Studi scientifici dimostrano l’efficacia dei rimedi omeopatici

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rimedi omeopatici

I rimedi omeopatici sono diluizioni infinitesimali di sostanze che possono provenire dai 4 regni (vegetale , animale, minerale e umano) e che non contengono alcuna traccia fisica di esse. Il grande paradosso omeopatico è proprio quello dell’immaterialità ovvero i medicinali non contengono nulla al loro interno, le gocce sono una soluzione idroalcolica al 50% ed i granuli ed i globuli sono glucosio e non c’è principio attivo.

L’omeopatia agisce rapidamente ed efficacemente nel caso di malattie acute come raffreddore, influenza, dissenteria, nausea da viaggio, febbre e in alcuni casi può addirittura avere un’azione più veloce di altri trattamenti terapeutici. E’ ottima anche per malattie croniche. Una malattia si dice cronica quando dura da mesi o addirittura da anni. Per curarla ci vuole tempo, indipendentemente dal tipo di terapia utilizzata, poiché l’organismo dell’individuo viene colpito in profondità. L’omeopatia permette di ottenere buoni risultati anche nel caso di malattie croniche come asma, allergie e dermatosi.

Sono senza effetti collaterali e possono essere combinati con altre terapie in corso.

Storia dell’omeopatia

Ippocrate, padre della Medicina, nel 450 a.C. insegna ai suoi discepoli a curare gli ammalati scegliendo tra due strade: la prima consiste nel curare i sintomi con il loro contrario (contraria contraribus curentur), la seconda nel curare i sintomi con il loro simile (similia similibus curentur).

Paracelso, famoso terapeuta e alchimista svizzero del rinascimento, aveva intuito qualcosa di simile, al punto che egli arrivò a sentenziare “sola dosis facit venenum”, è solo la quantità che determina l’effetto tossico o curativo di una sostanza.

Samuel Hahnemann, medico tedesco nato nel 1755 a Meissen, in Sassonia, tossicologo e farmacologo, inizia a lavorare come medico all’età di 24 anni. Rapidamente deluso dall’assenza di risultati terapeutici efficaci e dai limiti della medicina che giudicò come troppo invasiva e con effetti collaterali gravi, decide di non esercitare più. Facendo delle ricerche e prove su se stesso scopre che la corteccia di china utilizzata per trattare la febbre malarica, in piccole dosi in pazienti sani causa gli stessi sintomi della febbre malarica. Arriva allora l’intuizione di provare con differenti sostanze e di preparare diverse diluizioni e osservare le reazioni in soggetti sani e malati.

Scopre che sorprendentemente, le sostanze più diventano diluite più diventano efficaci, a condizione di agitarle vigorosamente dopo ogni diluzione attraverso una procedura da lui battezzata “dinamizzazione”. La conferma clinica è data dalla guarigione della maggior parte dei suoi malati. Ottiene allora un successo che gli vale gli onori e una reputazione che oltrepasserà le frontiere. L’omeopatia si sviluppa, ma molto presto, Hahnemann viene osteggiate dalla classe medica ufficiale che non era pronta ad accettare questo nuovo paradigma medico.

Dodici anni di sperimentazione sui pazienti gli permetteranno di tradurre l’ipotesi di Hahnemann in metodo accettato e confermato, che potremmo dire si basa sul millenario principio della similitudine predicato da filosofi e alchimisti nel passato, che può essere enunciato nel modo seguente:

“Ogni individuo malato può essere curato da piccole dosi dinamizzate della sostanza che provoca, a forti dosi nell’individuo sano, dei sintomi simili a quelli che affliggono il malato”.

Infatti il termine Omeopatia deriva dal greco ὅμοιος (simile) e πάθος (malattia) e nel suo significato etimologico sta proprio a mostrare che essa cura la malattia con una sostanza che provoca degli effetti simili ad essa.

