Svizzera: Referendum per il reddito di cittadinanza da 2mila euro

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Essere pagati, e profumatamente, senza essere costretti ad andare a lavorare. E’ quello che potrebbe accadere, tra qualche anno, in Svizzera. 126mila firme sono già state raccolte per un referendum sul reddito di cittadinanza universale.

Reddito di cittadinanza a 2.000 € al mese. 126mila firme per il referendum

Essere pagati 2.000 euro al mese senza dover andare a lavorare. Quello che sembrerebbe pura utopia potrebbe presto diventare realtà. Ovviamente non in Italia, ma molto vicino a noi, in Svizzera. Oltre confine, infatti, sono state raccolte 126mila firme per lo svolgimento di un referendum sul reddito di cittadinanza universale. La somma assicurata dallo Stato sarebbe di tutto rispetto: 2.000 euro al mese. A quel punto, spiegano gli organizzatori della raccolta, il lavoro diventerebbe una scelta e non più un obbligo per poter sopravvivere. La soglia minima di sottoscrittori è stata superata. L’obiettivo della campagna è quello di modificare la Costituzione elvetica, e ora il Consiglio federale, il governo elvetico, dovrà valutare la normativa e presentarla al Parlamento. Se tutti i passi formali saranno rispettati tra un paio d’anni i cittadini elvetici saranno chiamati ad esprimersi sulla materia tramite un referendum, che in Svizzera ha un peso decisamente più forte di quello che accade da noi.

LIBERI DAL LAVORO

La proposta referendaria prevede che entro il 2050 la Confederazione debba garantire a tutti i cittadini un reddito di 2500 franchi, circa 2 mila euro al mese. Per festeggiare la consegna delle firme i promotori hanno realizzato un evento spettacolare: un camion con otto milioni di 5 centesimi di franco sono stati riversati nella piazza del Parlamento di Berna, la capitale della Confederazione Elvetica. Secondo Götz Werner, fondatore di una catena di negozi diffusa in Germania e uno dei maggiori sostenitori del reddito di cittadinanza, ha spiegato a Süddeutsche Zeitung i motivi del suo sostegno al referendum svizzero. «Con il reddito di cittadinanza potremo immediatamente capire che noi abbiano bisogno di un reddito per poter lavorare, e non il contrario, ovvero essere costretti a lavorare per avere la possibilità di finanziare la nostra esistenza ».

ABOLIRE LE PENSIONI

Ma come si paga tutto questo? Il costo, stimano i referendari, si aggira attorno ai 200 miliardi di franchi, una somma pari a circa un terzo del Pil elvetico. Una parte dei soldi necessari per finanziare la misura potrebbe arrivare dallo smantellamento dell’attuale sistema di Welfare. Reddito per tutti, quindi, ma stop alle detrazioni per i figli, ai sussidi sociali e alle borse di studio, solo per fare qualche esempio. Servirebbero però altri soldi. I referendari hanno messo nel mirino il sistema previdenziale della Svizzera. L’abolizione delle pensioni coprirebbe circa il 70% del costo totale del reddito di cittadinanza. Una rivoluzione completa dello Stato sociale, che gli stessi referendari definiscono ormai inadeguato alle esigenze dell’attuale società. Götz Werner immagina una rivoluzione anche nel sistema dell’imposizione fiscale, con l’introduzione di una tassa sui consumi pari al 50%, che sostituisca la maggior parte dell’imposizione tributaria. La realtà, poi, è che se 2.000 euro possono sembrare tanti in Italia, in Svizzera si tratta di un reddito decisamente basso. All’interno della Confederazione Elvetica i sindacati chiedono infatti un salario minimo di quasi il doppio, per l’alto costo della vita di quel paese.

Fonte http://www.net1news.org

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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