Storia Zen – Cosa porti con te?

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C’era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un’oasi all’entrata di una città del Medio Oriente.
Un giovane si avvicinò e gli domandò: “Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose a sua volta con una domanda: “Come erano gli abitanti della città da cui venivi?”
“Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là”.
“Così sono gli abitanti di questa città”, gli rispose il vecchio saggio.

Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all’ uomo e gli pose la stessa domanda: “Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose di nuovo con la stessa domanda: “Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?”
“Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!”
“Anche gli abitanti di questa città sono così”, rispose il vecchio saggio.

Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all’abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero: “Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?
“Figlio mio”, rispose il saggio, “ciascuno porta nel suo cuore ciò che è. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell’altra città,troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.”

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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14 Commenti su questo post

  1. E’ così…Così come ci specchiamo costantemente gli uni negli altri, da consapevoli o inconsapevoli…secondo il personale stato di Coscienza. Lo stato di fastidio o intolleranza, nasce dal non riconoscersi dentro gli occhi di chi osserviamo. 🙂

  2. per me non è così. ..la cattiveria e il male esistono eccome! e non dipende da Noi..se non in alcune situazioni..
    a pensarla così Gesù si sarebbe meritato di essere crocefisso..invece ci sono alcune persone che, purtroppo si accollano e pagano il Male nel mondo.

  3. Patti Cora says:

    ma…questo racconto non nega affatto …. il male! ma cio che si è, si trova!

  4. Questo racconto è una scemenza.
    Un bambino struprato, picchiato oppure abbandonato allora? Se l’è meritato? Eppure la cattiveria lo ha segnato a vita?!

    • Marcio says:

      Non è vero. Lo stupro è cattiveria, ma quel male può diventare bene…

  5. Dionidream says:

    Come ogni storia zen questo racconto vuole puntare il dito indietro per dirti che quello che hai dentro hai fuori. Come dice nella Bibbia “niente di nuovo sotto il sole”

  6. Sì. .dicesi pure karma…posso solo credere che l le radici e le cause di tali effetti risalgano a vite precedenti…

  7. Patti Cora says:

    mha…secondo me, a ben leggere il racconto, non è necessario passare a vite precedenti. si trova tutto in dietro in questa vita. e anche il bambino che racconti ilaria, e che non ha colpe, e sicuramente solo grazie a chi gli e vicino nell’amore, può imparare a scegliere di vivere nel dolore del passato o imparare a guardare oltre…..

  8. vedi negli altri ciò che sei! se per natura sei permaloso tutto e tutti ti infastidiscono,se invece sei una persona tranquilla ,in pace con te stessa vedi il bene ovunque! questo non vuol dire che non esiste il bene o il male ma, tutto è relativo alla predisposizione con cui ogni individuo si pone. Riguardo alle violenze perpretate su bambini o persone comunque deboli, io non trovo attinenza con la parabola,poiché il vecchio saggio non .nega la cattiveria ne tantomeno la bontà ma lascia al libero arbitrio delle anime cosa vedere! Secondo me

  9. Tipica puttanata banale buddista..

  10. Le leggende zen, vanno meditate , non devono essere paragonate a noi o alla nostra vita personale, devono far riflettere, questo è lo scopo.

  11. Cosa porti con te?

  12. inno all auto condanna. io non mi tolgo le mie responsabilità. .ma quelle degli altri…??quelli che non sn ne consapevoli ne responsabili !! no..no..ce ne sono a bizzeffe..e quelli creano..sì creano. .. quello che si meriano..alla lunga il loro male..ma pure quella degli altri..esporcano..sporcano..sporcano..chi..buono e giusto riesce perfino a prestare il fianco perché sono increduli di tanta ignoranza e cattiveria. .nella speranza di cambiare il mondo..forse magnanima presunzione..accollandosene anche le pene! chi non mi crede non è né buono ne’ giusto..
    Mi capisce solo chi lo sia davvero..e lo dico immodestamente..ma è la verità ..gli altri sono soli folletti divertenti e divertiti…che non entrano nelle profondità di vita e relazioni
    banalità Zen..che sfiorano quelle cristiane cattoliche dell autocondanna
    per dorla in breve ..io sarò pure molto presuntuosa ma che ci posso fare se sn pressoché nietzschiana..e meglio fare come l eremita..
    ..in una società malata solo chi è malato sta a suo agio…

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