Nel 1854 il Parlamento Inglese incaricò il Ministero della Salute di valutare quale fosse la migliore cura per le persone colpite dal colera. Gli esperti verificarono che negli ospedali “ufficiali” la percentuale di morte per questa malattia era del 54%, mentre negli ospedali omeopatici era del 16%.

Il fatto che secondo la legge matematica scoperta nel 1811 da Amedeo Avogadro secondo cui una diluizione alla 12ma centesimale (12CH) contiene 0,6022 molecole, vale a dire nessuna, dimostra che le diluizioni omeopatiche maggiori di 12CH non contengono alcun principio attivo della sostanza di partenza.

Nel 1984 un ricercatore francese, Aubin, compie un esperimento che mostra come una stessa sostanza in diverse dosi produce effetti terapeutici opposti. Il gruppo di Aubin, studiando l’attività cardiotossica di alcune sostanze tossiche sul cuore di anguilla, osservò che l’Aconitina ad alta concentrazione (10 -5 M) provocava tachicardia e fibrillazione mentre a bassissima concentrazione (10 -18 M) non aveva alcun effetto sul cuore sano e sul cuore pretrattato (cioè intossicato con alte concentrazioni della stessa sostanza) mostrava uno spiccato effetto normalizzante sul ritmo cardiaco. Risultati analoghi sono stati ottenuti con la veratrina. Da notare che la concentrazione 10-18 M è molto vicina al n° di Avogadro (10-24) che rappresenta il limite fra presenza e assenza di molecole in una diluizione omeopatica.

Conferme scientifiche recenti dell’omeopatia

Sono davvero molte le conferme scientifiche che dimostrano l’efficacia dei rimedi omeopatici. Ovviamente molti medici allopatici rifiutano l’omeopatia perché va contro il principio che sia la sostanza chimica ad avere un effetto sulla cellula, e quindi non si spiega come un’assenza del principio attivo possa avere alcun tipo di risultato.

In realtà le recenti scoperte sulla memoria dell’acqua e gli studi di Beneviste e del premio nobel Luc Montagner hanno dimostrato una volta per tutte che nell’acqua viene registrata a livello elettromagnetico l’impronta del principio attivo attraverso la strutturazione delle molecole d’acqua.

In questo documentario (in inglese) viene mostrato, tra le altre cose, come uno studio combinato Italia-Francia tra l’equipe di Montagnier e quella italiana del Prof. Giuseppe Vitiello abbia portato alla ricostruzione di una molecola di DNA identica a partire dall’impronta energetica lasciata nell’acqua dopo una diluizione omeopatica in cui non c’era alcuna traccia del DNA originario.

Uno studio italiano del 2014 sul rimedio omeopatico Gelsemium sempervirens (usato nella cura dei sintomi di ansietà e di stress) ha dimostrato non solo che agisce come “tranquillante” in modelli sperimentali sul topo di laboratorio ma che l’esposizione per 24 ore al Gelsemium 2CH (seconda diluizione centesimale omeopatica) ha causato la diminuzione significativa dell’espressione di 49 geni facenti parte di diverse “famiglie” implicate nell’ansia e nella risposta infiammatoria. Anche a diluizioni superiori (fino alla 30CH in cui non c’è alcuna traccia del principio attivo) i ricercatori hanno osservato un effetto ansiolitico.

Un altro studio italiano più recente del 2016 ha dimostrato l’efficacia del rimedio omeopatico Arnica montana che si è mostrato in grado di  produrre 20 cambiamenti nell’espressione di alcuni geni, risultante in una stimolazione di produzione di matrice extracellulare con un effetto di cicatrizzazione e riparazione tessutale.

Ulteriori riferimenti scientifici

K. Linde, N. Clausius, G. Ramirez, et al.,
Are the Clinical Effects of Homeopathy Placebo Effects? A Meta-analysis of Placebo-Controlled Trials.” Lancet, September 20, 1997, 350:834-843.
Questa pubblicazione fa un’analisi su 186 studi scientifici che riguardano l’efficacia dell’omeopatia. Di questi, 89 sono stati condotti in modo scientificamente accettabile. I risultati hanno mostrato  che i pazienti che assumevano medicine omeopatiche avevano la possibilità di sperimentare un effetto positivo 2,45 volte rispetto al placebo.

