinfrescante, è molto yin, ma non è delle nostre zone e, poi, non è un seme sicuro, nè tantomeno fa bene all’ambiente (a causa del modo in cui lo coltivano), quindi evito di pubblicizzare cereali o alimenti che non sono sicuri e nè si trovano sul mercato coltivati in un certo modo. Anche la frutta e la verdura che ho indicato, per brevità, ho scelto solo alcuni cibi, ma l’estate e la primavera sono pieni di tante buone cose.
    Grazie e scusa l’imprecisione

  3. FAUSTINA says:

    Grazie! Veramente interessante!

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