J. Kleijnen, P. Knipschild, G. ter Riet,
Clinical Trials of Homeopathy.” British Medical Journal, February 9, 1991, 302:316-323.
Questa è la meta-analisi di ricerche cliniche più citata. Questa pubblicazione analizza i dati di 107 studi sui rimedi omeopatici. Tra questi, 81 (il 77%) hanno mostrato effetti positivi. Tra i 22 studi migliori, 15 hanno mostrato con certezza efficacia. I ricercatori concludono così: “Le prove mostrate in questo lavoro probabilmente sarebbero sufficienti per stabilire che l’omeopatia è efficace per certe patologie” Inoltre, “La quantità di prove positive fornite dai migliori studi fu per noi una vera sorpresa”.

C. N. Shealy, MD, R.P. Thomlinson, V. Borgmeyer,
Osteoarthritic Pain: A Comparison of Homeopathy and Acetaminophen.” American Journal of Pain Management, 1998;8:89-91
Studio in doppio cieco, con protocollo ufficialmente approvato, per documentare l’efficacia dei rimedi omeopatici rispetto all’acetaminofene nel trattamento dei dolori da osteoartrite di 65 pazienti. I risultati dello studio hanno documentato un miglioramento dei dolori nel gruppo trattato con l’omeopatia (il beneficio fu del 55% nel gruppo trattato con l’omeopatia e del 38% nel gruppo acetaminofene). Tuttavia, la superiorità del trattamento omeopatico rispetto a quello con acetaminofene non raggiunse un significato statisticamente valido. I ricercatori conclusero che l’omeopatia nei dolori artrosici sembra sicura e almeno efficace quanto l’acetaminofene, ma priva degli effetti indesiderati sulla funzione renale ed epatica della molecola chimica. Molti dei pazienti hanno chiesto di continuare con l’omeopatia.

M. Weiser, W. Strosser, P. Klein,
Homeopathic vs. Conventional Treatment of Vertigo: A Randomized Double-Blind Controlled Clinical Study.” Archives of Otolaryngology–Head and Neck Surgery, August, 1998, 124:879-885.
Questo studio coinvolse 119 pazienti con vari tipi di vertigini. Metà dei pazienti fu trattata con l’omeopatia (sotto forma di un complesso), mentre l’altra metà con un farmaco convenzionale (betaistina idrocloridrato). In termini di efficacia, il farmaco omeopatico fu efficace quanto il prodotto chimico, ma più sicuro.

D. Reilly, M. Taylor, N. Beattie, et al.,
Is Evidence for Homoeopathy Reproducible?” Lancet, December 10, 1994, 344:1601-6.
Questo studio ha preso in considerazione l’effetto immunoterapico dell’omeopatia nel caso di allergie da inalanti, replicando con successo due lavori simili pubblicati in precedenza. Nove degli undici pazienti trattati con l’omeopatia migliorarono, rispetto ai soli cinque dei tredici pazienti trattati con il placebo. I ricercatori conclusero che o le medicine omeopatiche funzionano o c’è qualcosa che non funziona negli studi scientifici controllati. Questo tipo di studio è stato di recente nuovamente replicato e sta per essere pubblicato.

J. Jacobs, L. Jimenez, S. Gloyd,
Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A Randomized Clinical Trial in Nicaragua.” Pediatrics, May 1994, 93,5:719-25.
Questo è stato il primo studio riguardante l’omeopatia ad essere pubblicato su di una rivista medica americana ufficiale. Lo studio ha preso in considerazione l’effetto di un rimedio unitario ad alta diluizione rispetto a placebo in 81 bambini, di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, affetti da diarrea acuta. Il gruppo trattato con l’omeopatia ebbe una riduzione statisticamente significativa del 15% nella durata degli attacchi. Inotre i bambini si sono disidratati di meno, la malnutrizione post-diarrea è stata modesta  e significativa è stata la riduzione della morbilità.

E. Ernst, T. Saradeth, and K.L. Resch,
Complementary Treatment of Varicose Veins: A Randomized Placebo-controlled, Double-Blind Trial.” Phlebology, 1990, 5:157-163.
Questo studio, che ha coinvolto 61 pazienti affetti da varici venose, ha mostrato che il trattamento omeopatico migliorava il tempo di perfusione venosa rispetto al placebo.

P. Fisher, A. Greenwood, E.C. Huskisson, et al.,
Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis.” British Medical Journal, August 5, 1989, 299:365-66.
Questo studio in doppio cieco ha comparato l’effetto del Rhus toxicodendron al placebo in 30 pazienti sofferenti di fibromiosite. Si è visto che nei pazienti che assumevano il rimedio omeopatico i punti dolenti si riducevano del 25% rispetto al gruppo placebo.

D. Reilly, M. Taylor, C. McSherry,”Is Homeopathy a Placebo Response? Controlled Trial of Homeopathic Potency with Pollen in Hayfever as Model.” Lancet, October 18, 1986, 881-86.
Lo studio ha comparato un rimedio omeopatico di polline ad alta diluizione col placebo in 144 pazienti con rinite allergica primaverile. I parametri considerati sono stati la conta dei pollini, l’aggravamento dei sintomi e il ricorso agli antistaminici. In conclusione, si è visto che i pazienti che assumevano l’omeopatia mostravano un miglioramento dei sintomi superiore rispetto a coloro che assumevano il placebo e che la riduzione di sintomi si traduceva in un minore ricorso agli antistaminici. I risultati hanno confermato studi precedenti e dimostrano che l’omeopatia mostra effetti diversi da quelli del placebo.

J. Lamont,
Homeopathic Treatment of Attention Deficit Hyperactivity Disorder: A Controlled Study.” British Homoeopathic Journal, October, 1997, 86:196-200.
Quarantatré bambini affetti da sindrome da deificit attentivo sono stati assegnati a caso al gruppo trattato con omeopatici e al gruppo placebo. Poi, anche quelli del gruppo placebo sono passati all’omeopatia. I risultati mostrarono che i miglioramenti si manifestavano sempre con l’omopatia, sia che questa venisse assunta fin dall’inizio, sia nel caso fosse stata assunta dopo il placebo.

K.H. Friese, S. Kruse, H. Moeller,
Acute Otitis Media in Children: A Comparison of Conventional and Homeopathic Treatment.” Biomedical Therapy, 60,4,1997:113-116, originally published in German in Hals-Nasen-Ohren (Head, Nose, and Otolyngarology) August, 1996:462-66.
In questo studio è stata data la possibilità ai genitori di scegliere tra cura omeopatica e farmaci della medicina allopatica, somministrati dal loro otorino. 103 bambini hanno seguito la cura omeopatica, mentre 28 quella convenzionale. I ricercatori hanno constatato che nel gruppo trattato con l’omeopatia le ricadute erano del 40% per paziente, mentre tra i bambini che assumevano l’antibiotico erano del 70%. Tra i bambini curati con l’omeopatia che ebbero altre otiti, il 29,3% ebbero un massimo di 3 ricorrenze, mentre tra quelli trattati con gli antibiotici, il 43,5% ebbero un massimo di 6 ricadute.

Vittorio Elia and Marcella Niccoli
Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.” Annals of the New York Academy of Sciences, June 1999
E’ stato realizzato uno studio approfondito di termodinamica su soluzioni acquose ottenute attraverso successive diluizioni centesimali (dall’1% fino a meno di 1×10-5 mol kg-1) e succussioni. Si è voluto misurare il calore prodotto miscelando varie concentrazioni di acidi e basi con l’acqua bidistillata o con le diluizioni etreme. Con le miscele  estremamente diluite si sono ottenuti nel 92% dei casi reazioni esotermiche, rispetto alle soluzioni non trattate omeopaticamente. Nello studio si dimostra come la diluizione e la succussione (procedimenti tipici dellla preparazione dei rimedi omeopatici) possano alterare permanentemente le proprietà fisico-chimiche dell’acqua. La natura di questo fenomeno rimane sconosciuto, sebbene sia ampiamente indagato dal punto di vista sperimentali.

J. Dittmann and G. Harisch,
Characterization of Differing Effects Caused by Homeopathically Prepared and Conventional Dilutions Using Cytochrome P450 2E1 and Other Enzymes as Detection Systems.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 1996 2:2,279-290.
L’obiettivo dello studio era quello di accertare se vi fossero differenze negli effetti tra una diluizione omeopatica (D) e una diluizione convenzionale (V) di eguale concentrazione sulla formazione di p-nitrocatecolo catalizzato dal citocromo 2E1. Arsenicum album e Potassium cyanatum (D) furono comparati con una eguale diluizione di As203 e KNC (V). E’ stata trovata una differenza statisticamente significativa nei riguardi dell’attività enzimatica. Queste differenze potrebbero essere dovute al modo con cui si preparano le sostanze in omeopatia: diluizioni progressive e succussioni intermedie.

K. Linde, W.B. Jonas, D. Melchart, D., et al.,
Critical Review and Meta-Analysis of Serial Agitated Dilutions in Experimental Toxicology,” Human and Experimental Toxicology, 1994, 13:481-92.
Questa meta-analisi di 105 studi di tossicologia ha mostrato che le medicine omeopatiche potrebbero essere utili nel trattamento dell’esposizione a sostanze tossiche.

E. Davenas, B. Poitevin, and J. Benveniste,
Effect on Mouse Peritoneal Macrophages of Orally Administered Very High Dilutions of Silica.” European Journal of Pharmacology, April, 1987, 135:313-319.
Questo studio ha mostrato che SILICEA 6CH e SILICEA 10CH sono state capaci in modo statisticamente  significativo di aumentare le risposte immuni di macrofagi di topo.

Paolo Bellavite and Andrea Signorini,
Homeopathy: A Frontier in Medical Science. Berkeley: North Atlantic, 1995.
E’ la pubblicazione più importante tra quelle che  trattano la ricerca scientifica in omeopatia. In alcuni eccellenti capitoli vengono esposte le varie teorie che tentano di dare una spiegazione al funzionamento delle diluizioni omeopatiche, alla luce della biofisica, dei frattali, del caos e della teoria della complessità.

Roeland van Wijk and Fred A.C. Wiegant,Cultured Mammalian Cells in Homeopathy Research: The Similia Principle in Self-Recovery. Utrecht: University of Utrecht, 1994.
Questo è un testo tecnico che riguarda studi sugli effetti delle diluizioni omeopatiche sulle cellule. E’ una verifica del principio dei simili.

Benefici economici delle terapie omeopatiche.
Costi e benefici delle terapie omeopatiche.
Caisse Nationale de l’Assurance Maladie des Travailleurs Salaris, 1996.
E’ uno studio su 130.000 prescrizioni che conferma i benefici e i vantaggi economici del metodo omeopatico. L’indagine ha anche mostrato che i giorni di assenza per malattia dal lavoro dei pazienti curati con l’omeopatia erano 3.5 volte inferiori (598 giorni/anno) rispetto ai pazienti sottoposti a cure allopatiche (2.017 giorni/anno). Sebbene le medicine omeopatiche in Francia rappresentino il 5% del totale prescritto, incidono solo del 1.2% sulle spese di rimborso dei farmaci, considerato il loro basso costo (in Francia l’omeopatia è rimborsabile dal servizio sanitario nazionale).

Jacobs, J, Smith, N.
Charges, utilization, and practice patterns from a pilot insurance program covering alternative medical services.” American Public Health Association Conference, New York City, November 18-21, 1996.
Questo è uno studio condotto a Seattle (USA) che ha messo a confronto l’impiego e il costo di alcune terapie alternative: omeopatia, naturopatia e agopuntura. L’omeopatia è risultata la meno costosa e, inoltre, i pazienti  che si rivolgevano a questa metodica nel complesso facevano meno visite dal medico omeopata rispetto a chi si rivolgeva agli altri medici alternativi. (Tuttavia, questo studio non ha fatto confronti con la medicina convenzionale). Vedere anche: , W.B. Jonas and J. Jacobs, Healing with Homeopathy. New York: Warner, 1996.

Cost-effectiveness of homeopathic treatment in a dental practice,” British Homoeopathic Journal. January, 1993;82,1:22-28
Questo studio ha preso in considerazione il lavoro di un dentista-omeopata e ha mostrato che i suoi trattamenti erano superiori in termini di rapporto costi e benefici rispetto ad un dentista convenzionale.

Swayne, J., W. Feldhaus.
The cost and effectiveness of homeopathy.” British Homoeopathic Journal July 1992;81,3:148-150.5H.
Questo studio ha mostrato che i medici che praticano l’omeopatia fanno meno prescrizioni e a costi inferiori rispetto ai loro colleghi convenzionali.

Gerhard, I, G. Reimers, C. Keller, and M. Schmuck,
Weibliche fertiltitasstorungen. Vergleich homoopathischer einzelmittel–mit konventioneller hormontherapie.” Therapeutikon. 1991;7:309-315.
Un piccolo studio sul trattamento omeopatico nell’infertilità. Ha mostrato che le cure omeopatiche, a parità di risultati, erano 30 volte meno costose rispetto alle cure convenzionali.

In un prossimo articolo pubblicheremo un semplice prontuario di rimedi omeopatici. Per qualunque disturbo comunque molti farmacisti ti sapranno consigliare il rimedio omeopatico indicato.

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Riferimenti
– Homéopathie le conseil au quotidien – Michèle Boiron
– Pennec JP, Aubin M. Effects of aconitine and veratrine on the isolated perfused heart of the common eel (Anguilla anguilla L.). Comp Biochem Physiol C. 1984;77(2):367-9.
– Omeopatia. Ricerche su animali e di laboratorio. Dr. Paolo Bellavite
– Evidenze storiche e moderne dell’efficacia dell’Omeopatia. Dott. Perugini Billi
– Paolo Bellavite et al. Extreme sensitivity of gene expression in human SH-SY5Y neurocytes to ultra-low doses of Gelsemium sempervirens. BMC Complementary and Alternative Medicine 201414:104
– Paolo Bellavite et al. Arnica montana Stimulates Extracellular Matrix Gene Expression in a Macrophage Cell Line Differentiated to Wound-Healing Phenotype. PLoS ONE 11(11) November 10, 2016

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Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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21 Commenti su questo post

  1. Bea Martini Bea Martini says:

    Chi se e frega degli studi scientifici!….io sin da bambina seguo l’omeopatia!……..m

  2. Tutta la mia famiglia si cura con l’omeopatia da più di 25anni mia figlia guarita da (
    TAS DOPO 6mesi valori normali

  3. Credo nell’omonima .fin da quando i miei figli piccini dovevano fare ogni 15gg. Penicilline!!! Omeopatia grazie

  4. Maria Luisa Maria Luisa says:

    Io ci credo e la uso anche per problemi importanti!!

  5. ..se è per questo,ridicolizzano anche il digiuno terapeutico,ignorano lo xilitolo come alternativa allo zucchero comune,che sarebbe una soluzione per i diabetici e per prevenire questa disfunzione,l’elenco sarebbe lunghissimo…. terapia di Bella eccc….

  6. Crederci o no ognuno ha avuto le sue esperienze,scientifico o no a me ha curato tante malattie e allergie e comunque non ha controindicazioni,al massimo avrete bevuto acqua!

  7. La uso da piu’ di 30 anni con resultati eccellenti

  8. Omeopatia grazie × aver salvato mia figlia!

  9. Anja Zaffini Anja Zaffini says:

    Viva l’omeopatia! !!

  10. valter ottello says:

    inoltre, e facilissimo produrlo in casa e senza alcuna difficoltà ……..

  11. Ma certo che è efficace…

  12. Sono piu di 30anni che io e la mia famiglia ci curiamo con i rimedi omeopatici..gatti compresi,mai rimpianto la medicina allopatica…..in 30 anni ne ho sentito di tutti colori,poi mi viene in mente la frase di un nostro amico medico che aveva studiato un poco di omeopatia,per essere medico omeopatico devi essere prima un bravo medico…..e come dice il proverbio”la gatta che non arriva al lardo dice che puzza”

  13. Dorita Verna Dorita Verna says:

    Chi non ha avuto esperienza curandosi con l’omeopatia continui pure ad avvelenarsi con la medicina tradizionale, che poi non cura un bel niente ma fa solo danni e crea un “circolo infernale” dal quale non si esce più. Le malattie sono generate dalla mente e ,se posso scegliere, io scelgo l’omeopatia, che non è naturopatia o erboristeria….quindi prima di dire cazzate si informassero quelli che non ci credono! Per fortuna sono tanti i centri omeopatici sorti negli ultimi tempi . Scienza? Ricerche scientifiche? Ma com’è che, appunto , spuntano come funghi velenosi malattie autoimmuni delle quali la cosiddetta scienza non sa dare spiegazioni? Non sarà che forse è da rivedere più di qualcosa nel sistema curativo tradizionale?

  14. silvana roveredo says:

    Quel che mi sento di fare e mi viene dal cuore è ringraziare Riccardo per il suo prezioso lavoro. GRAZIE

  15. mauro says:

    Mi curo io e la mia famiglia con l’ omeopatia dal 1980 , mio figlio di 6 anni ha detta della famosa medicina normale si doveva operare alle tonsille immediatamente. In quei giorni venimmo ha sapere medicina omeopatica e si curò , ancora porta le tonsille ed a 43 anni . da allora abbiamo convertito molte famiglie a curarsi omeopaticamente .

  16. Giuseppe says:

    Io non conosco per esperienza diretta la medicina omeopatica ma penso che come in ogni tipo di cura bisogna trovare il medico preparato che la sappia applicare in maniera corretta.

  17. Ognuno creda a ciò che vuole…io riporto la mia esperienza…mi ha risolto x almeno 3 volte recidive di cancro. :-))

  18. Io uso l omeopatia da piu’ di 40 anni e anche la mia famiglia mi trovo benissimo

  19. Angela Pascarella sono molto felice che Lei abbia risolto la sua malattia indipendentemente da quale cura abbia utilizzato, ma un caso, 10 casi, 100 casi non rispondono in modo esaustivo alle effettive potenzialità della medicina omeopatica. Quello che non capisco è la mancanza di vere sperimentazioni scientifiche o meglio io non le ho trovate. Non escludo assolutamente la validità ma quando leggo un’articolo o una relazione assomiglia tanto a quelle di scientology e simili e questo non a mio modesto parere non gioca a favore di questo tipo di medicina. Spero non abbia più bisogno di nessuna cura e possa vivere felicemente la sua vita.

  20. Io la uso essendo allergica a molti farmaci che mi stavano avvelenando l’organismo……meno male che c’é……se no ero all’altro mondo già da un pezzo!

  21. Scusi Alberto forse non è chiaro che l omeopatia non sarà mai scientificamente provata perché ci sono colossali interessi economici che impediscono, ripeto, colossali interessi economici. augurandole di non aver mai bisogno di cure credo che per il momento l unica prova che si può fare è affidandosi ad un terapeuta / medico competente, provarla.

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